Piazze piene urne vuote
Due piazze colme, ma ostili come se ci fosse nell ‘ altra convention il nemico da abbattere.
Due grandi vecchi del socialismo italiano amavano ripetere due frasi : Nenni di fronte a comizi affollati ma a risultati elettorali deludenti tuonava col suo vocione ” piazze piene , urne vuote “. Lombardi dopo la sconfitta della famosa bicicletta , ovvero l ‘ unificazione del PSI col PSDI , in una sua pacata riflessione affermava che in politica uno più uno non fa mai due. Quanta attualità e saggezza in quelle parole . L ‘ ultima settimana ci ha riservato uno spettacolo imbarazzante per la sinistra.Se ancora questa parola vuole essere usata. A Milano Renzi e il PD . A Roma Pisapia con Bersani e tanti altri dal democristiano Tabacci al sinistrasinistra Fratoianni. Con l ‘ aggiunta di un pezzettino di PD. Due piazze colme, ma ostili come se ci fosse nell ‘ altra convention il nemico da abbattere. A Roma gli interventi di Pisapia e Bersani molto differenti. Tante sigle presenti , ma quanti voti ? Un tentativo di ridare vita all ‘ Ulivo in salsa arancione milanese. Nulla di nuovo Anzi d ‘ antico. A Milano il solito Renzi pimpante ed energetico . Galvanizzatore di folle.Con i soliti testimonial , ma nessun dibattito tra gli iscritti. Leopoldine e lingottini sono ormai tutte uguali. E’ venuto il momento di cambiare format Da ambedue le parti si mostrano i muscoli .Si corre verso il proporzionale Difficile una ricomposizione. Nel frattempo due gattoni sornioni stanno a guardare .Berlusconi e Grillo attendono. Il caldo estivo li induce a muoversi poco , ma a giocare di rimessa. IL vecchio catenaccio italiano ,tornato di moda. Ma non tutto è fermo.Si fanno avanti nuovi possibili leader. Il più forte oggi è il sindaco di Milano Beppe Sala.Si è coperto a sinistra .Scherzosamente qualcuno lo chiama ” il Che Guevara di corso Magenta”.Ha preso le distanze da Renzi.Ha rimesso insieme le forze finanziarie e industriali che lo hanno sostenuto nella sua ascesa. Molto ambizioso, punta in alto. Oggi molto forte e il PD lo segue. Nel centrodestra il governatore del Veneto, Zaia, si pone come una concreta realtà di governo, avendo l ‘ appoggio dell ‘ accoppiata ora vincente Toti Salvini. Poi il diplomatico Calenda si sta muovendo per vie parallele.Gode di grande credibilità italiana ed internazionale Tutto il resto è roba vecchia .Un deja vù poco commestibile.
Roberto Caputo

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