
Nella attività politica gli errori si commettono e sovente si scontano, chi scrive per esempio ha partecipato direttamente ed in qualche caso con responsabilità politica impegnativa alle vicende della diaspora socialista, di alcune decisioni a scoppio ritardato che hanno portato nocumento al riaversi della comunità dopo i noti fatti ne rispondo in solido con un pugno di leader che hanno guidato le organizzazioni socialiste in questo trentennio.
Sbagliare i tempi delle decisioni politiche é letale, d’altronde i precedenti sono illustri è abbastanza rovinosi.
Fra i leader più creativi della nuova generazione che si aggirano nei pressi del Centrosinistra da cui provenivano certamente annovero Renzi e Calenda.
Quest’ultimo stamane sale sul proprio “predellino” e annuncia che “farà” un nuovo Partito che assumerà la guida del “Fronte Repubblicano”;
Ora al di là della non originalità di una intuizione che per la verità é farina del sacco di personalità socialiste (me compresa), il punto non è tanto che Calenda si autonomini Geppetto di questa nuova creatura, il punto é politico;
Il Fronte Repubblicano che si opponeva alla destra avanzante andava costituito un anno orsono, ed a leggi elettorali invariate non è possibile non immaginare un nuovo successo di questa onda populista reazionaria se il fronte che vi si oppone in nome e per conto di una comune radice repubblicana e costituzionale insiste ad andar diviso. Ma l’errore dell’anno scorso fu esiziale, le conseguenze sono state una ecatombe elettorale nei collegi uninominali, la creazione di un centrino tutto manovriero in Parlamento che ha generato l’imbarazzante teatrino di polemiche personali culminate nella rottura fra i dioscuri del macronismo italiano, un po’ liberali, un po’ populisti, un buon senso ed un talento sprecato di cui oramai si sono tirate le somme da tempo.
Il Fronte Repubblicano non è un partito personale ma una convergenza politica tra le migliori esperienze politiche e culturali del secolo che sta alle nostre spalle. Non é un monolite ma si nutre del pluralismo delle culture progressiste del paese che non hanno un Agenda Politica di lungo respiro e che dovrebbero impegnarsi a scrivere.
D’altronde se si inseguono le polemiche di giornata ed il “preesentismo” non si fa che giocare sul terreno più favorevole a questa destra delle chiacchiere.
La campagna Europea sarà la prova che metterà in imbarazzo la destra al potere, troppe contraddizioni e alleati scomodi circolano nel continente.
L’ala liberale si dichiara “alternativa” a quella Socialista ma non potrà che convergere con essa per ridare vita ad una maggioranza di coerente impegno europeista.
Il fronte di cui parla Calenda non può trarre in inganno se non si muove anche sul terreno nazionale con una bussola politica precisa; l’annuncio creativo può trarre in inganno i senzaterra della politica ma non chi é rimasto coerente con le proprie posizioni socialiste democratiche liberali che hanno e continuano ad avere una ragione politica e storica per continuare a vivere”
Bobo Craxi

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