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Perché il M5S dovrebbe votare NO!

Si tratta di una questione di principio, che servirebbe anche al M5S per ribadire che il potere appartenga legittimamente ai cittadini, che lo esercitano nelle forme e nei modi previsti dalla Costituzione.

di Angelo Giubileo | 4 Febbraio 2019

Molti commentatori, anche qualificati, sostengono che: se il M5S votasse si alla richiesta di autorizzazione della Magistratura a procedere nei confronti del ministro dell’Interno Salvini, per i presunti fatti occorsi nella vicenda Diciotti, agirebbe nel pieno e assoluto rispetto del proprio DNA, confermando e quindi in qualche modo rinnovando la scelta “giustizialista” che circa dieci anni fa, il 4 ottobre 2009, avrebbe dato origine alla presentazione ufficiale del Movimento.

E invece, non è questo il fondamento originario del Movimento; sulla cui natura, per l’appunto di movimento, non ci si sofferma mai compiutamente. All’atto della presentazione ufficiale, i due dioscuri di allora, Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, annunciarono infatti che il Movimento non poteva definirsi né come un partito di destra né di sinistra, ma che fosse una “forza politica” costituita in forma di “libera associazione di cittadini”.

E quindi, così come in principio, un movimento contrario alla forma dei partiti tradizionali della Prima e Seconda Repubblica, e in tal guisa un movimento senz’altro “antipartitocratico”, alla stregua in qualche modo delle associazioni fino ad allora inscritte alla galassia di Pannella; e, sempre in tal guisa, un movimento prossimo alle istanze di legittimità e giustizia provenienti dalla Magistratura, oltre tangentopoli, contro la “cattiva” politica e i “cattivi” politici eredi della Prima Repubblica.

Nei circa dieci anni trascorsi, il Movimento ne ha fatta di strada, tanta da arrivare al vertice della politica nazionale e al governo del Paese. In generale, gli osservatori predicono ora per il M5S un rapido declino, suffragato dagl’immancabili sondaggi, in ragione del fatto che i protagonisti del Movimento abbiano dimostrato sia incoerenza che incapacità di governo.

E invece, ciò che più sfugge a codesti osservatori è piuttosto il fatto che il Movimento abbia, come in effetti ha, raggiunto il suo scopo, il suo obiettivo, questo sì assolutamente prioritario, che è stato quello di mutare il destino della partitocrazia in favore dell’associazionismo, né di destra né di sinistra, ma “civico”. Così, che il potere sia in qualche modo uscito dalla sfera dei partiti tradizionali per essere restituito – almeno formalmente e in via di principio, sia chiaro senza pregiudizio alcuno verso i fatti – ai cittadini legittimi detentori in democrazia della forza e del consenso.

L’onorevole Casini, a parte l’ex Presidente Napolitano, in qualità di decano dell’attuale Parlamento ha spiegato molto bene al Corriere della sera che, in ordine alla dibattuta questione, stavolta è in gioco il destino delle Istituzioni, e nello specifico si tratta di “non lasciare alla magistratura il compito di sindacare sulle scelte del governo. Perché di questo si tratta”. E quindi, si tratta di una questione di principio, che servirebbe anche al M5S per ribadire che il potere appartenga legittimamente ai cittadini, che lo esercitano nelle forme e nei modi previsti dalla Costituzione.

Ecco perché, a mio parere, il M5S farebbe bene a votare No alla richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti del Ministro dell’Interno, che, come precisa Casini, “ha agito seguendo una legittima indicazione politica del governo”.

Angelo Giubileo

Pubblicato in : Editoriale, MetamorfosiTag: anni, beppe grillo, casini, consenso, corriere della sera, costituzione, democrazia, governo, magistratura, movimento, napolitano, natura, pannella, parlamento, prima repubblica, repubblica, seconda repubblica

Info Angelo Giubileo

Angelo Giubileo (Torchiara, Salerno, Italy 1 aprile 1965), filosofo, giornalista e scrittore.
Già cultore della materia presso le cattedre di “Filosofia del diritto”, “Teoria dell’interpretazione” e “Logica giuridica” all’Università degli Studi di Salerno (aa.aa. 2000-2003).
Autore di numerosi saggi e articoli, pubblicati in Italia e all’estero.
In qualità di redattore:
– dal 2007 collabora con “Pensalibero” (Vicedirettore dal 2016 al 2023);
– dal 2016 collabora con “Il Quotidiano di Salerno”;
– dal 2018 al 2022 ha collaborato con “Antiche Curiosità” e la rivista “Destrutturalismo”;
– dal 2018 al 2023 ha collaborato con “Asino Rosso”;
– dal 2019 collabora con il “Nuovo Giornale Nazionale”;
– dal 2024 collabora con “PaeseRoma”;
– dal 2025 collabora con il movimento poetico-artistico d’avanguardia “DinAnimismo”.
Tra i saggi, si segnalano: “Scritti politico-liberali” (2016), “Pensioni: modello cileno per l’Italia?” (AA.VV. 2018), “L’essere e il nulla nell’era della tecnica” (2018), “La Macchina del tempo” in “TDay” (AA.VV. 2019), “L’alba del Mondo Nuovo” (2020), “Da Parmenide a Heidegger e ritorno” (2023), “Tutto è eterno” (2024); tutti disponibili in qualsiasi store.
Nel 2022 è stato cofirmatario dell’appello “Per una nuova bandiera euro-nazionale” pubblicato su Le Journal du Dimanche. In quanto autore dell’articolo “L’essere oltre la profezia”, pubblicato in “Dell’anno 2100” (AA.VV. 2023), è stato citato da Günter Berghaus nel suo periodico catalogo “A bibliography of Publications on Futurism” (2023). Nel 2025, è stato autore della prefazione “Il volo” alla versione italiana del saggio “Meccanica irrazionale” del fisico transumanista Giulio Prisco.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. marco bonavia

    5 Febbraio 2019 alle 08:09

    Gent.mo pensatore, Lei ha perfettamente disegnato il Movimento 5 Stelle così come vuole essere, così come è diventato una forza di governo legittimata da consenso e voti.
    Nel mezzo di tanto inchiostro nemico, che non vuole riconoscere gli errori madornali del passato, l’anacronistica visione di un mondo ancora legato a vecchie spartizioni o, peggio, a vecchi ideologie buone solo per i banchi di scuola, Lei traccia un chiaro e , mi sia permesso, didattico profilo di una nuova visione del fare politica intesa come ascolto delle necessità delle persone. A sostegno di quanto testè affermato, fresca notizia, la Confindustria si schiera apertamente contro il reddito di cittadinanza: certo IL LAVORO DEVE RESTARE UN BISOGNO, NON UN DIRITTO.
    Si potranno fare errori, correzioni e anche qualche forzatura rispetto ai dogmi del movimento, ma sono convinto che dare fastidio ai poteri forti è segno che siamo sulla strada giusta (da percorrere tutta)!
    Cordialmente, complimenti.

    Rispondi

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