
Emilio Fede ha avuto due vite professionali, la prima senza dubbio assai più brillante, inviato del Telegiornale nei teatri di guerra, in particolare in medio oriente e successivamente anchorman del TG1; caduto in disgrazia fu “raccolto” e sostenuto per approdare alle reti di Berlusconi.
Fede aveva un legame con l’ambiente socialdemocratico in virtù del suo legame con la Famiglia De Feo, Italo il padre della moglie fu un membro comunista del CLN e successivamente portavoce del presidente della Repubblica Saragat; ma alla testata principale indubbiamente fu in quota DC; caduto in disgrazia per continuare a lavorare andó a dirigere un telegiornale Lombardo : Rete A ( dello stesso editore del giornale di Montanelli) che trasmetteva in “diretta differita”
Emilio si appoggió alle amicizie socialiste (Paolo Pillitteri e chi scrive in particolare) per farsi introdurre a Berlusconi che non voleva saperne di riportare un volto Rai (per giunta discusso) sulle sue reti. Fede non si perse d’animo, da juventino si convertì persino in milanista e alla fine fu ammesso alla corte. Il resto é noto.
Il Tg4 fu una punta avanzata del manipulitismo, non ebbe alcuna pietà o rimorso verso chi lo gratificó di amicizia e solidarietà.
Lo rividi dopo anni ospite del suo TG per commentare i risultati delle europee 2004, tanta acqua era passata sotto i ponti.
Fui piuttosto acido in trasmissione, me ne dolgo, ma non personalmente. Avevo negli occhi quei patetici siparietti nelle serate del suo telegiornale con quel timorato di Dio di cui non ricordo ora il nome (Paolo Brosio, ndr) di fronte al palazzo di giustizia in adorazione del Pm Di Pietro ;
Poi divenne purtroppo per lui protagonista di cronache non edificanti.
Spiace averlo visto triste e invecchiato lasciato fuori dal portone di Arcore; Emilio Fede é stato comunque un personaggio popolare del tempo che abbiamo vissuto. Un pensiero alle figlie ed un pensiero anche al siciliano di Barcellona che fece tanta strada.
Bobo Craxi

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