Ma come facevamo?! Senza internet.! Sembra impossibile. Ma come si viveva senza la rete? Chiedono figli e nipoti che vita mai fosse quella del pre 95 senza navigazione e download. Ci scrivevamo più lettere e bigliettini a carta ruvida, persino delle cartoline postali quelle gialle, e non le e-mail. Scrivevamo meno ma forse più sentito e meno automatico. Ci facevamo i biglietti del treno alla biglietteria e non sapevano cosa fosse il ticketless. Anche per i concerti e i film facevamo la coda ai botteghini e sentivamo la pesantezza delle file e delle albe lunghe per arrivare a prendere i posti migliori. Adesso bastano due clic e forse siamo in linea. Ma andiamo ancora a concerti e teatri. Quando non c’era Internet non sapevano bene cos’era un clic, e il mouse era quella cosa che usavano gli informatici per girare su uno schermo grigio. Ora è tutto sullo schermo. La tv, la rete, le ricerche della scuola, i motori che risolvono tutte le ricerche. I video, di tutto e di tutti. Anche troppi. Tv, rete, ricerche, scuola, grandi schermi per giocare alla guerra con l’X Box collegata in rete e poi ancora i film, le canzoni, milioni di file, quantità industriali di giga scaricati e immagazzinati. Milioni di memorie piene e svuotabili da un momento all’altro di documenti, immagini, video, memoria, massaggiate, click cliccati senza una storia dietro. Come eravamo e come facevamo senza internet? Beh bella domanda. Forse leggevamo di più forse parlavamo di più forse passeggiavamo di più certo eravamo più lenti e meno immediatamente pronti. Non meno preparati ma certo meno tempestivi. “Ora e qui”, espressioni del passato. “Sempre e ovunque” con l’on line è la situazione di oggi: preparati. E certo non sapevamo di avere così tanti amici come possiamo avere oggi in Facebook, tra veri, verosimili, finti e mai raggiunti. Non sapevamo cosa faceva nostro cugino d’America in tempo reale o cosa pensava al mattino appena sveglio ma forse non ne sentivamo nemmeno il bisogno. Certo internet ci ha cambiato al vita e ce l’ha sicuramente migliorata. Certo non dovremmo abusare del tempo su internet ma usare i suoi servizi per una vita migliore. A naso funzionerebbe così. Quando non c’era Inteernet non si poteva fare la tele spesa o la telemedicina. Quando non c’era internet ci accontentavamo dei giornali stampati e non avevamo aggiornamenti in tempo reale, quando non c’era internet pensavamo che la televisione fosse internet magari con 3 o 6 canali e non con i 1000 attuali. Adesso tra canali tv e internet potremmo perderci per millenni e non per ore, come ubriachi di informazione e immagini, sollecitazioni ed emozioni. Ma non è vera varietà. Alla fine il www è sempre per quei venti siti al giorno. In questo siamo un po’ rivoluzionari e un po’ conservatori. Ci mettiamo siti nei preferiti ma poi viaggiamo nei soliti 20-30 al giorno. In fondo siamo dei romanticoni. Quello che non è romantico invece è che intere aree e fasce del paese ma anche del continente vivono come se internet non fosse mai stato inventato . Perché ci son tante zone senza banda larga dove non arriva Internet se sono a stoppino. Paesi, valli campagne distese che non hanno Internet e questo è un problema non solo di giustizia virtuale ma anche di democrazia e partecipazione. E quindi di libertà. Come cantava Giorgio Gaber la libertà non è star sopra un albero, la libertà non è il volo di un gabbiamo, la libertà non è uno spazio libero la libertà è partecipazione. E ora partecipazione è più che mai poter stare in rete e sempre più velocemente, altrimenti ti perdi e non senti quello che sentono gli altri, glie voluti, gli avanguardisti della rete al polso, del video perennemente collegato, dello schermo perennemente aperto. Libertà è sapere che internet è un diritto per tutti. Anche di quelli che non lo sanno
Fabrizio Binacchi www.virgola1.splinder.com

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