
Il governo presieduto da Giorgia Meloni, con alfiere Matteo Salvini, sembra aver posto all’ordine del giorno la realizzazione del ponte sullo stretto di Messina; un’opera sicuramente molto utile, ma non prioritaria.
La Sicilia ha ancora una buona parte della sua rete ferroviaria vetusta, a binario unico. I tempi di percorrenza sono assurdi; il viaggio Catania-Trapani ha una durata media di 9 ore e 30 minuti circa, per coprire una distanza di 233 chilometri, con 3 o 4 cambi tra treni; la media oraria è di 25 km all’ora. In moltissimi comuni della Sicilia e della Calabria, d’estate manca l’acqua; nelle piazze dei paesi arrivano le autobotti, per dissetare le popolazioni.
La rete autostradale è a dir poco disastrata e inadeguata; in una simile situazione, come si fa a pensare di realizzare il ponte sullo stretto di Messina? Queste alzate di ingegno sono proprie dei governi che amministrano senza tener conto della misera realtà in cui vivono molte regioni italiane.
Si vuole realizzare un’opera “faraonica” per lasciare ai posteri il merito di averci messo la propria firma. Ed è proprio il pensare in modo faraonico, che porta a queste distorsioni. Infatti, i faraoni d’Egitto, 4500 anni fa, fecero costruire le piramidi, mentre il popolo moriva di fame e di sfruttamento.
Signori governanti, cercate di pensare in modo pratico; il ponte sullo stretto può attendere. Cercate di far vivere il popolo siciliano e calabrese in modo decente, invece di pensare alle grandi opere. Si faccia in modo che possano avere l’acqua e non dover soffrire la sete. Si realizzino le infrastrutture autostradali, ferroviarie e aeroportuali, per far vivere meglio le popolazioni locali e porre le premesse per sviluppare il turismo.
Ci si ricordi che il Nord è in debito nei confronti del Sud. Chi conosce la storia sa, che il primo bilancio dell’Italia unita del 1861, era costituito prevalentemente dalle entrate apportate dal territorio che apparteneva al Regno delle due Sicilie. Si cerchi di colmare il divario fra Nord e Sud, che volutamente è stato creato, in 170 anni di storia. La realizzazione del ponte sullo stretto di Messina significa ignorare le necessità delle popolazioni che soffrono da troppo tempo.
I Borboni non erano certamente degli amministratori da portare come esempio, ma realizzarono il primo collegamento ferroviario in Italia (la Napoli – Portici) a testimonianza del fatto che il Regno delle due Sicilie aveva raggiunto un buon livello rispetto al resto dell’Italia; nel Casertano c’era una fiorente industria tessile, che i piemontesi portano al Nord. E tante altre opere, che sarebbe lungo elencare.
Una volta per tutte, la si smetta di fare le scelte sbagliate e si pensi ai reali bisogni della popolazione e a colmare il divario fra Nord e Sud.
Roberto Fronzuti

Se consentito, proprio le motivazioni negative addotte pongono a favore della più sollecita realizzazione dell’ormai troppo famoso “Ponte sullo Stretto” (senza riferimenti alla sola “Gloriosa Messina”), divenuta “passione” leghista, che mai Scrittori siciliani – che hanno fatto uscire l’Italia dall’isolamento – avrebbero immaginato. Benvenuto, quindi, “Asproponte”!
Proprio le vistose carenze delle vie di comunicazione isolane confermano il noto brocardo: “Adducere inconveniens non est solvere argumentum'”.
il Ponte 2032 è prioritario e troverà Alta velocità in Sicilia e in Tutto il Sud, autostrade ovunque, i Porti internazionali nel Sud e in Sicilia, la Logistica nel Sud e in Sicilia, aree industriali ovunque, senza il ponte nulla