Solo per amore di verità (quella adequatio rei et intellectus cui sembra allergica certa politica) credo opportuno ricordare all’On. Franco Giordano che la c.d. “norma fascista” contenuta in “un regio decreto del ’34 promulgato da Benito Mussolini” è invece legge dello Stato approvata dal Parlamento della Repubblica e confermata nel Testo Unico degli Enti Locali promulgato dalla sinistra nella XIII Legislatura.
L’Articolo 273, comma 5, del Testo Unico Enti Locali, approvato con D.P.R. n. 267 del 2000 (c.d. decreto “Bianco” dal nome del Ministro dell’Interno del Governo di centrosinistra che lo ha redatto) prevede espressamente che “resta fermo il disposto dell’articolo 19 del regio decreto 3 marzo 1934, n. 383”. Peraltro tale articolo era stato integralmente sostituito con la Legge 8 marzo 1949, n. 277 (Gazz. Uff. 13 giugno 1949, n. 277), proprio al fine di armonizzare la figura ed i poteri del Prefetto con l’ordinamento della Repubblica. Non si tratta, dunque, di norma “fascista”, ma di disciplina innovativa voluta dal Parlamento della Repubblica proprio per rendere le funzioni prefettizie conformi ai principi della Carta Costituzionale e la cui validità ed attualità è stata confermata con le norme transitorie del D.P.R. 267/2000 da un Ministro (Bianco) e da un Governo di centrosinistra.
Ne prenda nota l’on. Franco Giordano, presidente del gruppo parlamentare del Prc alla Camera dei Deputati, che si è avventurato in affermazioni inesatte circa la normativa applicabile alla vicenda delle surroghe al Consiglio comunale di Arezzo, impedita dalla reiterata e antigiuridica diserzione della opposizione di sinistra.
Alessandro Antichi – Commissario provinciale

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