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Picconate all’Unione Europea

La Spagna ha introdotto controlli temporanei alle frontiere per i viaggiatori provenienti dall’Italia, in risposta alle misure analoghe imposte da Roma a seguito del massiccio afflusso di migranti a Ceuta.

di Salvatore Rondello | 11 Agosto 2026

La Spagna ha introdotto controlli temporanei alle frontiere per i viaggiatori provenienti dall’Italia, in risposta alle misure analoghe imposte da Roma a seguito del massiccio afflusso di migranti a Ceuta.

Il ministero dell’Interno, in un comunicato, ha annunciato che, i controlli si inseriscono nel contesto della persistente pressione migratoria irregolare che l’Italia sta subendo, inizieranno a mezzanotte di sabato e dureranno fino al 7 settembre. In realtà il fenomeno migratorio non è un problema solo italiano ma riguarda tutta l’Europa.
Il governo italiano ha lanciato il pomo della discordia ed ha deciso di effettuare tali controlli dal primo agosto scorso. Il governo spagnolo aveva chiesto alle autorità italiane di rimuoverli entro due giorni, altrimenti avrebbe adottato misure “proporzionate”. La richiesta è stata respinta dal governo Meloni e Sánchez ha deciso di agire nello stesso modo con i viaggiatori provenienti dall’Italia.

L’Italia ha risposto all’ultimatum spagnolo con una nota di Palazzo Chigi in cui si afferma: “L’Italia non accetta ultimatum o imposizioni dall’estero per ciò che riguarda la sicurezza nazionale ed il controllo delle frontiere. Non intendiamo in nessun caso rivedere la decisione di sospendere l’applicazione dell’accordo di Schengen per i cittadini di paesi terzi provenienti dalla Spagna, almeno fino al 15 agosto e comunque sino a quando non saranno completamente esclusi rischi di sicurezza e di terrorismo per l’Italia. Questo senza pregiudizio nei confronti di un Paese amico come la Spagna, analogamente a decisioni simili adottate in passato al governo italiano, ad esempio nei confronti della Slovenia, e da governi europei nei confronti dell’Italia e della stessa Spagna.”

Si apre così una nuova frattura diplomatica con il governo di Pedro Sanchez, che nella sua richiesta all’Italia di ritirare la misura che ripristina i controlli sui cittadini che provengono dalla Spagna entro il 9 agosto aveva annunciato “misure proporzionate”, il che lasciava intendere “reciproche”, ovvero che anche Madrid avrebbe ripristinato i controlli all’ingresso dei cittadini provenienti dall’Italia, come poi è avvenuto.
Il governo spagnolo venerdì aveva in effetti lanciato un ultimatum all’Italia affinché revocasse i controlli di frontiera imposti ai viaggiatori provenienti dalla Spagna   ritenendo che la misura italiana fosse “ingiusta, contraria agli interessi dell’Unione europea e discriminatoria nei confronti della popolazione spagnola”. Al diniego del governo Meloni, l’esecutivo di Pedro Sánchez ha  adottato le “misure proporzionate” per difendere gli interessi dei cittadini spagnoli.
In un comunicato diffuso venerdì scorso, il governo spagnolo ha sostenuto che “la decisione adottata da Roma lo scorso primo agosto si basa su argomenti pretestuosi incompatibili con il Codice frontiere Schengen e con i fatti”. L’Italia ha giustificato il ripristino temporaneo dei controlli dopo l’arrivo massiccio di migranti a Ceuta, anche se le ispezioni riguardano soprattutto il traffico aereo e marittimo tra i due Paesi. Un provvedimento esagerato che in realtà ha effetti avulsi dai fatti di Ceuta.

L’esecutivo spagnolo ricorda che nessuno dei migranti entrati irregolarmente a Ceuta la scorsa settimana può circolare liberamente nello spazio Schengen, poiché la città autonoma è soggetta a un regime speciale. Inoltre, sottolinea che la stragrande maggioranza è già rientrata in Marocco e nega che da quella crisi migratoria derivi un rischio per il resto degli Stati membri.

Il comunicato mette inoltre a confronto l’operato dell’Italia in materia migratoria. La Spagna sottolinea che, secondo i dati di Frontex, negli ultimi anni l’Italia ha registrato il maggior numero di attraversamenti irregolari delle frontiere dell’Unione europea, arrivando in alcuni periodi a raddoppiare le cifre spagnole. Allo stesso tempo rimprovera al governo italiano di violare dal 2022 il Regolamento di Dublino, trasferendo una maggiore pressione migratoria sul resto dei partner europei. Infatti la maggior parte dei migranti irregolari ha proseguito il viaggio per altre destinazioni dell’Europa.

L’esecutivo sottolinea inoltre che la Spagna non ha mai risposto con controlli di frontiera nonostante quella situazione e ricorda di aver mostrato solidarietà con l’Italia accogliendo parte dei migranti arrivati a Lampedusa nel 2023 e aprendo più volte i propri porti alle persone soccorse sulla rotta del Mediterraneo centrale.
L’esecutivo spagnolo confida che “l’impegno verso il progetto europeo, il buon senso e la buona fede” prevalgano e accusa il governo italiano di generare “divisioni e conflitti sterili, spinti da motivazioni elettorali interne”.

Di fatto, è esploso un conflitto diplomatico tra Roma e Madrid dopo il rifiuto di Giorgia Meloni di revocare l’ultimatum spagnolo sulla sospensione dell’accordo di Schengen. Il governo italiano difende i controlli di frontiera motivandoli con ragioni di sicurezza e prevenzione dell’immigrazione clandestina, mentre la Spagna ha risposto con contromisure proporzionate e le opposizioni italiane attaccano la premier. Così la Spagna ha ripristinato i controlli alle frontiere con l’Italia a partire dalle ore 00:00 di sabato scorso.

Giorgia Meloni continua a spingere il pulsante della sicurezza sostenendo: “Non intendiamo, in nessun caso, rivedere la decisione di sospendere l’applicazione dell’accordo di Schengen per i cittadini di Paesi terzi provenienti dalla Spagna almeno fino al 15 agosto. E comunque sino a quando non saranno completamente esclusi rischi di sicurezza e di terrorismo per l’Italia”. Così ha rispedito al mittente l’ultimatum del governo spagnolo che ha chiesto formalmente a Palazzo Chigi e  Viminale  di revocare i controlli alle frontiere reintrodotti dall’Italia il primo agosto dopo la crisi migratoria a Ceuta. Più che l’innesco di una crisi tra i due Paesi, è deflagrata una crisi diplomatica che investe anche l’Unione Europea. Il confronto si consuma nota contro nota dei due governi con accenti al vetriolo.

Palazzo Chigi ribadisce la linea della premier Meloni: “Solo quando si avrà la certezza che non vi saranno rischi di terrorismo per l’Italia, che non vi sia una nuova ondata, che non ci siano migranti irregolari diretti verso il territorio europeo, si potrà rivedere quanto già deciso”. Una linea confermata dalla premier, anche nel   video messaggio inviato per il ricordo del disastro di Marcinelle: “In Europa non c’è spazio alcuno per chi alimenta i canali dell’immigrazione clandestina per avere manodopera a basso costo e rivedere al ribasso i diritti. Perché, per noi, il messaggio è chiaro: chi sfrutta le persone, le schiavizza e alimenta i traffici criminali è indegno del  modello sociale europeo”. Parole pesanti per il governo spagnolo che ha subito per primo i controlli temporanei ai confini aerei e marittimi con la Spagna. Parole preoccupanti perché denotano anche l’incapacità del governo a combattere la criminalità ed a garantire i diritti e la dignità del lavoro.
Un provvedimento che ha già inciso sulla mobilità di migliaia di passeggeri, “senza  preavviso, unilateralmente e con argomentazioni non conformi al Codice delle frontiere Schengen”. Insomma “una misura discriminatoria”.

A queste accuse ha risposto il ministro dell’Interno Piantedosi, che polemizza e smentisce ogni forma di  discriminazione sui passeggeri spagnoli: “Ritengo che questa reazione scomposta  anche al dibattito nazionale sia legata solo al fatto che si ritiene un governo come quello spagnolo a guida socialista sia intangibile, quindi lo si può fare con la Slovenia, tra Francia e Italia , tra la Germania e tutti i suoi confini, l’Austria, la Polonia, la Norvegia, lo possono fare tutti, ma non si puo toccare un paese a guida socialista, segnalo che non è previsto nei trattati questo canone di selezione”. Peraltro, insiste il ministro, gli stessi 007 spagnoli hanno dichiarato che è abbastanza fondato quell’appello a ripetere un nuovo “tentativo di invasione” previsto per Ferragosto. Così Piantedosi smentisce un’altra durissima accusa: “Non rispettate il Regolamento di Dublino dal 2022”. Nel centrodestra, sono tutti contro il socialista spagnolo manifestando di essere affetti da idiosincrasia verso il socialismo.
Le opposizioni attaccano il governo: per Magi, +Europa, la scelta di  Meloni  di sospendere Schengen è stata una mossa “da bulla, in stile Trump”, un boomerang. Mandi in ferie la propaganda e revochi sospensione Schengen, è l’affondo alla premier di Fratoianni, Avs. Scontro insensato, secondo Scalfarotto, che da Italia Viva invita a calmare i bollori.
La crisi diplomatica tra Italia e Spagna è precipitata. Il governo di Madrid ha deciso di ripristinare temporaneamente i controlli alle frontiere interne di porti e aeroporti per i viaggiatori provenienti dall’Italia. I controlli vengono effettuati “in maniera aleatoria” e riguardano identità, nazionalità e, per i cittadini di Paesi terzi, visto e permesso di soggiorno. Questa è la risposta della Spagna dopo il muro contro muro del governo italiano. Come riporta El Pais, la decisione arriva dopo che il governo guidato da Giorgia Meloni aveva introdotto controlli per i cittadini provenienti dalla Spagna, motivando la scelta con la pressione migratoria legata agli ingressi a Ceuta. La risposta italiana è arrivata poche ore dopo facendo sapere di non avere intenzione di riconsiderare la misura almeno fino al 15 agosto. Come sintetizza Valdo Spini: “Chi di spada ferisce, di spada perisce”.
I principali effetti della crisi ricadono sui viaggiatori tra Italia e Spagna. Nei porti e negli aeroporti spagnoli sono effettuati controlli sui passeggeri in arrivo dall’Italia. El Pais, intanto, riporta che da Roma è stato precisato che i cittadini spagnoli sono esentati dai controlli straordinari, rivolti soprattutto ai cittadini extracomunitari. Nella pratica, però, le verifiche hanno già causato code e attese in alcune terminal. All’aeroporto di Fiumicino, che durante l’estate riceve tra 55 e 60 voli al giorno dalla Spagna, alcuni passeggeri di un volo Iberia da Madrid hanno riferito che la polizia chiedeva i documenti già nel collegamento tra aereo e terminal. I numeri dei viaggi tra Italia e Spagna. La tensione diplomatica coinvolge due Paesi con un flusso turistico molto intenso. Fino a giugno oltre 11 milioni di passeggeri si sono spostati in aereo tra Italia e Spagna. Nel solo mese di giugno i passeggeri sono stati più di 2 milioni. Il turismo tra i due Paesi è consistente in entrambe le direzioni. Nel 2025 più di 5,7 milioni di turisti italiani hanno viaggiato in Spagna, mentre i turisti provenienti dalla Spagna sono stati circa 5,8 milioni. Per questo la reintroduzione dei controlli, anche se temporanea, può incidere su tempi di viaggio, procedure di ingresso e gestione degli scali.
La picconata della Meloni non ha colpito solo la Spagna, ma l’intera Unione Europea che anche se non ha preso ancora una chiara posizione, ha prodotto effetti che il primo ministro italiano non ha sufficientemente valutato.
In pochi giorni di crisi migranti a Ceuta, l’Europa si rivela, ancora una volta, terribilmente debole e fragile: mentre lo scontro diplomatico tra Italia e Spagna è più acceso che mai, dalla Germania arrivano conferme sulla linea dura che il Governo Merz vuole approntare nel pieno della attuale crisi interna di un esecutivo sempre più contestato (vista anche la crescente ascesa in Germania della destra di AfD). Il portavoce del Ministero degli Interni spiega all’ANSA, dopo le notizie filtrate nei giorni scorsi da “La Repubblica”, che il funzionamento del sistema di Dublino è «una condizione imprescindibile per il successo del Sistema europeo comune di asilo».
Le fonti del Governo Merz avevano infatti fatto sapere nelle scorse ore come i respingimenti e le espulsioni dei migranti irregolari giunti da Paesi di primo approdo in Europa, come Italia e Grecia, sarebbero ripresi dopo il nuovo Patto sui migranti a livello europeo, entrato in vigore nel giugno scorso. Dal Bundestag il messaggio è netto: “Ci aspettiamo che vengano nuovamente effettuati i trasferimenti verso l’Italia e la Grecia” per tutti quei migranti irregolari che sono giunti fino in Germania.
La sospensione di Schengen (solo con la Spagna e solo per i cittadini extra-UE) operata dall’Italia assieme ad alcuni altri Paesi UE dopo la crisi dei migranti a Ceuta ha visto l’ok anche della Germania che però ora, travolta in patria dalle critiche di Weidel contro il Cancelliere Merz, vuole aumentare ulteriormente la linea dura sul fronte respingimenti. Il primissimo caso pare essere quello di una 22enne di origine somala, richiedente asilo da 4 anni, giunta in Germania lo scorso marzo dopo l’approdo in Italia: “Il 19 agosto verrà respinta in Italia e presto anche altri”.
Il patto citato da Berlino è nientemeno che il Regolamento di Dublino dell’Unione Europea , in gergo “Patto di Dublino”: emanato anni fa e più volte modificato, tale accoro stabilisce quali Stati europei siano responsabili nell’esaminare una domanda di asilo. Nello specifico, la norma attuale prevede ancora che sia il primo Paese di approdo in UE a doversi far carico di tale operazione di verifica, con polemiche annesse visto che sono gli Stati più prossimi al Mediterraneo ad avere i maggiori problemi in tal senso, su tutti Italia, Grecia e la stessa Spagna.
Il nuovo Patto Ue su asilo e immigrazione introduce tanti nuovi aspetti anche positivi secondo le istanze presentate dal Governo Meloni negli scorsi mesi, ma sul tema delle espulsioni ancora permane parte del Patto di Dublino che così tante controversie ha generato nell’ultimo decennio: secondo la normativa, dovrebbe essere l’Italia ad occuparsi della domanda di asilo della richiedente 22enne, ma negli ultimi anni Roma ha espressamente rivendicato la presenza di una emergenza nazionale sul fronte immigrazione che ha neutralizzato di fatto i vari casi per l’applicazione del Patto di Dublino.
Berlino ora vara la linea dura nel pieno della crisi Ceuta e punta a far ritornare in Grecia e Italia tutti i migranti con pendenti richieste di asilo: a dicembre 2025 Meloni e Merz avevano siglato un patto con moratoria per tutte le migliaia di rifugiati giunti in Germania dopo l’approdo sulle coste italiane.
Con la riformulazione della riforma sull’asilo migratorio in Europa, ora Berlino passa al contrattacco e spiega di voler applicare le regole in maniera rigorosa: si tratta più che altro di una questione di politica interna che non un vero e proprio “affronto” ai Paesi alleati, ma nel contesto attuale di fortissima tensione diplomatica sul fronte migranti, la decisione di Merz potrebbe esacerbare ulteriormente gli animi tra le varie cancellerie.
L’UE ha accolto le richieste italiane e di altri Stati europei decidendo di finanziare per il prossimo futuro la costruzione di hub per rimpatri anche in Paesi extra UE (come il “modello Albania” inaugurato dall’Italia con scarsi risultati), così come novità sono emerse anche sullo snellimento delle procedure e sui costi dell’accoglienza per i Paesi di primo approdo: resta però il dato politico e il costo economico di una gestione migratoria europea che ancora pesa molto su pochi Stati.
In tal senso, un primo importante atto politico è stato compiuto da Bruxelles ammettendo (su spinta di Meloni e Tajani) il meccanismo di solidarietà obbligatoria e flessibile: tradotto, se uno Stato si rifiuta di accogliere una quota di migranti richiedenti asilo, deve versare un contributo finanziario pari a 20mila euro (ad un fondo per finanziare le strutture di accoglienza e le procedure di rimpatrio) per ogni mancato ricollocamento.
Ma allora, la chiusura alla Spagna è un’incoerenza rispetto alle stesse proposte avanzate in sede dell’Unione europea dallo stesso governo Meloni. Dunque i fatti Ceuta potrebbero essere pretestuosi per indebolire lo spirito unitario in Europa ed affossare l’europeismo senza rendersi conto dei danni arrecati all’Italia ed all’Unione europea: un vero e proprio disastro per tutti gli italiani e per l’intera Europa.

Salvatore Rondello

Picconate all’Unione Europea
Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Salvatore Rondello

Salvatore Rondello è nato a Trapani il 11 luglio 1954. Dal 1982 vive e lavora a Roma.
Dopo aver conseguito la maturità con il massimo dei voti, ha proseguito gli studi in economia e commercio presso l’Università degli Studi di Venezia “Ca’ Foscari”.
Studioso di problematiche sociali, economiche e politiche con particolare attenzione alle tematiche del credito, del welfare e del mercato del lavoro, ha organizzato diversi convegni ai quali sono intervenuti importanti personalità del mondo accademico, politico e sindacale.
Opinionista, consulente artistico e poeta, ha coordinato diversi dibattiti culturali tra i quali sono annoverati diverse presentazioni di nuove pubblicazioni librarie.
Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati in diverse riviste e quotidiani. Da settembre 2016 collabora con la Redazione del quotidiano “Avanti on line”.
Nel febbraio 2015 pubblica per Aletti Editore la raccolta di poesie “Vagazioni” classificata finalista nella II edizione del Premio Internazionale “Salvatore Quasimodo”.
Si è sempre battuto socialmente per la tutela del patrimonio artistico e naturale, per la diffusione della cultura, per la difesa Resistenza dei diritti umani e dei valori della Costituzione della Repubblica Italiana nata dalla Resistenza.

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