Crisi alla Mabro di Grosseto, crisi alla Richard Ginori di Sesto Fiorentino, crisi alla Delphi di Livorno, crisi…
Noi
pensiamo sia l’ora di individuare un modo per affrontare le crisi aziendali senza che a rimetterci siano sempre i lavoratori – e il tessuto produttivo della nostra regione -.
E’ l’ora di finirla con il
fatto che a seguito lotte durissime, lunghissime, le quali si risolvono con nette perdite di posti di lavoro, si assista alla soddisfazione di sindacati, istituzioni, partiti del centro sinistra perché sarebbe potuta andare peggio.
Noi pensiamo che i sindacati, e anche tutti quelli che si sono interessati alle vicende Matec, Elottrolux ecc.
avrebbero potuto fare di più. Ma sappiamo anche, che non era nelle loro possibilità invertire questa micidiale tendenza alla sconfitta.
Coi DS,
gli altri partiti del centro sinistra, coi sindacati – che devono comunque restare autonomi – ci prepariamo a governare questo paese; ma mandare Berlusconi a casa non basta.
Già da ora, chi darà vita al nuovo
governo deve dire cosa vuol fare davanti alle crisi che continuano a presentarsi in Toscana ( e non solo in Toscana).
Ai lavoratori con le
loro imprese in crisi noi pensiamo si debba dire: reggiamo un altro mese e mezzo poi il nuovo governo risolverà la loro situazione senza la perdita di alcun posto di lavoro.
E a chi è già raggiunto un accordo,
che il nuovo governo si impegna fin d’ora a riprendere in mano la situazione e a migliorare ciò che è stato deciso.
Alle forze del centro
sinistra toscane con le quali ci accingiamo a governare il paese facciamo una proposta: vediamoci, cominciamo a trovare le migliori soluzioni per le crisi in atto. Da passare poi al governo Prodi perché vengano attuate.
Un terreno ideale, quello del mondo del lavoro, per una campagna elettorale dell’intera Unione. Un tema, per ora, eufemisticamente vediamo invece un po’ sottotraccia.
Monica Sgherri
Capogruppo Rifondazione Comunista
Consiglio Regionale della Toscana

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