Oh, finalmente un po’ di respiro, aria nuova, modernità, svecchiamento ma, soprattutto, la fine di una odiosa discriminazione che ha colpito noi uomini senza che nessuno, che so, un Veltroni, un cardinale qualunque, financo un Travaglio o un Santoro sempre così attenti al rispetto delle garanzie democratiche, alzasse vive proteste e proponesse di scendere in piazza in difesa della nostra sacrosanta esistenza di genere. Ma questa è l’alba di un nuovo giorno, si apre un’era gloriosa di grandi, anzi generose, promesse, perché il nuovo governo ha finalmente preso atto della incresciosa situazione fin qui perpetrata ed ha preso immediati provvedimenti. E che provvedimenti!! La Carfagna ministro delle Pari Opportunità: tiè, beccatevi questa, femministe inacidite, orrende virago sempre pronte a protestare, vecchie zibe gelose dell’altrui felicità. E’finita l’epoca dell’ Io sono mia, del corpo è mio e me lo gestisco io, delle denunce per molestie sessuali e della ridicola pretesa di voler essere considerate persone e non belle gnocche da esposizione – ma quando mai, ma come si può stravolgere fino a questo punto il felice corso della natura, la legge immutabile della giungla metropolitana: l’omo è omo, e la Carfagna è per l’appunto qui per rendergli giustizia. Non c’è giornale al mondo, dalla Bild Zeitung al New York Times, che non abbia prontamente esultato con noi, congratulandosi per l’esorbitante fortuna capitata agli uomini italiani – e capirai, quei poveracci della Bild abituati alla Merkel, che pare la Rosy Bindi versione Grosse Koalition, quindi più grassa, e quegli asceti del N.Y.Times, ormai rassegnati al doppio mento di Hillary, non credevano ai loro occhi quando hanno visto le foto del calendario della Carfagna, e le hanno pubblicate a tutta pagina. Poveretti, un giorno di festa anche per loro, dopo tanti anni di vacche magre e privazioni.
Ma chi l’ha detto che una donna debba romperci le balle da mane a sera – festivi compresi – con le sue competenze, con le sue capacità, con le sue ossessionanti manie di dialogo, rispetto, reciprocità, tutte esche velenose disseminate sul cammino della naturale evoluzione dei rapporti fra sessi, un campo minato sul quale si salta per forza per aria perché, non si sa come mai, pare che noi uomini non ci si capisca mai niente e che la mappa con la dislocazione delle mine, ovviamente, sia sempre in mano alle donne. Ora potremo appellarci ad un Ministero che non è nato, come per troppo tempo si è voluto far credere, per aiutare le donne ad emergere alla luce del diritto, e che finalmente è stato affidato nelle mani giuste. Come potrebbe un ministro che così generosamente ha fatto mostra di sé su calendari e copertine, senza nulla nascondere delle sue ingenti grazie – quale garanzia di trasparenza, un ministro senza veli!! – appoggiare la frusta battaglia femminista del corpo è mio e me lo gestisco io?! Torniamo alla natura, liberiamoci degli orpelli, ed anche dei vestiti, recuperiamo la felice memoria dell’Eden che fu: e diciamolo, finalmente, senza più timore di venire linciati sulla pubblica piazza, che una velina da calendario è la più degna e miglior rappresentante delle capacità femminili del nostro paese. E’giusto che il merito venga riconosciuto e premiato, e che chi ha volenterosamente alimentato tante fantasie maschili allietandole nei momenti più bui della battaglia fra sessi, ora sieda su uno scranno governativo e possa continuare a fare tanto del bene alla gente. E’di questo che c’è bisogno nel nostro paese, di una sana pacificazione condotta nel nome della naturalezza e della bellezza, chè non se ne può più di gente come la Turco e la Pollastrini, virago in assetto da battaglia e, peggio ancora, più inclini alla tutela dei gay che del vero maschio latino. Ma basta, ma dove siamo, ma cosa si credevano di fare queste femmine dominanti – ora sì che possiamo rialzare la cresta e riprenderci finalmente il nostro ruolo. E sarebbe anche logico cominciare con un bell’appello alla ministra delle Pari Opportunità: cara Carfagna, tu che hai un cuore generoso e tanta autentica comprensione delle più genuine necessità maschili, impegna il tuo ministero a ripristinare quell’ordine e quel decoro di cui si è persa ogni traccia. Organizza corsi di formazione per ragazze giovani e belle, affinchè si dedichino ad attività meritevoli che siano inquadrate nelle tanto vituperate quote rosa: un tot di nuove geishe, un tot di veline di ricambio, un tot per i calendari, chè ormai li fa anche il macellaio sotto casa e quindi la richiesta di mercato è vasta, ed anche una quota riservata alle nuove madri di famiglia, quelle che fanno il lifting, vanno in palestra, si tengono, perdinci, e non perdono tempo a logorarsi in lavori faticosi. Restituisci a noi maschietti il predominio negli uffici, nelle aziende, in politica, nella finanza, e fai un bel decreto ministeriale che riaffermi l’ordine naturale delle cose. Magari, evita di incontrarti con la Marcegaglia che rappresenta un pessimo esempio, ma non disperiamo: cara Carfagna, se continui con la tua portentosa e meritatissima ascesa, la prossima volta ti tocca il ministero dell’Economia, dunque potrai far fuori anche quella scomodissima donna che oggi si illude di gestire il potere. E non dare retta a chi pensa che il tuo cognome fa rima con magagna: per noi, uomini veri, tu sarai sempre la vera cuccagna.
La versione femminile
Cara figlia mia, non perdere tempo a studiare, non credere alle favole dell’emancipazione, non coltivare ridicole illusioni sul merito. Fai un bel calendario, e vai a fare la valletta in tv: alle prossime elezioni, un bel ministero non te lo toglie nessuno. Male che vada, avrai la Presidenza della Camera: fa chic e non impegna, proprio come la bella presenza.
Pole l’omo essere uguale alla donna?!
Chi.Bo.

Ma guarda che in realtà io sono una convinta ammiratrice della Carfagna, una donna capace di passare nel volgere di due anni dai calendari per Maxim alla titolarità di un Ministero merita solo rispetto. Siamo noi donne “normali” che dobbiamo imparare da lei, mi pare chiaro, no?!
No ,come hanno dimostrato in passato le lezioni di un Caruso ,di una Cicciolina, di un D’Elia o di un /una Luxuria ( se dimentico alcuno ,chiedo venia ) . Caso mai ,stavolta c’è da osservare come le argomentazioni troppo forzate possano rischiare di apparire inconcludenti . E ,conseguentemente,finire per stancare. Est modus in rebus !