
Cari amici,
di stucco si resta a vederlo dipinto, un povero cranio per nulla succinto. Dolente mi sembra, triviale il suo senso, capire io posso, ma forse anche a stento.
Perfetto il suo tratto, mi lascia perplesso, sia lapis o penna quotidiano complesso.
Di tante vignette sì già impoverite s’aggiunga, arricchita la mia stampa ingrandita.
L’immagine è stolta a mano e matita sia pur non contento di questo mio orgoglio, non voglio travaglio, o dolore, od imbroglio.
Enrico Martelloni

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