
Siamo agli sgoccioli dell’estate “militante” promessa da Schlein e, al netto della raccolta firme on line per il salario minimo, non pervenuta.
Ed, invece, “in cauda venenum” eccoti il botto.
Un’iniziativa sensazionale; fare appoggiare dal PD il referendum abrogativo del Job Act ovvero di una legge condivisa dalla dirigenza del PD e votata a furor di popolo (tranne 3 parlamentari) dal PD medesimo.
Come dire; anzichè cantarsela e suonarsela, farsela e disfarsela.
In assenza di proposte alternative (che restano “in mente Dei”) Non è chiaro in base a quale meccanismo ciò produrrebbe, d’incanto, un profluvio di contratti di lavoro a tempo indeterminato o, comunque, migliorerebbe lo stato di cose attuale (peraltro migliore del precedente considerate le statistiche sull’occupazione e la stabilizzazione).
L’apoteosi della “pars destruens” (del PD).
Per la “pars construens” (di cosa?) il paese resta in vigile ed ansiosa attesa.
Ps: il latinorum aiuta!
Stefano Pillitteri

Complimenti, ottima dissertazione!