Sui rapporti tra società e politica, sulle volontà e capacità dei laici di porre in essere un progetto idoneo ad un assestamento degli equilibri tra parti sociali e poteri forti, nella volontà e capacità di aggregarsi, di impegnarsi nell’interesse della collettività che coincida con quello del singolo presso il Cfm il presidente del Polo laico liberal socialista, Nicola Cariglia, ha incontrato un folto pubblico, proveniente da diverse realtà associative e politiche, accomunate dall’idea e dalla volontà di unire le proprie forze. Nella prospettiva di un cambiamento, che ricostruisca il rapporto politica-società, in nome di un socialismo figlio della cultura liberale. Su questo tema, molti sono stati i problemi posti sul tavolo del dibattito, presieduto da Gabriele Ariola, coordinatore del gruppo napoletano del Polo laico, che ha introdotto le relazione di Giovanni Fiorentino e Vincenzo Oliva, della direzione nazionale del Polo laico, e di Fabio Amiranda, giornalista dell’edizione napoletana di pensalibero.it.
A introdurre il convegno un, ormai, “padre nobile” della fede socialista, Umberto Franchini. Teorico di un “nuovo” che tragga forza di progetto dai valori dell’Enciclopedia, dell’illuminismo, dalla riflesione del pensiero laico pre-romantico. Così Franchini, in una aperta antitesi alle soluzioni di un indeterminato “polo laico’, come poi tracciato da Nicola Cariglia, ha espresso una metafora con la quale ha voluto far riflettere sulla necessità di una forza rivoluzionaria che crei una nuova cultura della politica. Con l’emersione della nuova cultura di anteposizione ai valori dei “padri” e certa di una dialettica fisiologica delle nuove generazioni. Franchini si è soffermato sui metodi; quindi sulla necessità di organizzare un nuovo anche nei modi stessi della aggegazione e finanche sulle rilevanze della multimedialità oggi espresse dal giornale on line pensalibero che, nell’edizione napoletana, già espone in sè un progetto culturale-politico di vasta portata ed incidenza. Per questo, necessario, quindi, di venire ancor più motivato da una prospettiva organizzativa e strutturale ben definita. Chiedendo, infine, la mutazione di un logo incompresibile in prospettiva, PLLS, caducato già dai suoi riferimenti obsoleti e non contemporanei.
Fabio Amiranda, si è interrogato su quali risposte dare alle domande sulla funzione della politica e sulla possibilità del singolo di essere padrone del proprio destino. E ha sottolineato l’importanza di “individuare obiettivi condivisibili, nei quali tutti possano identificarsi”.
Giovanni Fiorentino è intervenuto riferendosi allo scollamento tra società e politica, sostenendo: “Questo scollamento non è iniziato con Tangentopoli, ma dal tradimento della Costituzione repubblicana, fondata su principi liberali e socialisti. Quando la politica si è ridotta a interesse personale a scapito di quello della collettività, allora è nata la divisione, da attribuirsi a un costume della politica, quindi a un processo che Tangentopoli ha solo smascherato”
Vincenzo Oliva, ha messo il coltello nella piaga delle problematiche da risolvere, con un tono non di indignazione ma di partecipazione civile. Soffermandosi sulle emergenze che affliggono Napoli, quali, il problema del precariato del lavoro, della endemica disorganizzazione della città che si traduce, in uffici malfunzionanti per inefficienza delle strutture, carenza del personale, scarsa responsabilizzazione generalizzata sino al problema dei rifiuti, alla modifica dell’ordinameto carcerario ed altri.
Raffaele Mauro, coordinatore per il Lazio del Polo Laico Liberal Socialista, ha espresso il valore della tradizione storico-politica napoletana, incarnata da personaggi come Eleonora Pimentel Fonseca, martire della libertà e di un progetto civile che anche se soffocato nel sangue, vive ancora nella memoria.
Sono intervenutoi nel dibattito Andrea Bonaiuto, Marco Monaco, Antonio Mosca, Mario Francese, Enzo Amato, i quali tutti, con varie motivazioni e critiche all’attuale assetto politico e condizioni di governabilità, hanno espresso viva soddisfazione per la presenza e l’interesse manifestato dalle forze, di matrice liberal socialiste, radicali, laiche, accorse al convegno.
Nel trarre le conclusioni Nicola Cariglia ha sottolineato che il fine del suo progetto è quello di unire il più ampio ventaglio di forze laiche, provenienti dalle file dei repubblicani, liberali, socialdemocratici, anche delusi dai Ds, senza escludere il recupero di liberali che sono schierati con il centro destra. Suo l’intento è di creare una grande partito laico liberal socialista, perché: “i socialisti non possono non essere protagonisti importanti della politica. E la frammentazione degli ultimi anni li ha relegati a un ruolo che non gli compete per storia. E soprattutto creare un soggetto autonomo, non come la rosa nel pugno, che è legata con un piede ai radicali e con l’altro allo Sdi. In virtù di questo se si riesce a costituire una entità ampia, allora anche la costituente socialista di Boselli va bene”.
Nicola Cariglia considera questo progetto -di un nuovo soggetto liberal socialista- come un sasso lanciato nella stagnazione della politica, tale da smuovere le acque e farle scorrere verso la modernità. Perciò si è definito liberale in economia ma socialista per quel che riguarda la presenza dello Stato nella società. Che deve garantire una serie di servizi, affinchè il cittadino si senta tutelato e messo nelle condizioni di operare.
Il nuovo soggetto liberal socialista, a dire di Cariglia, si troverebbe in sintonia con aspirazioni ampiamente diffuse nella pubblica opinione che, volutamente o per contraddizioni interne, entrambi gli attuali schieramenti non riescono a soddisfare: innalzando l’età pensionabile, trasferendo le risorse a tutela di chi resta senza lavoro. Con la drastica riduzione dei costi della politica; con la trasparenza e regole certe del mercato; con la crescita graduale del federalismo fiscale. Ancora con uno Stato più leggero ed efficiente, quindi con l’eliminazione di Province e Comunità montane, accorpamento dei Comuni minori; solidarietà euroatlantica in politica estera; centralità della politica attraverso il recupero degli spazi occupati da altre istituzioni (Chiesa, sindacati, finanza, etc).
Paulette Ievoli

Napoli -Sabato 5 Maggio ore 16-
Lascia un commento