L’importante è mantenere la distanza. Insomma, ormai da anni tutti giocano a zona, la marcatura stretta è roba da catenacci anni’60 alla Helenio Herrera, non la praticano più neanche nell’Interregionale, e dovremmo farne un modello di rapporto di coppia?! Ma quando mai. Ed usciamo subito dai soliti luoghi comuni legati al calcio come metafora della vita – che poi bisognerebbe giustificare le scempiaggini di Cassano e le sguiataggini di Totti, per carità, troppa fatica – non ne abbiamo più bisogno, siamo stati affrancati e persino riabilitati da ben tredici romanzi del commissario Montalbano: uno di noi, un fratello, un amico, un complice nel senso più pieno del termine. Ha giovato più lui alla causa della presa di distanza maschile, che decine di trattati di psicologia tesi a spiegare “come e qualmente” bipedi in apparenza strutturati ed in grado persino di articolare verbo diventino improvvisamente degli analfabeti sentimentali al solo apparire di una donna leggermente più impegnativa di una velina da strapazzo. Non dobbiamo più vergognarci di noi stessi, non dobbiamo più andare in cerca di affannosi alibi di terza mano, remoti traumi infantili, pesanti fallimenti scolastici, memorie di madri castratrici e di padri sapientemente assenti, per giustificare le stellari distanze che mettiamo fra noi e le donne che momentaneamente hanno la ventura di dividere con noi un tratto di strada. Oddio, dividere è una parola grossa, diciamo intravedere qualche cosa di noi da siderali prospettive, un po’ come se Marte – il pianeta – allungasse l’occhio rosso per tentare di capire se c’è vita sulla luna. Più di tanto non può vedere, no?! In realtà, si può elaborare un modello cognitivo che ha la dignità di una teoria scientifica: la Sindrome di Montalbano, altrimenti detta della distanza emotiva. Trattasi di una efficiente presa di posizione che rielabora millenni di passiva resistenza maschile ad ogni tentativo di crescita femminile, attraverso l’analisi ed il più cinico sfruttamento delle debolezze altrui, riesumando una astutissima intuizione che padre Dante aveva abilmente poetato a proprio uso e consumo, e lui sì che di distanze se ne intendeva, avendo piazzato la propria donna direttamente in Paradiso. La donna dello schermo, ovvero fai mostra di stare con una mentre in realtà baccagli un’altra alla quale, però, non vuoi mostrare più di tanto quanto tieni a lei, e dunque utilizzi le due poveracce come cani da guardia l’una dell’altra, gestendo con rigorosa attenzione tempi e modi del rapporto con entrambe. Trattandosi di una teoria scientifica, si appoggia naturalmente su regole precise:
– si allacci un rapporto con una donna che si trovi a giusta distanza – geografica o logistica od emotiva – da sé, in modo da non dover farsi carico della parte più logorante ed insostenibile di una relazione, comunemente detta: quotidianità. Ora, non tutti possono sperare nella sfacciata fortuna di Montalbano, che vive in Sicilia ed ha una “fidanzata” addirittura in Liguria. Un intero mare di mezzo è un colpo di…che non tocca a tutti noi, ma ci si può comunque organizzare.
– si faccia di questa donna una sorta di manifesto della propria immunità al fascino delle altre possibili pretendenti, rendendosi in questo modo irresistibilmente attraente per tutte le cretine che vedranno in questa fedeltà a distanza il segno di una capacità amorosa fuori dal comune. Se è per quello, anche fuori dalla Provincia.
– si metta la massima attenzione a mostrare di sé con questa donna il minimo indispensabile, non parlando mai della propria vita, delle proprie fragilità, dei momenti di solitudine, di un bisogno di parlare che, a volte, coglie persino i migliori di noi, quelli generalmente così omertosi che non si tradirebbero nemmeno coi pizzini alla Provenzano.
– si intrattengano conversazioni telefoniche rare e rarefatte, si attizzi la lite ogni volta che non si ha voglia di perder tempo, si gestisca con il contagocce il tempo da trascorrere insieme. Mai più di un week end, meglio se comunque interrotto più volte da imprevisti dovuti al lavoro. Di fronte al lavoro, persino la donna più scassapalle deve arrendersi, datosi che a nessuna piace l’idea del proprio uomo disoccupato, mica per ragioni di levatura sociale, ma solo perché avrebbe troppo tempo a disposizione e non si sa come lo impiegherebbe.
– si coltivi nel frattempo un rapporto intenso, per quanto dilatato nei tempi e nei modi, con un’altra donna che si segnala per essere l’opposto della fidanzata-manifesto: ovvero intelligente, divertente, capace di capire e di ascoltare e di superare tutte le barriere da noi frapposte a guardia della nostra sacra personalità contorta. Ingrid, per farla breve, che Montalbano definisce “amica, complice, confidente”. E c’è sempre una Ingrid che prima o poi ti capita fra i piedi e ti mette in crisi nera, perché ti fa venire voglia di riappropriarti di tutto ciò che ti sei fin qui volutamente negato.
– si mantenga un vigliacco equilibrio fra l’esistente ed il fantasticante, giungendo a negare persino il proprio nome, se necessario, perché la distanza geografica, emotiva, sentimentale, alimentata dalla paura quotidiana dell’esporsi troppo, non si accorci mai, neanche di fronte all’evidenza più bieca. Ovvero: perché nei momenti di sofferenza e di autentica umanità che, ammettiamolo, qualche volta colgono pure noi, ci viene d’impulso di cercare l’altra, invece della “fidanzata” ufficiale che ignora bellamente quello che ci accade ed al massimo pensa che ci affligga un fastidioso raffreddore?! No, queste sono domande da non porsi MAI, pena la caduta dell’intera teoria scientifica sopraesposta ma, soprattutto, la terrificante prospettiva di doversi finalmente mostrare per quello che realmente si è.
Questa è la Sindrome di Montalbano. L’unica cosa che ci affratella, noi uomini, altro che libertè, egalitè, fraternitè – però…però, ma sia detto proprio fra noi, compagni carbonari uniti dal patto del silenzio…funziona?! Eh, funziona finchè non arriva la Ingrid di turno, e allora sono cavoli amari…
La versione femminile
Ho letto i tuoi silenzi, ho ascoltato le tue parole, non ti ho giudicato perché ti ho capito ed accettato. Salvo…arrenditi. L’amore rende nulle le distanze. Ingrid.
Pole l’omo essere uguale alla donna?!
Chi.Bo.

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