Permettetemi una riflessione sugli esiti della tornata elettorale. Non entro nel merito dei risultati ma dell’effetto devastante che la legge elettorale ha avuto per i suoi ideatori.
La CDL con un parossismo autolesionista ha creato una Legge elettorale che le si è rivoltata contro e ha dato la vittoria proprio a coloro che per tutta la campagna elettorale additavano la Legge elettorale come un elemento che avrebbe determinato maggiormente una eventuale vittoria della CDL stessa.
Al Senato si è visto cosa è successo: ad un maggior numero di voti per la CDL non corrisponde un maggior numero di Senatori; alla Camera il risicato 0.07% in più per l’Unione consegna, allo stesso schieramento, il premio di maggioranza di una settantina di Deputati.
Cos’era successo nel 2001? Che la CDL pur riportando un minor numero di voti complessivamente rispetto alla Sinistra globale aveva, in virtù di una legge elettorale voluta e votata anche dalla Sinistra, conquistato una maggioranza schiacciante sia al Senato che alla Camera.
Tanto valeva, alla luce dei fatti, non cambiare niente. I sondaggi che davano perdente la Destra già da diversi mesi con un ampio margine, hanno spaventato i dirigenti della CDL che hanno partorito “ una – vera – porcata” proprio per loro.
Stia attenta la Sinistra, la riforma della legge elettorale non può essere uno dei primi impegni del nuovo governo. Un ennesimo cambiamento – come i fatti dimostrano – potrebbe tornare a premiare l’altra parte politica. Altri sono i problemi da affrontare subito.
Le leggi elettorali possiedono una specie di propria conformazione, indipendentemente da quella che attribuiscono loro le forze politiche: gli elettori non votano la legge elettorale.
La vera “porcata” della quale hanno usufruito vincitori e perdenti in uguale misura è stata quella di aver assicurato, proprio in virtù di questa vituperata Legge – liste bloccate – , la rielezione di quasi il 100% di deputati e senatori che le segreterie dei partiti hanno indicato in lista lasciando le briciole agli indicati dalla base rappresentata totalmente dagli elettori, bloccando cosi la sia pur minima “rotazione politica interna ai partiti”
Leggere, per verificare, fra qualche giorno, il nome di tutti gli eletti, e scrivere a fianco dei loro nomi “già deputato/senatore della precedente legislatura”.
Antonio Scotton

Vorrei proporre la semplice osservazione del fatto che l’elettore, con la nuova legge elettorale, ha subito un furto. Cerco di spiegarmi. I partiti in fondo si possono considerare una sorta di sovrastruttura in teoria non strettamente necessaria, perchè il parlamento si potrebbe formare anche senza di essi, mantenendo il sistema democratico delle libere elezioni. Ora invece sono diventati i destinatari della delega come se fossero essi stessi organi di governo. Non è così, i partiti servono ad organizzare il consenso e la proposta politica, ma i destinatari della delega dell’elettore sono i candidati, persone fisiche con nome e cognome. Danilo Di Mambro
A tutto questo si aggiunge la beffa agli sforzi che il Senatore Tremaglia ha fatto per una vita, per dare il diritto di voto ai nostri “emigranti” in giro per il mondo.