Vedremo come si sviluppa il dibattito a Bertinoro. Fin da ora comunque sarà utile mettere a fuoco alcuni concetti:
1) E’ del tutto velleitario pensare di dar vita a qualcosa che sia in concorrenza con il Partito Democratico. Quella formazione politica, sempre che nasca, rappresenta l’incontro tra due filoni politici e culturali che hanno radici profonde in Italia e che sono diversi, anzi diversissimi, da quei filoni ai quali ci richiamiamo noi. Parimenti è velleitario e sbagliato pensare di essere noi la risposta alla domanda di molti di avere in Italia la permanenza di un partito socialista, nel caso ovviamente di nascita del Pd. Il disegno di Mussi è altra cosa rispetto a noi;
2) Se nascerà davvero la nostra formazione, sarà una formazione sul tipo del nuovo partito laburista di Blair che non potrà andare ad aggiungersi al centro sinistra attuale; la nostra formazione per nascere ha poi bisogno di una legge elettorale favorevole, ad esempio sul tipo di quella tedesca, proporzionale con soglia di sbarramento al 5%. Senza una legge di questo tipo non c’è niente da fare. Non dimentichiamo fra l’altro che c’è la mina vagante del referendum che se indetto, vince alla grande e allora addio sogni di gloria;
3) se ci poniamo nell’ottica di avere una presenza politica dignitosa, non a rimorchio di nessuno, dobbiamo avere l’obiettivo di creare, attorno ad alcuni contenuti di cui dovremo prima o poi parlare, una forza politica che, nell’ottica di una alleanza con il centro sinistra, escluda categoricamente anche solo la possibilità di stare insieme a Verdi, Comunisti, e Rifondazione. Noi siamo alternativi a tutti questi e il disegno funziona se riusciremo ad essere un partito che può sostituire queste forze in una eventuale maggioranza con Ds e Margherita oppure, se lo fanno, con il Pd. Non ci sono altre strade. Non vedo nemmeno come si possa pensare di stare insieme a Mussi che non ha assolutamente niente di laico, di liberale e nemmeno di socialista riformista.
I disegni a tavolino possono essere affascinanti ma lasciano il tempo che trovano. Noi possiamo crescere solo se facciamo proposte serie e non demagogiche e se facciamo vedere all’elettorato che siamo interessati ad un progetto politico e non a una o due poltrone, come stanno facendo invece tutti i piccoli di questo centro sinistra, con in testa Boselli, Pannella e company. La caduta di Prodi rafforza tutte queste considerazioni. Saluti
Giancarlo Magni

Lascia un commento