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L’ipercapitalismo sta generando il Socialismo

Vuoi vedere che il socialismo rinascerà nella patria del capitalismo,gli Stati Uniti, e come spesso succede dalla capitale culturale e ideologica dell’occidente arriverà anche da noi?. Solo quattro anni fa, i Democratic Socialists of America ( DSA ) erano in un periodo difficile. Poi arrivò la guerra a Gaza e i progressisti trovarono nella Palestina la loro causa ispiratrice, presero le distanze dal Kamala Harris, e dell’establishment democratico legato a doppio filo ad Israele, non andando a votare e agevolando la vittoria di Trump.

di Fulvio Rapana' | 11 Agosto 2026

Vuoi vedere che il socialismo rinascerà nella patria del capitalismo,gli Stati Uniti, e come spesso succede dalla capitale culturale e ideologica dell’occidente arriverà anche da noi?. Solo quattro anni fa, i Democratic Socialists of America ( DSA ) erano in un periodo difficile. Poi arrivò la guerra a Gaza e i progressisti trovarono nella Palestina la loro causa ispiratrice, presero le distanze dal Kamala Harris, e dell’establishment democratico legato a doppio filo ad Israele, non andando a votare e agevolando la vittoria di Trump. Nel 2024 la Harris perse 10 mil. di voti che la Gallup posizionò fra i giovani del partito democratico scontenti dell’appoggio militare al genocidio di Gaza e la distruzione delle comunità palestinesi della Cisgiordania, Trump prese solo 1 mil. di voti in più rispetto alle elezioni perse nel 2020 contro Biden. Oggi il socialismo democratico è in ascesa. New York ha un sindaco del DSA e presto anche Washington, d.c. , ne avrà un’altro. I candidati sostenuti dal DSA hanno sconfitto i candidati uscenti in diverse primarie per il Congresso. Il 4 agosto El-Sayed ha battuto Haley Stevens, una centrista appoggiata da gruppi filo-israeliani, nelle primarie democratiche per il Senato in Michigan. In Wisconsin, Francesca Hong, una socialista dichiarata, sembra destinata a vincere le primarie democratiche per la carica di governatore l’11 agosto. Appoggiati dai Democratic Socialists of America, il messaggio di questi politici candidati sta guadagnando terreno man mano che il divario tra ricchi e poveri si allarga e la ricchezza dei miliardari raggiunge livelli record . Si tratta di un risultato notevole per un gruppo con una struttura di governo atipica, pochi membri e molte posizioni impopolari. Il DSA non è un partito politico. È un’organizzazione di attivisti, quindi i suoi membri si candidano in genere con il Partito Democratico. La strategia è di consolidare il loro potere all’interno del Partito Democratico per condizionare la politica e gli orientamenti sociali e ideologici. Cosa distingue concretamente i socialisti democratici dai democratici tradizionali? otto sono i temi principali su cui Partito Democratico e DSA si scontrano.

La settimana lavorativa: 40 ore o 32. La settimana lavorativa di 40 ore è legge dal 1940. Il DSA, d’altro canto, ha fatto della riduzione della settimana lavorativa standard a 32 ore un punto cardine del suo programma economico . Nel 2024, il senatore Bernie Sanders (I-Vt.), socialista democratico spesso allineato con il DSA, presentò al Senato una versione del “Thirty-Two Hour Workweek Act” (Legge sulla settimana lavorativa di 32 ore) . Il disegno di legge non è andato avanti anche per l’opposizione dei centristi del partito Democratico.

Il salario minimo: 15 o 30 dollari. Il salario minimo federale è fermo a 7,25 dollari l’ora dal 2009. Sia i Democratici che i Democratic Socialists of America vogliono aumentarlo, ma sono in disaccordo su quanto. Il programma democratico per il 2024 prevedeva 15 dollari l’ora. Un disegno di legge, co-sponsorizzato da Sanders, lo porterebbe a 17 dollari. Mamdani ha proposto 30 dollari l’ora entro il 2030 a New York.
Obamacare o assistenza sanitaria universale. Sia i Democratici che i DSA desiderano ampliare l’accesso all’assistenza sanitaria, ma non sono d’accordo su come farlo. I Democratici moderati difendono l’attuale sistema misto di assicurazioni private e programmi pubblici. Vogliono proteggere e potenziare l’Affordable Care Act abbassando i prezzi dei farmaci, ponendo un tetto alle spese a carico del paziente ed estendendo la copertura a un maggior numero di persone. I DSA, invece, vogliono sostituire completamente il sistema, considerando l’assistenza sanitaria come un bisogno primario che dovrebbe essere “demercificato”, ovvero non dovrebbe essere comprato e venduto sul mercato come qualsiasi altro bene. La loro soluzione è il Medicare per tutti , un sistema sanitario pubblico a pagamento unico che eliminerebbe la maggior parte delle assicurazioni private.

Tassare i ricchi. Sia i Democratici che i DSA vogliono tassare i ricchi, ma si impegnano a farlo in modo diverso. I Democratici vorrebbero che i ricchi “paghino la loro giusta quota” per finanziare le priorità sociali. I miliardari “pagano in media l’8% di tasse”, mentre i lavoratori della classe media pagano il 28% medio. Il presidente Joe Biden ha proposto un’imposta minima del 25% su chi possiede un patrimonio superiore a 100 milioni di dollari. Per i DSA, tassare i ricchi è uno step di un progetto più ampio volto a trasferire il potere economico dalle grandi aziende ai lavoratori. Il loro obiettivo a lungo termine è la nazionalizzazione delle più grandi aziende o il loro frazionamento usando l’antitrust così come avvenne per la Standard Oil negli anni ’30. La deputata Alexandria Ocasio-Cortez (DN.Y.), membro dei DSA, ha proposto un’aliquota marginale del 70% sui redditi superiori a 10 milioni di dollari .

Abitazione: merce o diritto sociale. Tutti concordano sul fatto che ci sia una crisi abitativa sopratutto nelle grandi città. Ma i Democratici e i DSA hanno posizioni diverse sulla possibilità che il mercato possa risolverla. I Democratici considerano la casa come una merce e si impegnano a renderla più accessibile aumentando l’offerta, fornendo sussidi e crediti d’imposta. I DSA considerano la casa un diritto sociale che non può essere soggetto alle forze di mercato, quindi sostengono grandi investimenti nell’edilizia sociale pubblica e un controllo generale degli affitti.

Le spese militari. Sono la voce di spesa discrezionale federale più consistente, ora superata dagli interessi sul debito. I Democratic Socialists of America sono per una linea dura e l’obiettivo di “tagliare i fondi al complesso militare-industriale”. Si oppongono alla partecipazione degli Stati Uniti alla NATO e agli aiuti militari nei conflitti stranieri, inclusa la guerra della Russia contro l’Ucraina
Quale capitalismo. I Democratici sono per un sistema economico in cui individui o aziende private possiedono i mezzi di produzione e i beni vengono distribuiti attraverso la concorrenza di mercato. I Democratici vogliono un capitalismo più equo per tutti. Il DSA, al contrario, mira a lungo termine a sostituire il capitalismo , che il gruppo considera “un sistema ideato dalla classe dominante per sfruttare il resto della popolazione”. Vogliono che i lavoratori “gestiscano democraticamente sia l’economia che la società per soddisfare i bisogni primari, non per generare profitti per pochi”. Una formula avanzata di co-gestione presente nell’economia tedesca.

Fine del rapporto privilegiato con Israele che sta trascinando gli Stati Uniti verso un isolamento tipico di uno stato canaglia. Mettere fuori legge l’AIPAC e le altre potenti lobby pro-israele che tengono al guinzaglio metà del Congresso: “non possiamo permettere ad una potenza straniera di condizionare pesantemente la politica americana”. Su questo sono in accordo con una parte dei MAGA che dopo la sconfitta contro l’Iran chiedono a Trump di far arrestare per altro tradimento tutti coloro che lo hanno indotto a mal valutare l’entità del conflitto. Rick Mcgahey su Project Sindacate scrive: “In un periodo di disuguaglianze storiche e investimenti pubblici insufficienti, le politiche redistributive promosse dai politici di sinistra sono quanto mai necessarie. Tuttavia, dato che nessuna giurisdizione può raggiungere la sostenibilità economica attraverso tasse e regolamentazioni mi chiedo se i progressisti possono garantire la crescita economica”. Nel Partito Democratico americano è allarme rosso per il pericolo di perdere l’elettorato moderato che come è successo in passato si potrebbe”gettare” a destra dove non c’è il vecchio partito conservatore moderato ma Trump che proprio moderato non è che si è scagliato contro i socialisti democratici: comunisti!!. Come è confermato dai sondaggisti si possono perdere voti al centro, forse, ma certamente si recuperano voti a sinistra. Quando da una parte ci sono persone che guadagnano somme enormi senza praticamente pagare tasse e dall’altra ci sono milioni di cittadini che hanno problemi a pagare le bollette per colpa dei primi c’è poco da essere moderati. E’ il momento di mettere in campo il Socialismo.

Scriveva Flaiano “L’ italiano povero non vuole vessare i ricchi perché è certo che anche lui diventerà ricco e i privilegi li vorrà tutti”. In Italia una piattaforma di questo tipo non l’ha nessun partito compreso il PD che al massimo è un partito riformista di centro, a destra della vecchia DC. Sono certo che per come si sta mettendo il futuro in tutto l’Occidente sarebbe auspicabile che il PSI fondato da grandi uomini su idee e politiche molto simili a quelle Democratic Socialists of America faccia propria una piattaforma di questo tipo perché quello che sta succedendo a New York e negli Stati Uniti sta per arrivare anche da noi e avere una piattaforma ben ancorata ad una base sociale e ideologica potrebbe essere una scelta vincente.

Fulvio Rapanà

L’ipercapitalismo sta generando il Socialismo
Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Fulvio Rapana’

Fulvio Rapanà è un editorialista di “Avanti online”

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Luca Bagatin

    11 Agosto 2026 alle 13:01

    I DSA non sono certo una rivoluzione, ma sarebbero già molto per un Paese antidemocratico e oligarchico come gli Usa.
    Personalmente continuo ad avere più fiducia nei Verdi di Jill Stein, ma una sinergia fra tutte le componenti anti oligarchiche statunitensi, contro la dittatura dell’ establishment neocon e liberal, sarebbero comunque una ventata d’aria fresca in quella realtà super fascista travestita da “democrazia”.

    Rispondi

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