
Piantare un consistente numero di alberi nelle città, potrebbe abbassare il numero delle morti premature dovute alle ondate di caldo estivo, che determinano eventi atmosferici che risultano essere molto più gravi nei centri urbani, per l’effetto “isola di calore”. Tale effetto è dovuto ad un rialzo delle temperature causato per certo, dalla cementificazione che sta aumentando, con il conseguente uso del suolo; che con la presenza di aree con vari strati di bitume asfaltico che ricoprono le nostre strade, risulterebbero molte di più rispetto a quelle verdi; a queste si aggiungono l’emissione dei gas di scarico delle automobili, dei motorini, dei camion, dell’impianti industriali e i sistemi domestici di riscaldamento e raffreddamento.
I ricercatori che analizzano i dati delle città, specie quelle dell’Europa meridionale e orientale europee specie durante le estati torride, hanno scoperto che la temperatura media urbana dal 2015 ad oggi si è rialzata da 1 grado e mezzo ai 2 gradi rispetto alle aree circostanti, aree periferiche e rurali, In città si muore letteralmente di caldo, secondo vari studi scientifici , l’effetto isola di calore è la causa dei decessi che avvengono durante il periodo estivo, l’aumento della copertura arborea fino al 35 per cento della superficie permetterebbe di raffreddare le città.
Bisognerebbe quindi progettare città più adatte alle nuove condizioni climatiche, a questo proposito, una riforestazione urbana per rigenerare le città, è stata prevista dal Pnrr , il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, con fondi di circa 300 milioni di euro Lo scopo finale è quello di tutelare il territorio e la risorsa idrica e salvaguardare la qualità dell’aria e la biodiversità del territorio.
L’obiettivo è piantare 6 milioni e 600 mila alberi in 6 mila e 600 ettari di foreste urbane in 14 città metropolitane italiane con i fondi del Pnrr, lo scorso 16 marzo, la Corte dei Conti ha pubblicato una delibera con la quale presenta la situazione attuale del progetto e mette in luce diverse criticità.
Solo 5 città metropolitane su 14 sono riuscite ad accedere ai fondi previsti dal Pnrr , escluse ad esempio Milano e Firenze perché mancano gli spazi per piantare gli alberi, e la situazione non è migliore nella maggior parte delle altre città.
Il problema delle città metropolitane che sono state escluse dall’assegnazione dei fondi del PNRR risiede soprattutto in una interpretazione errata della norma. Infatti, è stata confusa la piantumazione degli alberi con quella dei semi che daranno le future piante, nel senso, che è stata messa in discussione la semina in vivaio delle specie arboree, in luogo della messa a dimora di un albero in “situ”. per la rigenerazione urbana, in buona sostanza seminare in vivaio non può essere lo stesso che mettere a dimora degli alberi nell’area prescelta. Si spera che davvero questa diatriba venga superata per non perdere i fondi europei.
“È chiaro che le piante sono la soluzione concreta al problema del riscaldamento globale per la loro capacità di assorbire anidride carbonica dall’atmosfera” sottolinea Stefano Mancuso; gli alberi sono al momento la cosa più efficiente che noi abbiamo, non esiste un’altra tecnologia che abbia un’efficienza simile come quella degli alberi, nel sottrarre anidride carbonica, con lo stesso costo e con la stessa potenza, ma evidentemente non tutti la pensano allo stesso modo,resta comunque il fatto che non è concepibile perdere questa opportunità.
Dania Scarfalloto Girard
Architetto e Paesaggista

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