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Perché dare il premio Sakharov al nuovo proprietario di Twitter (X)? 

Che c’ azzecca Elon Musk con Nelson Mandela, Alexander Dubcek, Alexei Navalny per citare alcune delle personalità a cui negli anni scorsi è stato assegnato il premio  lotta per la loro per la libertà? Le piattaforme dei social media sono peraltro  solo in parte strumenti di libertà. Certo non parliamo della cinese Wechat (Tencent) che è l’ espressione massima della sorveglianza di massa e del totalitarismo digitale del regime di Pechino. Ma anche dalle nostre parti il discorso è quantomeno ambivalente. 

di Marco Mayer | 21 Settembre 2023

Con due post su (X ex Twitter) uno in italiano ed uno in inglese, ieri  Matteo Salvini ha annunciato  che il  gruppo “Identità e Democrazia” al Parlamento Europeo ha candidato   il celebre imprenditore sud africano Elon Musk per il prestigioso premio Sakharov. 

.  https://twitter.com/matteosalvinimi/status/1704510330544538073?t=ALMGL7FXGrWG9WzuE6gTew&s=08

?? For 2023's #SakharovPrize for Freedom of Thought, Italy's Lega and the ID Group have nominated @elonmusk: through his commitment at @X (formerly Twitter), he has provided and continues to provide a significant contribution to advancing democracy and freedom on the Internet,…

— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) September 20, 2023

La domanda da rivolgere a  Salvini e’ molto semplice : perché   dare il premio Sakharov al nuovo proprietario di Twitter (X)?  Porrei la stessa domanda se Salvini avesse  candidato Mark Zuckenberg che come ha il controllo di  Meta, Facebook, Linkedin,  Whatsapp e Instagram.

Che c’ azzecca Elon Musk con Nelson Mandela, Alexander Dubcek, Alexei Navalny per citare alcune delle personalità a cui negli anni scorsi è stato assegnato il premio  lotta per la loro per la libertà? 

Le piattaforme dei social media sono peraltro  solo in parte strumenti di libertà. Certo non parliamo della cinese Wechat (Tencent) che è l’ espressione massima della sorveglianza di massa e del totalitarismo digitale del regime di Pechino. 

Ma anche dalle nostre parti il discorso è quantomeno ambivalente.  Oltre a consentire – a differenza che in Cina – la libertà di espressione senza censura, i  colossi digitali (X di  Elon Musk compreso)  utilizzano i nostri dati per sofisticate tecniche personalizzate di marketing, per lanciare messaggi subliminali e manipolatori. Per non parlare dell’effeto dipendenza in milioni di utenti (la famosa “digital addiction” ). 

Talora sono stati anche protagonisti gravi lesioni alle libertà politiche come nel famoso caso “Cambridge Analityca” di Steve Bannon in collaborazione con Facebook. https://www.startmag.it/innovazione/che-cosa-combinera-meta-con-la-pubblicita-su-whatsapp/
Non se Matteo Salvini troverà il tempo di rispondere alla  domanda che ho posto ai lettori di Startmag. Certo la sua scelta appare ancora più strana se si pensa che la maggioranza dei gruppi al Parlamento Europeo ha pensato di assegnare il premio Sakharov  alla memoria di Masha Amini, morta perché un piccolo  ciuffo di capelli  le usciva dal velo. 

Un anno fa Masha Amini è stata l’ ennesima vittima della  polizia religiosa iraniana che in alcune occasioni è riuscita a superare gli atti efferati che hanno caratterizzato i periodi più bui della Santa Inquisizione. 

Non so quali impegni ha preso con Elon Musk, ma nei panni di Salvini non farei mancare l’ appoggio al ricordo di Masha Amini come concreto segno di solidarietà al movimento delle donne iraniane e alle loro parole d’ordine: Donna, Vita e Libertà. https://www.startmag.it/sanita/cosa-ce-dietro-i-misteriosi-avvelenamenti-delle-ragazze-nelle-scuole-in-iran

Marco Mayer

Pubblicato in : SituazioneTag: anni, censura, cina, democrazia, discorso, espressione, iran, massa, movimento, parlamento, polizia, regime

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

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