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“PERCHE’ LA FLOTTILLA VERRA’ FERMATA”

Dal gennaio 2009 il mare davanti a Gaza è sotto blocco dichiarato. Questo dà copertura legale all’intercettazione di navi dirette alla costa bloccata, ma non è una licenza in bianco. Le regole sono chiare: proclamazione e notifica del blocco, efficacia reale, applicazione imparziale, rispetto delle acque e dei porti neutrali. Dentro questo perimetro si può intimare lo stop, salire a bordo, ispezionare, ordinare la deviazione verso un porto di controllo e, se la nave rifiuta e tenta la forzatura, procedere alla cattura. La forza si usa solo quanto strettamente necessario e in modo proporzionato, dopo avvisi chiari e fuori dalle acque neutrali.

di Piero Terracina | 3 Settembre 2025

Dal gennaio 2009 il mare davanti a Gaza è sotto blocco dichiarato. Questo dà copertura legale all’intercettazione di navi dirette alla costa bloccata, ma non è una licenza in bianco. Le regole sono chiare: proclamazione e notifica del blocco, efficacia reale, applicazione imparziale, rispetto delle acque e dei porti neutrali. Dentro questo perimetro si può intimare lo stop, salire a bordo, ispezionare, ordinare la deviazione verso un porto di controllo e, se la nave rifiuta e tenta la forzatura, procedere alla cattura. La forza si usa solo quanto strettamente necessario e in modo proporzionato, dopo avvisi chiari e fuori dalle acque neutrali.
Perché allora la flottiglia verrà fermata. Perché nasce con l’obiettivo dichiarato di aggirare il blocco e di entrare a Gaza senza passare per i canali di ispezione. In diritto operativo questo è un tentativo di violazione del blocco. La prassi è lineare. Ordine di fermarsi. Ispezione. Deviazione. Se c’è rifiuto, abbordaggio e sequestro. Così funziona un blocco reso effettivo.
Il limite umanitario non si tocca. Un blocco non può servire a colpire i civili né a negare beni indispensabili. Gli aiuti passano attraverso corridoi concordati e controllabili. Qui sta il punto pratico. Chi intende portare beni può essere instradato su quei percorsi. Una flottiglia politica che vuole saltare i controlli viene fermata, non perché porta cibo o medicine, ma perché decide di bypassare i canali di verifica.
Sullo sfondo c’è la realtà del terreno. Gaza è teatro di guerra contro un attore armato radicato nel territorio e trincerato in una rete di tunnel molto estesa. Secondo questa lettura, nella Striscia entrano ogni giorno tonnellate di generi alimentari e altri beni, e dunque non si può invocare la necessità di rompere il blocco per motivi umanitari, perché esistono vie dedicate e controllate per far passare gli aiuti. La discussione pubblica può essere aspra, ma il diritto resta semplice. Gli aiuti passano, le navi che rifiutano il controllo no.
In sintesi. Il blocco dichiarato consente di fermare, ispezionare, deviare e, se serve, catturare. La flottiglia verrà fermata perché vuole aggirare le regole del mare in tempo di guerra. La legalità concreta si misura ogni volta sul come si applica il blocco. Avvisi chiari, controllo reale, canali per gli aiuti, forza minima. Se questi cardini restano al loro posto, l’intercettazione regge.

Piero Terracina

Pubblicato in : Editoriale, EsteriTag: antisemitismo, conflitto palestinese, Flottilla, israele, navi, Palestina

Info Piero Terracina

Mi chiamo Piero Terracina, ho 70 anni, lavoro nel campo delle chitarre dal 1979 e sono un punto di riferimento per molti musicisti.

Ma questa è solo una parte di ciò che sono.

Sono ebreo, panteista, visionario. Non appartengo a nessuna corrente politica, assolutamente apartitico.

Da cinquant’anni studio storia, politica ed economia. Non per mestiere, ma per necessità. Perché capire il mondo non è un passatempo: è un dovere. Scrivo per onestà intellettuale, per rimettere ordine dove il pensiero si è fatto confuso, omologato, pigro.

Non ho mai accettato verità impacchettate né morali a comando.
Credo nella responsabilità personale, nel dubbio, nella tradizione, nella libertà del pensiero critico.
Non appartengo a nessuno. E non scrivo per piacere: scrivo perché tacere, a volte, è peggio che sbagliare.

Da me troverai solo lavori fatti con le mani e idee scolpite con la testa.

Senza slogan. Senza bandiere. Solo ciò che penso. Solo ciò che faccio.

A settembre 2026 ho fondato il sito Volo Radente (www.voloradente.eu) dove pubblico i miei articoli riprodotti anche su Pensalibero.it

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