Per un socialista di sinistra, dire di no al referendum renziano è una cosa scontata; tanto da non dover essere nemmeno argomentata. Pure dobbiamo argomentarla; almeno se vogliamo non solo “assumere un atteggiamento”ma impegnarci nella campagna in modo da contribuire al suo successo. E qui dobbiamo tenere presenti due cose: primo che, a tutt’oggi, il sì e il no si equivalgono; secondo che più di un terzo dell’elettorato ( parlo di quello orientato ad andare a votare) è ancora incerto sulla scelta da compiere. Ora, statene pur certi, questa parte dell’elettorato sarà oggetto di un vero e proprio bombardamento propagandistico da parte del premier, un bombardamento in cui verranno usati tutti i mezzi e condotto in toni esasperati , basati sull’O/O. O la presenza di una guida sicura, in grado di spazzare via gli uomini e le cose del passato o il loro ritorno. E, allora, ve lo domando, ve la sentite di reggere questo tipo di confronto ? Anche sapendo che la sconfitta di Renzi non sarà necessariamente un successo per la sinistra e per la chiarezza delle sue posizioni alternative ? Per quanto mi riguarda, penso di sì: perchè il confronto di ottobre non sarà un confronto sul merito della riforma o sul bilancio del governo; ma molto più semplicemente tra la falsa efficienza offerta da un esecutivo arrogante e incompetente e le infinite risorse offerte dal recupero della democrazia e dal suo disordine creatore. Un confronto oggi in atto un pò in tutto il mondo; un confronto da cui non possiamo sottrarci.
Perché dire no
Il confronto di ottobre non sarà un confronto sul merito della riforma ma tra la falsa efficienza offerta da un esecutivo arrogante e incompetente e le infinite risorse offerte dal recupero della democrazia.

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