• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Per uscire dalla irrilevanza la UE deve sfidare la Cina

Mario Draghi al meeting di Rimini ha fatto riferimento ad una fase ormai superata:  l’era liberale in cui dominava la fede nell’ efficienza dei mercati, nella riduzione del ruolo dello Stato, nello sviluppo di autorità regolatrici indipendenti dalla politica. A mio avviso questa  ricostruzione di Draghi non è  del tutto esatta. Sul piano delle idee non c’ è dubbio che il liberismo economico sia stata la visione assolutamente dominante, ma altrettanto non si può dire – se non in parte –  sul versante della verità effettuale. Una discrasia macroscopica tra discorso pubblico e dati di fatto è innanzitutto  rappresentata dalla Cina,  oltre che  da altri paesi BRICS.

di Marco Mayer | 30 Agosto 2025

Mario Draghi al meeting di Rimini ha fatto riferimento ad una fase ormai superata:  l’era liberale in cui dominava la fede nell’ efficienza dei mercati, nella riduzione del ruolo dello Stato, nello sviluppo di autorità regolatrici indipendenti dalla politica. A mio avviso questa  ricostruzione di Draghi non è  del tutto esatta. Sul piano delle idee non c’ è dubbio che il liberismo economico sia stata la visione assolutamente dominante, ma altrettanto non si può dire – se non in parte –  sul versante della verità effettuale. Una discrasia macroscopica tra discorso pubblico e dati di fatto è innanzitutto  rappresentata dalla Cina,  oltre che  da altri paesi BRICS. Dopo il suo  ingresso nel WTO  il Dragone ha seguito solo a parole il paradigma liberista. Negli ultimi 25 anni – nonostante le altisonanti promesse di “opening up” – Pechino ha perseguito una politica di sostanziale chiusura: niente convertibilita piena della valuta, controlli rigidi e compartecipazioni opache che  ostacolano gli investimenti stranieri, lauti aiuti di stato alle proprie industrie, messa in atto di una vasta gamma di misure protezionistiche. Nell’ ultimo quarto di secolo non c’ è stata dunque un’ economia internazionale  fondata su un reale ed efficace “level playing field” di carattere globale. I  processi di globalizzazione più che seguire la logica delle regole e delle liberta’ di mercato hanno spesso assunto un carattere asimmetrico per la mancanza di reciprocità dei margini di operatività tra le imprese e tra le nazioni. 

In questo quadro e’  ben noto come le aziende cinesi abbiano potuto operare con un elevato grado di libertà in giro per il mondo,   esattamente il contrario di quanto è accaduto (e accade tuttora) alle imprese straniere in Cina. Quando Pechino attacca la Casa Bianca per i dazi può anche avere le sue  ragioni, ma non si può fare a meno di osservare “da che pulpito viene la predica”.

Nei due decenni passati i paesi europei hanno preferito sorvolare su queste asimmetrie strutturali pur di attrarre capitali e flussi finanziari cinesi, talora anche per compensare le politiche di austerità della Commissione. Ma l’ aver agito in ordine sparso  – e caso per caso  – è uno dei fattori che spiega l’ irrivelanza dell’ Europa di cui sempre a Rimini ha giustamente parlato Mario Draghi. Come superare questa irrivelanza? A mio avviso una delle  condizioni indispensabili  è che l’  Unione Europea trovi finalmente il coraggio di misurarsi con la grande sfida economica e politica rappresentata dal Dragone. In  questa fase di inedita incertezza per le erratiche e aggressive politiche commerciali del presidente Trump  l’ Europa non può vivere alla giornata.  I leader europei si devono dotare  di una strategia comune di medio e lungo periodo nei confronti del Dragone, strategia sino ad oggi del tutto assente. La sfida della Cina ha un valore paradigmatico perché fa comprendere a tutti qual’ è la dimensione su cui l’ Europa è  chiamata a misurarsi. I cittadini di tutti gli orientamenti condividono l’ esigenza di una politica più assertiva nei confronti di Pechino, ma  sinora la Cina ha abilmente giocato sulle divisioni partitiche e nazionali. E’ l’ ora di reagire con  una politica  capace di  alternare  carota e bastone – con l’ obiettivo di  riequilibrare gradualmente i rapporti di forza tra Europa e  Dragone.  Per  una serie di circostanze la Cina ha più bisogno dell’ Europa di quanto l’ Europa abbia bisogno della Cina. Si tratta di un  punto di forza che spesso viene sottovalutato . I  ceti sociali che hanno perso lavoro,  reddito e status in seguito alla  globalizzazione a senso unico sanno di aver pagato cara la sudditanza dei loro governanti alla spregiudicatezza del Dragone. L’ opinione pubblica e’ pronta, ma c’ è ancora scetticismo perché inseguendo gli  interessi particolari delle lobbies e/o la retorica delle piccole patrie non si va da nessuna parte. I cittadini europei hanno tutto l’ interesse a fare finalmente e seriamente i conti con la Cina, ma devono sapere che per farli serve una lungimiranza politica di cui i leader europei sin ora non hanno dato prova. 

Marco Mayer

Pubblicato in : AperturaTag: bce, comunione e liberazione, euro, mario draghi, meeting rimini, WTO

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Luca Bagatin

    30 Agosto 2025 alle 11:17

    La Cina sta per diventare pressoché la prima potenza mondiale. Il popolo cinese e conseguentemente la sua classe dirigente, hanno saputo imparare dalla Storia e dagli errori del passato.
    Hanno creato una economia aperta, ma allo stesso tempo regolata. Che poi era il fondamento di quel liberalsocialismo che l’Europa ha perduto da molti decenni (quello di Craxi e Mitterrand).
    L’UE non solo non ha imparato dai suoi errori e ha defenestrato una classe dirigente seria (quella di Craxi e Mitterrand, appunto), ma ha fatto di tutto per creare le basi per la sua totale marginalità e sconfitta. l’ho scritto in molti articoli, ma è sotto gli occhi di tutti.
    In merito condivido in toto la posizione dell’ amico prof. Giancarlo Elia Valori, che non nasce oggi, ma molto decenni fa e frutto della sua esperienza di analista geopolitico e manager pubblico. il futuro è la Cina e il futuro è una sinergia fra UE e BRICS.
    Avventurismi diversi sono totalmente velleitari. Una contrapposizione con la Cina, poi, è uno scenario da Guerra Fredda fuori dal tempo e dalla logica.
    Un ulteriore passo verso la scomparsa dell’UE.

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti