
Nonostante il “frastuono” abbia impedito al vice presidente della Conferenza episcopale di partecipare di persona al Congresso di una nota corrente politica di magistrati, egli tuttavia ha voluto confermare , per tramite di un corposo messaggio, la sua sensibilità civile esprimendo il doveroso supporto all’art 104 della Costituzione (che tuttavia non è oggetto referendario) richiamando alla necessità di una Giustizia “giusta”nel nostro paese.
Per capirci quella che non è in vigore nello Stato Vaticano che recepí il Codice Zanardelli (1889) dopo i Patti Lateranensi del 1929. Esso vive ancora nel suo Diritto penale, ove delle Leggi hanno condannato cittadini italiani in barba alla irretroattività della Legge Penale e dove il Pontefice é Giudice supremo che esercita una potestà “ordinaria, immediata, suprema ed universale”
Diciamo non un esempio al quale ispirarsi in un libero paese civile.
Fra Porporati che si intromettono nella politica giudiziaria dall’alto dei loro sistemi antiquati ed autoritari ed Ermellini che difendono la “fascistissima” Carriera Unica siamo rientrati in un incubo reazionario cavalcato da progressisti che non sembrano rendersene conto.
Bobo Craxi

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