• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Perché la cultura comunista ha ucciso il comunismo e salvato il capitalismo?

L’articolo analizza come la cultura comunista abbia involontariamente favorito la vittoria del capitalismo, fallendo nell’abolizione della proprietà privata e soffocando la produttività. Nel frattempo, l’istruzione ha creato una nuova élite intellettuale che sfrutta il sapere come proprietà personale, contribuendo a nuove disuguaglianze e conflitti globali.

di Franco Luceri | 20 Luglio 2024

Il mondo della cultura ha sempre indotto l’Umanità a fidarsi della funzione benefica della politica, se indirizzata guidata e corretta filosoficamente.

Platone diceva: “per il bene degli Stati sarebbe necessario che i filosofi fossero re o che i re fossero filosofi.

Solo Karl Marx e Friederich Engels, dopo 22 secoli di inutili aspettative, incominciarono a sospettare che forse il bene era meglio farlo “sorgere” dal basso, dal lavoro dei proletari ignoranti; posto che la pioggia di “bene” dall’alto del sapere umano, non ha mai fermato il diluvio di “male” che si abbatte regolarmente sull’umanità a colpi di sfruttamento, schiavizzazione, povertà, malattia, guerra, stupidità, pazzia, e ora, per buona misura abbiamo anche abbondanza di sconvolgimenti climatici assassini.

Ma il mezzo mondo che sposò la filosofia marxista del bene proletario “sorgivo”, abolendo la proprietà privata scoraggiò a tal punto la produttività, che insieme al “bene” piovoso di Platone aborti  pure il “bene” sorgivo di Marx.

Però l’occidente capitalista non rimase a guardare, ridusse lo sfruttamento del proletariato e incentivò l’istruzione; così i meno sfruttati e i più capaci, a colpi di lauree e master incominciarono a sottrarsi alla dittatura della povertà, e ora sono tanto numerosi, preparati e determinati da condizionare o insidiare persino il potere dei politici e quello dei padroni..

Il capitalismo economico, da unico sfruttatore dell’umanità, rischia di finire sfruttato dai nuovi “capitalisti del sapere”: intellettuali e scienziati; che considerano “proprietà personale”, il sapere che hanno nel cervello, invece di considerarlo con religioso rispetto “PATRIMONIO DELL’UMANITÀ. 

Perché è la selezione plurimillenaria del miglior pensiero e della migliore azione umana di miliardi di pensatori da quando l’uomo aveva la coda: e in quanto patrimonio di tutti andrebbe usato per il “bene” di tutti, non per lo sfruttamento di tutti e l’arriccimento di pochi. O peggio per tenere in guerra il mondo comunista col mondo capitalista.

Marx vide primo e vide giusto, individuando la proprietà come tumore di tutte le disuguaglianze, peccato che non fece in tempo a vedere la barbarie  del capitalismo intellettuale in competizione, complicità o correità col già famelico capitalismo economico.

I veri intellettuali, a cominciare da Socrate, hanno sempre saputo di essere “UMILI CUSTODI TEMPORANEI DEL SAPERE, PATRIMONIO DELL’UMANITÀ“, a cui ciascuno aggiunge il granello insignificante, anzi risibile, della propria presunta verità.

Nella guerra del libero mercato, chi si sente insindacabile proprietario di ciò che sa, è indotto (e a volte anche costretto) a competere, a difendere con le unghie e con i denti il proprio “capitale” e a farlo fruttare, per non tornare nella povertà e nello sfruttamento da cui fugge.
Abolire la proprietà delle cose come voleva Karl Marx, si è rivelata una scelta teoricamente oculata, ma tardiva, parziale e perciò perdente.

Ora a farla da padrone è il dilagante capitalismo intellettuale planetario con le sue armi micidiali: il sapere umanistico e scientifico elefantiaco e inarrestabile, che opera su due fronti: istruzione e informazione.

Oggi chi potrebbe fermare l’intelligenza artificiale se risultasse più dannosa dell’intelligenza naturale che già tende di suo al crimine o all’autolesionismo?

Da un secolo, sul tavolo verde dell’istruzione, la politica mondiale scommette pure le mutande, con la certezza che armati di sapere, noi umani ignoranti cì saremmo convertiti quasi per forza d’inerzia, in uomini onesti, saggi, produttivi, cooperativi, solidali, contributivi e soprattutto capaci di autogovernarci.

Ma da questa mutazione culturale indotta quasi “a mano armata”, salvo pregevoli eccezioni, l’umanità ne è uscita come peggio non si può.
Dopo aver moltiplicato e reso sempre più povera, muta e impotente la classe sociale dei poveri, deboli, malati, indifesi e ignoranti; per accumulare profitti o conservare potere, le due razze di “capitalisti” predatori si stanno sbranando persino tra consanguinei, (vedi Ucraina e Palestina) e si lasciano dietro una scia di vittime innocenti, di catastrofi ambientali e di politici impotenti, condannati a fingere di perseguire la pace minacciando persino la guerra atomica.

Ahinoi, la “siccità di bene” persiste; il diritto alla dignità e alla vita per i poveri del mondo non sorge dagli ignoranti e non piove dai “sapienti”.

La competizione o la complicità tra potenti rapaci o disonesti, disarma gli onesti di tutte le razze: lavoratori, piccoli imprenditori, intellettuali, professionisti e politici liberi, che non si rassegnano a rinunciare alla propria umanità e intelligenza, vivendo di abusi e sopraffazioni.

Rassegniamoci. La chiave per capire qualcosa ce l’ha fornita solo Immanuel Kant con queste inequivocabili parole:

“non c’è virtù così grande che possa essere al sicuro dalla tentazione”.

Salviamo pure qualche eccezione; ma in linea di massima noi “ONESTI” siamo tali perché ancora nessuno ci ha indotti a scivolare o a cadere in “tentazione”, come la buonanima di nostra madre fregata dal serpente e sfrattata dal Padreterno.

Franco Luceri

Pubblicato in : EditorialeTag: capitalismo, comunismo, filosofi, informazione, lavoro, mercato, mondo, selezione

Info Franco Luceri

Nato nel 1941 e residente nel Salento, dopo due anni di esperienza da dipendente, come ragioniere, passò a l’attività autonoma come agente di commercio. Sposato da 46 anni, e pensionato da 10, ormai coltiva la sua passione più grande e quasi trentennale di opinionista dilettante, apolitico e libero, iniziata nel 1987 per il Quotidiano di Lecce e poi estesa alla Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali nazionali o locali con interventi occasionali. Dal 2011 ha un blog personale su internet “il rebus della cultura”. E dopo varie collaborazioni sul web, è approdato, per la cortese ospitalità del Direttore Nicola Cariglia, su Pensalibero.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti