
Più dati escono da queste bocche della bugia e più appare chiara la verità: non si tratta di due poli ma di due polli.
E’ oramai certo che i veri untori dell’aviaria che ha colpito il nostro Paese li abbiamo in casa oramai da anni. Inutile cercare in Cina, Indonesia, Cipro, Turchia…sono qui, qui il ceppo originario, li vediamo ovunque, persino nei cessi delle autostrade: uno con il sorriso Durbans che prende per i fondelli tutti i giorni i nostri concittadini che non arrivano a fine mese – tantissimi, credetemi, gente che lavora moltissimo, pensionati che hanno lavorato moltissimo; l’altro, la pittima nera, che sino a ieri ci inseguiva in ogni canale TV con le cambiali in mano come se fossimo degli incalliti insolventi, ora anche lui riconvertito al gioco della promessa.
Carta oro l’uno per andare allo stadio, 2500 € (duemilacinquecento euro) l’altro per un figlio (“scopate sereni e buttate il fastidioso preservativo”): ho scritto la cifra anche in lettere perché non vorrei che con qualche gioco di prestigio post-voto sparisse qualche zero.
Mi lancio a suggerire io ad entrambi i contendenti il prossimo miraggio da sparare agli italiani e alle italiane: puttane e gigolò gratis per tutti e tutte, a scelta sul catalogo di Briatore, che per questa donazione sarà nominato benemerito della Repubblica.
Su questo baluardo a tutti e due i polli è vietato il rilancio: lo farà chi schiaccerà per primo il pulsante e avrà l’impavido coraggio di superare le ire di Riuni, che su aperture sul sesso proprio non ci sta.
Non mi veniva nulla di serio, perché sotto ai miei occhi non c’è veramente nulla di serio: cabaret o se vogliamo cambiare canale troviamo Fini e Casini che non fanno per nulla ridere.
Ricordo da bambino la tristezza che mi assaliva quando i miei genitori insistevano a portarmi al teatrino delle marionette.
Vedo già le Vostre facce dopo queste ultime due righe: si sono fatte più serie. E di serietà abbiamo bisogno.
Di un Terzo Polo, sano però, niente che venga riciclato da quei due allevamenti.
Una fucina di idee che abbandoni la banalità del ricettario che viene scandito da questi oracoli del vuoto, da questi demagoghi della poltrona, incapaci di dire agli italiani le cose come stanno, di fuggire dal luogo comune sia sui problemi di carattere nazionale, sia su quelli di carattere internazionale.
Ricordo con nostalgia, io laico purissimo, le parole profetiche del cardinale Biffi quando è “crollato il muro di Berlino”: “la fine di un’ideologia segnerà anche la fine degli equilibri mondiali…guardiamoci dal dilagare del liberismo …”. Piu’ o meno il significato era questo: dove finirà l’uomo, che dovrebbe essere al centro del nostro interesse, se come ideale rimarrà solo l’interesse economico.
Da queste due ultime righette dovrebbe partire la costruzione delle fondamenta della nostra nuova casa. Se così sarà diventerà presto una città.
L’ideale ha sempre promosso il miglioramento della condizione umana, anche economica.
L’attuale vuoto di pensiero, la mancanza di dibattito incentrato sull’uomo, tutto questo mi rattrista e rende grigio l’orizzonte dei nostri ragazzi.
Vogliamo impegnarci su questo? Riteniamo che ci sia bisogno di riempire questo vuoto? Vogliamo guardare con lungimiranza al futuro della nostra società, scevri da piccoli interessi di immediata poltrona? Vogliamo pensare all’economia del nostro Paese, che oramai è inderogabilmente globalizzata, con qualche ricetta che vada al di là del solito “innovavamo, investiamo, armiamoci e partite” del nostri due polli?
Se sì uniamoci.
Credo che nonostante le aberrazioni praticate in questo periodo “dalle altezze” la nostra base abbia conservato lo spirito socialista.
Ho conosciuto in quest’ultimo biennio, che doveva segnare la rinascita del Socialismo Italiano, dei giovani incredibilmente vivaci, intelligenti, preparati, ho partecipato a dei dibattiti che mi avevano iniettato grande fiducia nel futuro…mi ero quasi dimenticato che potevamo essere, per così dire, usati dai soliti “poltronisti”.
Quasi però. Poi ho persino pensato a manovre di “astuzia politica” al di sopra della mia intelligenza: Craxi “il piccolo” sta di là e ottiene “x” posti sicuri per i socialisti, De Michelis (cui comunque devo nuovamente riconoscere di essere l’unico capitano a non aver abbandonato la nave quando stava affondando) sta di qua e ottiene altri “x” posti sicuri per i socialisti, Boselli si riprende la sovranità sul proprio culo e ottenuti altri “x” posti per i socialisti manda a c…Fassino: altri “x” posti per i socialisti. Fatte le elezioni si riuniscono ed ecco un Parlamento pieno di socialisti che faranno i socialisti.
Stellare, non trovate?
Ora penso, come ho sempre pensato, che la politica delle marchette deve finire e che la nuova casa laico socialista, di cui la società ha un gran bisogno, va costruita dalle fondazioni, dalla base, o sarà soggetta ad altri crolli.
Se siete riusciti ad arrivare in fondo e non vi sono ancora esplosi gli attributi vi invito, anzi invitiamoci. Troviamoci, diamo corso alle opere senza pensare alle cazzute poltrone.
Gli Italiano sono intelligenti.
Fiorenzo Da Ros

Aderisco
Tutto questo sparpagliamento dimostra solo che gli interessi personalistici ancora una volta prevalgono abbondantemente sull’interesse nazionale.( Vittorino Zuccotti – Milano)
Perché per formare gli attuali partiti, pur contratti dal “New Deal” tutto italiano, che spero finisca presto, ci hanno impiegato secoli. Va però precisato: molti ci hanno provato e poi sono diventati, appunto, “poltronisti (Giampaolo Mercanzin – Rubano (Pd))
Ora penso, come ho sempre pensato, che la politica delle marchette deve finire e che la nuova casa laico socialista, di cui la società ha un gran bisogno, va costruita dalle fondazioni, dalla base, o sarà soggetta ad altri crolli.( Fiorenzo Da Ros).
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Punti che ho stralciato dal contesto per poterli mantenere in evidenza.
Dunque : a mio parere ,sino a quando la vita politica attiva sarà istituzionalmente protetta dalla attuale valanga di benefits economici,costituendo -per chi entra a farne parte -una vera e propria botta di vita ( ogni riferimento a Bobo Craxi è puramente intenzionale ), nonché dagli steccati e steccatini da “riserva indiana” (legge elettorale senza preferenze ,raccolta di firme penalizzante dall’origine ,sostegno economico al “gruppo organizzato”,al giornalino ,all’impegno elettorale ,e chi più me ha più ne metta –da noi buon vessillifero del sistema è Pieraldo Ciucchi -) che ostacolano e spesso impediscono l’emergere dal basso di quei motivi ideali che devono coinvolgere e guidare , sarà difficile l’emergere di quel movimento da terzo polo liberal-socialista da molti auspicato.
Ma il difficile non è equiparabile tout court all’impossibile : e pertanto attendiamo fiduciosi (nel senso di salvaguardia dalla pania cattocomunista autodefinitasi “sinistra”) l’esito elettorale ,per potere poi –scampato il pericolo di conservazione fideistica dell’attuale – definire un gruppo organizzativo atto ed idoneo ad individuare linee guida ,punti di riferimento ,modalità di raccordo e partecipazione . E per cominciare un cammino non breve né facile ,ma che molti attendono di intraprendere.
Carissimi,
siamo davvero sicuri che le differenze fra un liberale e un socialista siano oggi maggiori di quelle che non impediscono convivenze dentro la Margheria, Forza Italia, AN ed anche DS?
E’ vero: infatti le contraddizioni impediscono a questi partiti scelte nette.
Ma noi, se nemmeno ci proviamo….
E’ scritto bene nell’articolo di apertura su Laici e Socialisti e il loro complesso dei parenti poveri. Diamoci appuntamento al 10 aprile. Per cominciare un’altra storia!
Sono anni che rimango in trepida attesa di persone di buona volontà che si impegnino (seriamente) alla costituzione di un “polo” laico.
Va però precisato: molti ci hanno provato e poi sono diventati, appunto, “poltronisti”;
Se quanto vedo spesso proporre in questa sede è sentire comune e non fuga in avanti, vanno individuati valori comuni, imprescindibili, codificabili e perseguibili. Ma per esempio, se non ci sarà all’interno un forte tasso di socialismo riformista io difficilmente ci posso stare, così come, se non ci sarà un forte tasso di liberismo individialista, qualche altro “laico”, amico mio, difficilmente ci starà.
Vede quindi caro amico che non è così semplice. Perché per formare gli attuali partiti, pur contratti dal “New Deal” tutto italiano, che spero finisca presto, ci hanno impiegato secoli.
E’ quindi difficile che ciascuno di noi (ma anche i nostri pronipoti che studieranno la Storia!), sia in grado di rinunciare ad una parte di se stesso, per costruire un soggetto che necessariamente ha bisogno di una propria IDEALITA’ di riferimento.Le porto ad esempio la disfatta comunista e di tutte le sue certezze: cosa logica avrebbe voluto che, perlomeno in Italia, “IL PIU’ GRANDE PARTITO COMUNISTA DELL’OCCIDENTE”, NATO DA UNA SCISSIONE DEI SOCIALISTI AL CONGRESSO DI LIVORNO DEL 1921, avesse preso atto del proprio fallimento e fosse tornato (anche senza cospargersi il capo di cenere!) alla casa madre, cosa che non è avvenuta. Anzi è divenuto ancor più arrogante di prima ed è disposto a pasticciare un qualsiasi “partito democratico senza capo ne coda” piuttosto che perdere le posizioni di innegabile privilegio di cui ha goduto.
Diversamente quindi da quanto dicevo sopra, si rischia un concentramento di carattere popolar-peronista che è ancor meno augurabile della confusione che abbiamo adesso.
Vede quindi che non basta il tasso di insoddisfazione verso chi ci governa, ma serve soprattutto una identità propositiva e non contestativa.
Mi faccia sapere e sarò al suo fianco.
Giampaolo Mercanzin
Tutto questo sparpagliamento dimostra solo che gli interessi personalistici ancora una volta prevalgono abbondantemente sull’interesse nazionale. Il tentativo, dei socialisti di De Michelis, di quelli di Bobo Craxi, di quelli di Boselli, ecc. è solo di salvare il salvabile (si salvi chi può!) e non, come vorrebbero far credere, di interpretare le istanze riformiste degli elettori, peraltro non numerosi! Quelle sono operazioni essenzialmente speculative che non fanno riferiemento ad un programma organico riformista e innovatore, quale invece dovrebbe essere quello dei socialisti moderni ed europei.
Saluti, dal vostro Vittorino Zuccotti