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PLI, RL, PRI: da Berlusconi col cappello in mano

Hanno trattato separatamente credendosi ognuno più furbo dell’altro: Non si erano accorti che assai più furbo di loro è Berlusconi. Che si fa attendere ma non va da De Luca e Della Vedova e tergiversa con La Malfa.

di Red | 20 Febbraio 2006

Una delle frasi più belle, intelligenti ed efficaci mai pronunciata da Bobo Craxi (che in effetti riportava ciò che una volta gli aveva detto papà Bettino), ben si attaglia a quanto sta avvenendo ai laici che hanno scelto di collocarsi nell’ambito della Casa delle Libertà: “ quando tratti con Berlusconi, finisce sempre che ti trovi a farlo con il cappello in mano”.
Il fine settimana del 18 e 19 febbraio, sarà ricordato come la prova “regina” dell’avvertimento di Craxi.
Erano in calendario le riunioni del Partito Liberale Italiano ( Roma- Sala Capranichetta) e dei Riformatori Liberali, i radicali del centro-destra (Roma- Hotel Ergife).
In entrambe era atteso Berlusconi, per sancire l’accordo dal quale sia i liberali di De Luca, sia i radicali di Della Vedova si attendono seggi in numero tale da garantire loro la sopravvivenza.
Indovinate un po’?
Il Presidente del Consiglio non si è visto ne’ al Capranichetta, né all’Hotel Ergife.
Ha mandato Bondi dai liberali, Cicchitto dai radicali.
L’ultimatum rivolto da entrambi a Berlusconi ( subito una parola definitiva sui posti che ci spettano, altrimenti non si sa che sfracello facciamo) si è necessariamente trasformato nell’ennesimo penultimatum.
Intanto anche i repubblicani di La Malfa sono in attesa di una risposta, sul medesimo oggetto.
Hanno trattato separatamente credendosi ognuno più furbo dell’altro: Non si erano accorti che assai più furbo di loro è Berlusconi.

Pubblicato in : Primo piano

Info Red

Interazioni del lettore

Commenti

  1. puccio cartoni

    27 Febbraio 2006 alle 08:47

    Beh ,mi pare più astuzia che furbizia ,a dire il vero . Comportamento teso non tanto a “fregare l’interlocutore”,ma piuttosto a garantirsi da possibili “ricatti “.
    E questa è abilità da apprezzare ,credo. In persona consapevole di come va il mondo, ci si attende che non cada nelle trappole, grandi o piccine.Più difficile appare invece difendersi dalle avidità personali dei collaboratori: i quali ,anche per dimostrare di essere qualcuno ,sono portati a commettere errori.Ma questo appare inevitabile :neppure i tiranni sono mai riusciti a rendersi immuni dal pericolo dei collaboratori.

    Rispondi
  2. Mario Basagni

    21 Febbraio 2006 alle 18:37

    Caro Schettino, anche gli altri non scherzano nello stare in basso. La via per risalire è quella di mettersi assieme e dar vita da un soggetto nuovo, prendendo atto che le rendite di posizione sono finite.
    Ne riparliamo dopo le elezioni?

    Rispondi
  3. Luigi Schettino

    21 Febbraio 2006 alle 10:21

    Mai il partito republicano era caduto così in basso

    Rispondi

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