Vecchie glorie/2
Nel centrodestra la parola d’ordine è “sopravvivere”. Tutto il Pdl, per ora, resta ancorato a Berlusconi. Ma il vecchio leader, dopo aver salvato la barca, la farà affondare.

Al di là delle difficoltà per la nascita del nuovo governo, sul Pdl, gravano non una ma due spade di Damocle. La prima è rappresenta dai processi a Silvio Berlusconi. In questo mese di marzo sono attese tre sentenze. La prima, quella che sulla carta avrebbe dovuto vederlo assolto, è stata invece di condanna. E’ stata una vergogna ( Berlusconi, vittima da sempre delle notizie che uscivano dalle Procure, è stato infatti condannato per “concorso in violazione del segreto d’ufficio”), ma è successo. Ora stanno per arrivare le sentenze per il Rubygate e i diritti Mediaset. Finirà tre a zero per la squadra della magistratura. Comunque vada a finire l’immagine di Berlusconi ne uscirà a pezzi tanto da renderlo ancora meno “coalizzabile” di quanto sia oggi. L’altro pericolo, che si lega a questo, e’ rappresentato dalla scesa in campo per il PD di Matteo Renzi. La mossa, tutta eventuale, avrebbe come primo risultato quello di sottolineare in modo impietoso la gerontocrazia che governa il Pdl, con un fortissimo effetto calamita sull’elettorato di centrodestra. Da probabili elezioni anticipate il partito uscirebbe a pezzi. Senza Berlusconi e con le solite vecchie facce non ci sarebbe proprio gara. Siccome i vertici del partito tutto sono meno che stupidi sanno benissimo che questo e’ per loro l’ultimo giro di giostra. Da qui la difesa ad oltranza dell’ipotesi delle “larghe intese” che, particolare non secondario, dovrebbero durare se non cinque almeno tre anni. A pensarci bene non hanno torto. Se questo e’ l’ultimo giro che almeno duri il più possibile. Certo e’ davvero triste vedere quello che avrebbe dovuto essere il partito liberale di massa avanzare proposte di questo tipo. Si dirà. La situazione del Paese e’ grave e bisogna assumersi le proprie responsabilità. Giustissimo. Ma se grandi intese devono essere, perché imposte dalla necessità, allora si devono legare alla realizzazione di un programma di emergenza che va preventivamente dichiarato. Pochi punti, qualificanti, da realizzare in un lasso di tempo ristretto. E se la proposta e’ avanzata in buona fede, cioè nell’interesse del Paese, deve essere accompagnata da una serie di nomi che siano spendibili sul piano politico. Se si propone ad esempio Berlusconi come ministro non si può pretendere che gli altri accettino. In politica, della realtà, bisogna sempre tenere conto e non si può legare le sorti di una proposta al destino di una persona, anche se questa si chiama Berlusconi. Se vuole avere una prospettiva per il futuro, il Pdl deve iniziare a cambiare il gruppo dirigente. Anche se non è necessariamente un fatto di età. I “giovani” per tutte le stagioni sono una merce che non va più di moda.

Caro Raimondo, averne di “nomi spendibili sul piano politico”…. Il partito cesarista prevede solo figurine sbiadite di contorno al capo.
Mi ero dimenticato. Quest’uomo ha subito due interventi al cuore, l’ultimo dei quali mi pare negli USA, la totale asportazione della prostata cancerogena, un “duomo di Milano in faccia, da persona che si spono affrettati di dire psicolabile, una persecuzione giudiziaria che neanche Sacharov e Solgenitzin, hanno conosciuto.
Ha una barca di soldi che si potrebbe godere. Ma il suo “egocentrismo” lo vuole lottatore infaticabile.
Ha tra gli altri il peccato di aver distrutto il sogno di quanti nel 1994 erano certi di avere – finalmante – l’Italia in mano. Peccato non emendabile, se si considera che praticamente questi sono il padroni d’Italia, ma non riescono a POSSEDERLA!
Non sono dei “suoi”, ma un po’ di ammirazione ed invidia maschile la provo.
Ma tu pensi davvero che l’uomo di Arcore abbia finito i conigli del suo cilindro. Quello una le pensa, cento ne fa.
Purtroppo i suoi antaginisti sono quelli che voglioni controllare che scarpe portiamo se nere o rosse e che pensano che la patrimoniale risolverebbe tutti i problemi d’Italia. Un po di fantasia di come modernizzare il Paese ed innovare le attività produttive, non ce l’hanno. Per la verità non l’hanno mai avuta!