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I nuovi antisemiti filoiraniani che difendono gli ayatollah

Il terrorismo è una tecnica che cerca di obliterare il nemico, eliminarlo, immobilizzarlo, renderlo irrilevante. E’ quello che fece la Shoah, e quello che si vuole fare ora col popolo ebraico criminalizzandolo e aggredendolo fisicamente come si fa con Israele. Calcolo sbagliato, perché al contrario la sua identificazione con lo Stato Ebraico lo rafforza e lo incoraggia. Ma il fenomeno è nuovo: l’antisemitismo si moltiplica e si arricchisce della pazzesca difesa degli ayatollah, dipinte anche da insospettabili giornali e panel tv come le ultime vittime dell’aggressione imperialista sionista, insieme ai loro proxi Hezbollah. Su qualche giornale italiano ora c’è il genocidio libanese, allargando l’accusa alla guerra indispensabile contro l’aggressione degli Hezbollah.

di Fiamma Nirenstein | 17 Marzo 2026

Il terrorismo è una tecnica che cerca di obliterare il nemico, eliminarlo, immobilizzarlo, renderlo irrilevante. E’ quello che fece la Shoah, e quello che si vuole fare ora col popolo ebraico criminalizzandolo e aggredendolo fisicamente come si fa con Israele. Calcolo sbagliato, perché al contrario la sua identificazione con lo Stato Ebraico lo rafforza e lo incoraggia. Ma il fenomeno è nuovo: l’antisemitismo si moltiplica e si arricchisce della pazzesca difesa degli ayatollah, dipinte anche da insospettabili giornali e panel tv come le ultime vittime dell’aggressione imperialista sionista, insieme ai loro proxi Hezbollah. Su qualche giornale italiano ora c’è il genocidio libanese, allargando l’accusa alla guerra indispensabile contro l’aggressione degli Hezbollah.  Non è nuovo che un’immensa disgustosa ondata di antisemitismo si travesta da critica a Israele: si è arrampicata sulle rovine della cultura postbellica da decenni, a partire da “sionismo uguale razzismo” nel 1975 all’ONU, e via via attraverso Durban, la conferenza razzista del 2001 che preparava l’11 di settembre, fino alla persecuzione dell’ONU incarnata da Albanese: e una costruzione nutrita di stracci postsovietici e di kefieh vere e virtuali.

E’ costata molti miliardi, ne fanno parte le accuse di colonialismo, di crimini di guerra e di genocidio. È il rovesciamento della realtà: Israele da sempre minacciata di genocidio e poi colpita il 7 di ottobre con questo intento mentre l’Iran dirige la danza, è stata rovesciata nel peggiore nemico dell’umanità, salvo, in Europa, che da Meloni, Merz e pochi altri. Dal ritenere gli ebrei dei mostri a cercarne la strage il passo è molto breve, è ormai quasi noioso, sono attacchi continui a bambini e mamme sui prati, a gente che prega, a studenti… a Manchester e di Bondi, e tanti altri episodi. Ma un angolo di stupore resta quando si vede che la difesa del regime iraniano e degli Hezbollah è un prezzo accettato volentieri pur di criminalizzare Israele. È stato lui a trascinare Trump in guerra. Sono stati i rabbini Lubavitch… E’ stato Netanyahu… e chi poi ce lo dice chiede Travaglio, che davvero quelli fossero così cattivi. Tutte dicerie. Si poteva trattare. Non importa la quantità enorme di rapporti dell’IAEA, la biblioteca di documenti sull’uranio arricchito, niente che i morti in tre giorni siano stati 50mila per le strade, nulla le stesse dichiarazioni degli ayatollah e delle Guardie della rivoluzione che hanno ucciso in tutto il mondo. Chi l’avrebbe detto, il regime più feroce di tutti, che viola tutti i diritti umani e tutto ciò che resta del diritto internazionale, pur di attaccare Israele, ovvero gli ebrei, col beneficio supplementare di mescolare l’odio per gli ebrei all’antiamericanismo, diventa un pilastro del rinnovamento dell’antisemitismo contemporaneo. Che esplode con la guerra, infatti: l’esplosione alla scuola ebraica di Amsterdam, l’attacco alla sinagoga di Liegi lunedi, in Grecia mercoledì, a Rotterdam venerdi, mentre oltre l’oceano l’attacco del Michigan che ha cercato di uccidere 100 bambini al giardino d’infanzia del tempio del West Bloomfield, e è finito col suicidio del terrorista libanese, e Toronto, due attacchi, sia contro la sinagoga di Beith Avraham che alla congregazione ortodossa di Sharei Shimayn. 

Gli ebrei di tutto il mondo sono stati avvertiti di essere nel mirino, di togliersi la kippà e la stessa di David, e di non scrivere sul telefonino quando e in che direzione si spostano. L’esplosione d’odio è simile a quella successiva al 7 di ottobre, e ha la stessa caratteristica: un misto di propaganda islamista e di politica di sinistra, di Greta Thunberg, Cinque Stelle, Centri Sociali, predicatori salafiti e shiiti, e tanti soldi e interessi politici. Oltre che il piacere di essere antisemita, che è un grande cemento delle menti misere. L’Iran, il voluminoso attore che dopo 46 diventa la vittima dei perfidi ebrei si è organizzato in fretta: le cronache certificano la sua presenza organizzata contro le comunità ebraiche. Un gruppo shiita di nome Ashab al Yamin ha rivendicato i tre attacchi della settimana scorsa: è un gruppo nuovo di zecca e i canali Telegram su cui si è presentata sono quelli utilizzati da Hezbollah e Guardie della Rivoluzione. Molti elementi parlano di terrorismo mediorentale, anche l’assassino fallito del Michigan, Ayman Mohammed Ghazali era un libanese immigrato. Ma i signori dell’antisemitismo nella politica e l’informazione non accettano una realtà evidente, fedeli alla tradizione danno la colpa agli ebrei, che c’è di meglio? Ma siamo di fronte a un grande movimento assassino contro cui bisogna battersi per non essere uccisi, anche loro. Gli ebrei ormai lo sanno bene, e non verranno sorpresi nel sonno.      

Fiamma Nirenstein

https://www.fiammanirenstein.com/articoli/i-nuovi-antisemiti-filoiraniani-che-difendono-gli-ayatollah-6592.htm

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Fiamma Nirenstein

Fiamma Nirenstein ha vissuto per anni a Gerusalemme, dove è stata inviata prima per “La Stampa” e poi per “il Giornale” su cui continua a scrivere. Oggi è deputata al Parlamento italiano e vicepresidente della Commissione Esteri della Camera. Presso Rizzoli ha pubblicato L’abbandono, Islam: la guerra e la speranza.

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