Perché meravigliarsi delle uscite del Presidente del Consiglio in ordine ai riferimenti anatomici degli italiani che non salvaguardano i loro interessi, quando poi nei fatti vengono trattati come degli attributi?
Ci riferiamo all’assurdità della legge sulla Par Condicio, che di fatto si è dimostrata un vero e proprio sistema per ingessare ed imbavagliare chi tra i contendenti aveva più mezzi, risorse e creatività.
Lungi dal pensare che al Cavaliere, che dispone di qualche piccola emittente televisiva, sia stata limitata la libertà di espressione, non si può tuttavia non rilevare che è stato creato ad arte un meccanismo fatto di regole anacronistiche e di stampo sovietico, per cui la commissione di garanzia radiotelevisiva, il Garante, la squallida lobby dei giornalisti e lo zoccolo duro e “garantito” con il canone degli italiani, l’Usigrai, con l’alfiere Giulietti, e via via l’insieme dei partiti dell’Unione incazzati e grigi, sono tutti protesi nel voler “arginare” e limitare Berlusconi, con comportamenti e atteggiamenti che sono propri della cultura comunista.
Avremmo invece proposto a Fassino e compagni di usare un po’ di soldi di Consorte e dell’Unipol, o magari delle coop rosse che per anni hanno foraggiato i partiti della sinistra, ma che i magistrati mai sono riusciti, o hanno voluto vedere bene.
A quanto sopra affermato, aggiungiamo il nuovo filone di dibattito che è rappresentato dal tema dei sondaggi.
Per l’ennesima volta assistiamo al fallimento delle agenzie di sondaggio, all’incapacità di certi sondaggisti ai quali consigliamo un corso rapido dal mago “Donascimiento” e/o dalla signora Wanna Marchi, per cui anche in questa circostanza ci si scontra con la cultura della negazione, del sospetto e della supposta capacità di non dare agli italiani elementi utili per le loro analisi, perché ritenuti incapaci di pensare e decidere.
Ovviamente tutto ciò è nel loro interresse, perchè così facendo si evitano le diffusioni di sondaggi che rischiano di orientare, fuorviare, disorientare la pubblica opinione, per cui seguendo il filone del Grande Fratello o del Partito che vigila e veglia su di te, i soviet decidono, che non devono essere promossi e sviluppati sondaggi di opinione tra i celebro lesi degli italiani.
Questo è uno strano Paese, dove si scelgono sistemi e moduli culturali e politici di altri Stati, si cerca di scimmiottare il modello anglosassone o francese sul piano elettorale, ci si richiama agli Usa per le libertà democratiche, ma poi ci si dimentica che in quel Paese i diritti sono garantiti al massimo, compreso il diritto-dovere di informare i propri cittadini anche con i sondaggi.
Che poi un Presidente venga eletto con il 30% dei voti, è altra storia.
Ai laici spetta il difficile compito di riportare la politica tra i cittadini offrendo il massimo delle opportunità e dei diritti all’informazione e alla libera scelta: nessuno deve pensare per noi o sostituirsi al presunto diritto nell’interesse generale.
Le ideologie, che erano il volano delle iniziative del movimento e dell’impegno dei singoli organizzati in un sistema-partito, hanno portato al fallimento di intere generazioni, ma hanno rappresentato un collante ideale.
Alla luce di ciò, i berlusconiani ex comunisti sono doppiamente pericolosi, perché, sconfitti dalla storia, tentano di mascherarsi dietro facciate di perbenismo, efficientismo e modernità come il Cavaliere, con la differenza che, quantunque siano squattrinati e orfani di una cultura “vetero”, vogliono fare i laici senza esserlo.
Renzo Vernier

Lascia un commento