L’avvenuto incontro del Gruppo dei Centouno con Matteo Renzi mi porta a fare alcune considerazioni, naturalmente di carattere personale. La scelta di votare per il candidato uscito dalle primarie di coalizione direttamente al primo turno non è stata una scelta facile e non posso dire che si tratti di una prima scelta, perché, per quanto mi riguarda, le prime scelte sarebbero state due, pressappoco equivalenti. Sullo stesso piano infatti avevo messo Valdo Spini, al quale davo credito per un duplice ordine di motivazioni.
In primo luogo perché ritengo che l’impostazione da lui data al programma si addica molto ad una città come Firenze nel suo attuale momento, nelle sue attuali condizioni: un programma di movimento, razionalizzatore e riformatore, attento anche alla storia ed alla cultura e non solo per fare della storia e della cultura un alibi per lasciare tutto così com’è.
In secondo luogo perché sento in maniera intensa le ragioni di un’area di pensiero e politica che, nella sinistra, si contrapponga alle pasticciate vicende del partito democratico e al tempo stesso sappia indicare nuovi sbocchi alle componenti che vogliano uscire dal vicolo cieco in cui le sta portando l’area della sinistra antagonista e conservatrice. E la lista Spini poteva essere l’occasione per chiamare a raccolta e rappresentare le forze che da una parte si rifanno ai valori laici, liberali e socialisti, dall’altra le voci dalla sinistra. Questo tentativo poteva costituire anche il nucleo di un’esperienza nazionale più strategica e meno improvvisata di Sinistra e Libertà, che comunque resta, al momento attuale, l’unico punto d’approdo per un voto europeo orientato a quest’area.
Purtroppo riguardo a questa seconda considerazione non è andata propriamente così. Anzi, è stata scelta e privilegiata l’alleanza che va esattamente nella direzione contraria, quella della sinistra conservatrice, anche in palese contraddizione con tanti aspetti qualificanti del programma. Voglio sperare che ciò sia avvenuto solo per far numero, ma tanto è.
Adesso resta solo da augurarsi che non tutto vada disperso. A Valdo infatti non si può disconoscere la validità di un impegno, anche culturale, per una piattaforma programmatica moderna ed ambiziosa; perciò, indipendentemente dalle deludenti alleanze elettorali, mi auguro che la sua battaglia non si esaurisca nel fine di un risultato e che domani il suo programma possa costituire un patrimonio d’idee a disposizione di tutti.
Matteo Renzi punta sul nuovo e sul pragmatico, ma dovrà fare i conti con le profondità del suo partito, col sistema di potere fiorentino e con le sue articolate e contraddittorie manifestazioni. Per questo avrà bisogno del contributo di tante forze innovative, quelle che, come i Centouno, oggi si schierano direttamente con lui, ma anche quelle che domani sapranno e vorranno far pervenire da fuori il loro apporto.
Silla Cellino

Le perplessità su Renzi sono certo plausibili ,visto l’abbraccio plateale del Domnici (funzionario di partito prima che Sindaco ,ed avverso prima delle “primarie”!) e stante l’aver accettato la alleanza con il gruppo del Falciani( non credibile nè come laico nè come socialista,certo ottimo opportunista). Ma sulla persona ,visti i plateali ed aperti appelli alla buona amministrazione (non certo quella subìta sinora!) ,non ci sono da avere dubbi ,ma speranze…fusse che fusse la volta buona? Se raccattare qua e là significa avere liste di sostegno proprie ,con candidati “politicamente” puliti ( e che il Partito non voleva),allora penso che meriti scommetterci sù….
Confermo le perplessità su Renzi….un candidato che quanto ad ammucchiate pare uno specialista.
Si è pure creato i suoi “comunisti fiorentini” ai quali non è parso il vero di saltare sul carro del “vincitore” (?).
Questo raccattare qua e là non gioverà ad una eventale giunta e ci potrebbero essere, come è successo in provincia, epurazioni di assessori non consenzienti.
Il voto a Renzi è un voto di continuità alle scelte della giunta Domenici il cui bilancio è sotto gli occhi di tutti.
Voltare pagina PLEASE !
cordialità
Alessandro VIERI