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Pole la donna 17° puntata – L’uomo perfetto

Ecco la ricetta per fabbricarsene uno con i migliori ingredienti di Chi.Bo.

di Chiara Boriosi | 12 Marzo 2007

Se non spendessimo vanamente i primi trenta o quaranta anni della nostra vita a cercare affannosamente quello che non esiste, ovvero l’uomo perfettamente rispondente alle nostre esigenze ma, soprattutto, alle nostre aspettative, indubbiamente saremmo non solo più serene e più ricche – avendo evitato di elargire generosamente cifre folli a psicanalisti, maghi ed esorcisti – ma avremmo certo dedicato gli anni migliori della nostra vita e della nostra capacità creativa ad elaborare un modello relazionale che potremmo definire Poliandrico Occidentale. Da distinguersi, è ovvio, da quello Poligamico Orientale per due evidenti motivi: a) perché costruito sugli uomini e non sulle donne, tanto per cambiare; b) perché infinitamente più furbo, non prevedendo alcuna forma di convivenza e/o mantenimento dei signori in questione.
Il modello Poliandrico Occidentale è la risposta che ogni donna intelligente, razionale, consapevole e realista – praticamente tutte quelle sopravvissute a matrimoni, divorzi, tradimenti, convivenze ed ogni altra forma di tragedia sentimentale conosciuta – prima o poi dà a se stessa, avendo raggiunto la certezza che l’uomo ideale non esiste e quindi va messo insieme ad etti, come il polpettone. Più si mescolano gli ingredienti, migliore è il risultato.
Oggi, dopo una vasta gamma di sòle, in parte maturate in prima persona, in parte generosamente esplicitate dai racconti delle amiche, siamo finalmente in grado di fornire a tutte le nostre lettrici l’infallibile ricetta ed i giusti ingredienti per ottenere il meglio dalla vita, che poi è nulla di più di quanto ci meritiamo.

Polpettone Poliandrico Occidentale

La cuoca si doti, prima di iniziare la preparazione, di una vasta faccia di tolla, tale da permetterle di giocare su più tavoli, adottare stili diversi, cambiare trucco, look e persino voce, senza mai suscitare sospetti sulla sua integerrima moralità di seduttrice. Aiuta certamente avere: almeno due indirizzi e-mail; diversi numeri di cellulare; tre o quattro nomi propri; una propensione naturale alla vita spericolata. Dopodichè, si proceda dedicandosi alla scelta delibata dei seguenti ingredienti:
– un etto di intelligenza autentica, ovvero non quella applicata allo studio, alla professione ed alle sfide alla Playstation da postadolescenti mai cresciuti, ma quella vera che consiste in elasticità, curiosità, apertura, dinamicità. E’vero, sono tutti sostantivi femminili, ma con grandi sforzi e dopo accurate ricerche si possono trovare anche declinati al maschile.
– un etto di autoironia, che consenta al maschio in questione di non prendersi troppo sul serio mentre a noi scappa da ridere quando la sua macchina nuova viene tamponata appena uscita dalla concessionaria, quando si sfregia facendosi la barba e si attacca dei ridicoli cerotti a strisce, quando ulula perché ha 37,1 di febbre e nessuno ha ancora chiamato il 118 e l’elisoccorso, quando la sua squadra del cuore perde per autogol all’ultimo minuto dei tempi supplementari. Questo è un altro ingrediente difficile da trovare, ma che vuol dire: stanno ancora cercando il Sacro Graal, e non si sono mica arresi…vorreste farlo voi?!
– un etto di indipendenza personale, quella che non conosce le seguenti frasi: dove sono i miei calzini? Ho bisogno di una camicia pulita! Ti sei ricordata del compleanno di mia madre? Vai all’agenzia e prenota tutto tu per le vacanze. Ho invitato dodici persone a cena, non è mica un problema, vero? Io lavoro, non ho tempo per le stronzate! Ora, ci giunge voce che in qualche angolo remoto del pianeta esistano uomini in grado di provvedere da soli alle loro esigenze: questo è certo l’ingrediente più esotico del polpettone.
– un etto di complicità, quella che permette di ridere insieme delle stesse cose, di scoprirsi amici oltre che amanti, di capire che in due non si sta per sentirsi meno soli ma per godere appieno di tutte le sfumature che la vita può regalarci ogni giorno. Avete presente Un uomo Una donna. Ecco, proprio come loro, sciabadabadà…
– un etto di passione, ma di prima qualità, non di quella artificiale indotta dai calendari di Max e dalle veline di Striscia. Passione vera perché coltivata con il gusto ed il sapore del desiderio esplicito. Dove si trova? A me lo chiedete?!
– un etto d’amore. Sì, d’amore, che tutti ne parlano ma nessuno è più capace di provarlo davvero. Amore come emozione, come scoperta, come rivelazione di sé e dell’altro – amore che ti tocca il cuore senza fare male, senza distinzioni, senza discriminazioni, senza egoismi, senza bugie, senza silenzi cattivi che bucano l’anima e sono peggio di parole feroci. Amore: avete presente S.Valentino? Ecco, l’opposto.

Si condisca il tutto con le spezie dell’allegria, dell’amicizia, della voglia di stare fuori dalle regole e dentro il gioco, ed il Polpettone Poliandrico Occidentale sarà pronto da gustare. Un etto al giorno, per sei giorni alla settimana – il settimo si consigliano digiuno e riposo, onde recuperare le energie perdute. La preparazione del Polpettone è un po’ lunga, la ricerca degli ingredienti è faticosa, ma le migliori cuoche, si sa, sono generose e sono sempre in cerca di nuovi sapori. E poi, non siamo mica gelose…

La versione maschile

Il mio sogno è un harem, ogni sera una donna diversa, senza sforzo, senza bugie, senza promesse – peccato che le donne non lo capiscano, quelle vogliono sempre l’esclusiva…

Pole la donna essere uguale all’omo?! (No, ma più avanti di lui, a volte, sì)

Chi.Bo.

Pubblicato in : Primo piano

Info Chiara Boriosi

Chiara Boriosi, umbra di nascita e fiorentina di adozione, laureata in Lettere all’Università di Firenze con il Prof. Giorgio Luti, accanita lettrice, scocciatrice per vocazione, polemica di natura…insomma, Chi.Bo.

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