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Pilota automatico ma cambio di rotta

di Fabrizio Binacchi | 10 Marzo 2013

Finora abbiamo avuto l’aiuto di carburanti in volo dalla Banca Centrale Europea e da qualche rassicurazione istituzionale che soprattutto con il presidente della Repubblica siamo riusciti a diffondere. Ma tutto questo va subito capitalizzato e reinvestito individuando la nuova bussola. Condivisa anche da chi aveva qualche incertezza su dove fosse l’est e l’ovest o il nord e il sud.

Automatisiertes FahrenDue o tre cose da mettere in fila. Il pilota automatico che ha come rotta il rigore, citato da Draghi, è sicuramente una garanzia per i mercati e per lo spread ma non per i consumatori. I grandi portafogli che investono ancora in Italia hanno dato tempo al nostro sistema ma non durerà all’infinito. Quindi bene il pilota automatico ma prima o poi un pilota con neuroni, sinapsi, assoni e via biologizzando dovrebbe prendere la cloche del Paese-Sistema e fare quello che già dal terzo mese di governo tecnico Mario Monti aveva promesso e non ha fatto o non è riuscito a fare: invertire la rotta, innescare la crescita, allargare qualche cordone della borsa. Perché così, col pilota orientato solo a rigore e tasse, l’amministrazione galleggia ma gli “amministrati” vanno a fondo, il “sistema” può anche invertire la rotta ma i “sistemati” sono sistemati per sempre. Lo dicono tanti indicatori: il calo dei consumi di carne e di altri cibi di medio e alto livello, la riduzione dei periodi di vacanza, l’abisso in cui è finito il mercato dell’automobile e industrie connesse, il blocco del mercato della casa e delle ristrutturazioni, la flessione del mercato dell’abbigliamento e degli accessori. Meno vestiti e meno cinture, meno pneumatici e meno filetti. Siccome la tendenza va avanti da almeno venti mesi qualcosa vorrà dire. Insomma ringraziamo il pilota automatico che ci tiene in quota ma prima o poi ci vorrà qualcuno, di meno automatico, che ci aggiusti la rotta. Perché la nuova rotta, convinti anche i più scettici, dovrà essere fatta non solo e non tanto di aumenti di Iva, e nuovi tributi su immondizie, aziende, e lavoro ma proprio del contrario: più flottante cash per ri-innescare consumi. Molti ricercatori hanno calcolato che basterebbero in molti casi anche 100-150 euro in più al mese per cominciare a dare una boccata d’ossigeno. Accise sui carburanti, addizionali locali, tariffe e bollette, aumenti di generi procurano una diminuzione di potere d’acquisto pari a 500 euro. Soldi che spariscono dal borsellino o dal portafogli senza accorgercene. Ritorna in mente quella canzoncina d’altri tempi: “Se potessi avere mille lire al mese”. Siamo a questo. Ed è per questo che c’è bisogno di una forma di governo non automatica e c’è bisogno di responsabilità anche da parte di chi non farà parte di quel governo e della relativa maggioranza. Di più: sarà ancora più importante la misura della responsabilità dell’opposizione, che potrà fare più governo dell’esecutivo stesso. Tutti ce lo diciamo, speriamo che qualcuno cominci a farlo dai prossimi giorni, dalle prossime settimane, e qui ci fermiamo in termini di tempo, perché non possiamo permetterci mesi. Dobbiamo assolutamente trovare il pilota della nuova rotta che mantenga la quota ma che sappia individuare e condividere le nuove coordinate del viaggio. Finora abbiamo avuto l’aiuto di carburanti in volo dalla Banca Centrale Europea e da qualche rassicurazione istituzionale che soprattutto con il presidente della Repubblica siamo riusciti a diffondere. Ma tutto questo va subito capitalizzato e reinvestito individuando la nuova bussola. Condivisa anche da chi aveva qualche incertezza su dove fosse l’est e l’ovest o il nord e il sud.

Pubblicato in : CornerBlog

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

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