
L’ex presidente ucraino Petro Porošenko, oggi deputato e presidente del partito di opposizione Solidarietà Europea, ha chiesto le dimissioni dell’intero governo, dopo che due ministri si sono dimessi a seguito delle rivelazioni sulla vasta vicenda di corruzione nel settore energetico. Porošenko fu accusato di aver favorito l’amico magnate ucraino Viktor Pinčuk nell’acquisto di una fabbrica di ferro per soli 70 milioni di dollari invece che 1.000 milioni. Porošenko è stato incriminato all’inizio dell’anno per corruzione ed è oggetto di sanzioni, decisione ritenuta motivata da ragioni politiche. Il caos nel settore energetico, le appropriazioni indebite, le combine e la perdita di fiducia dei nostri alleati sono pericolosi quanto missili e droni russi”, ha scritto in una lettera pubblicata sul sito del suo partito. “Oggi, i deputati di diverse tendenze hanno la possibilità di compiere un gesto storico: fermare il disordine che sta distruggendo il Paese e restituire agli ucraini il senso di giustizia. È per questo che Solidarietà Europea prende l’iniziativa di chiedere le dimissioni del governo”, ha aggiunto l’ex capo dello Stato. “Non commentiamo casi individuali. Per quanto riguarda la lotta alla corruzione in Ucraina, la nostra posizione generale è chiaramente delineata nel nostro recente pacchetto allargamento. La lotta alla corruzione è un elemento centrale per l’adesione di un Paese all’Ue. Richiede sforzi continui per garantire una forte capacità di contrasto alla corruzione e il rispetto dello Stato di diritto”. Lo dichiara un portavoce della Commissione Ue interpellato sullo scandalo di corruzione in Ucraina. “Non vedo perplessità” nel governo sull’acquisto di armi americane per l’Ucraina. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani parlando con i giornalisti a margine della ministeriale del G7 in Canada, rispondendo alla domanda se ci siano perplessità all’interno della maggioranza sull’acquisto di armi per Kiev dopo il rinvio della visita del ministro della Difesa, Guido Crosetto, a Washington. L’Ucraina deve superare quello che sarà un “inverno molto difficile e molto duro”. È quanto ha detto il ministro degli Esteri ucraino, Andrij Sybiha, parlando all’inizio di una riunione sull’Ucraina e la cooperazione in materia di difesa in Canada, dove si tiene la ministeriale Esteri del G7. “Abbiamo bisogno del sostegno dei nostri partner”, ha detto Sybiha, “dobbiamo andare avanti per fare pressione sulla Russia, per aumentare il prezzo dell’aggressione, per la Russia, per Putin, per porre fine a questa guerra”. Il Regno Unito ha dichiarato che invierà 13 milioni di sterline per aiutare a riparare le infrastrutture energetiche dell’Ucraina con l’avvicinarsi dell’inverno e l’intensificarsi degli attacchi russi. Il denaro sarà destinato alla riparazione delle reti elettriche, di riscaldamento e idriche e al sostegno umanitario per gli ucraini. La ministra degli Esteri britannica (Segretario di Stato per gli affari esteri) Yvette Cooper, che ha fatto l’annuncio prima della riunione, ha affermato che il presidente russo Vladimir Putin “sta cercando di gettare l’Ucraina nell’oscurità e nel freddo con l’avvicinarsi dell’inverno”, ma il sostegno britannico contribuirà a mantenere accese luci e riscaldamento. Il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, ha esortato il governo ucraino ad adottare misure decisive contro la corruzione. Wadephul ha riferito di aver trasmesso questo messaggio al ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha, a margine del vertice del G7 in Canada, riferendosi alle recenti indagini sulla corruzione nel settore energetico ucraino. Un approccio deciso è inoltre necessario “affinché il sostegno dell’Occidente possa rimanere credibile”, ha sottolineato il ministro tedesco. “L’Unione Europea parla con una sola voce e la solidarietà tra noi è totale, anche sulle questioni sollevate dal Belgio, peraltro riguardo a quelli che definirei gli aspetti tecnici” sul possibile uso dei beni immobilizzati della banca centrale russa per il prestito di Riparazione all’Ucraina. “Questa opzione ci sembra oggi tecnicamente fattibile, auspicabile, giuridicamente valida e politicamente valida. Lo ha detto il ministro dell’Economia francese Roland Lescure, arrivando alla riunione dell’Eurogruppo a Bruxelles. Riusciremo a vederla, tale pace, nel giro della nostra vita?
Giuseppe Basilico

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