Tutti noi che non abbiamo mai creduto a questo bipolarismo forzato e bastardo che ci è stato imposto in questi anni buttati al vento, dovremmo rispedire al mittente tutte le lezioni vuote e tronfie dei tantissimi politici e politologi da operetta al servizio del regime.
Ricordiamo i vantaggi e le delizie che ci venivano propinate per accreditare il “nuovo” sistema. La stabilità dei governi; la loro efficienza; il rapporto diretto tra elettori ed eletti; la mancanza di alchimie da prima repubblica; il confine netto fra maggioranza e opposizione.
Potremmo continuare a lungo. E contrapporre quello che invece si è verificato: governi che cascano dopo nove mesi (come quello di Prodi) o che durano senza governare (Berlusconi); leggi pasticciate che spesso vengono solo annunciate e mai approvate dal Parlamento; elettori che non conoscono i parlamentari alla cui elezione non contribuiscono perché è stata tolta loro perfino la preferenza; manovre da basso impero, tanto che il Senato viene tranquillamente paragonato all’Hotel Gallia, cioè l’albergo dove si svolgeva in clima di caciara il calciomercato; e, infine, la mortificante (per le istituzioni democratiche) caccia convulsa al senatore disponibile a “cambiare fronte” e tradire il mandato dei propri elettori.
E’ lo spettacolo cui stiamo assistendo in queste frenetiche ore. E i cacciatori più impegnati sono proprio coloro che più si esercitavano a dare lezioni: i ”duri e puri” del bipolarismo.
Dovremo abituarci a guardarli negli occhi, tutte le volte che li incontriamo. Vediamo se ancora e con quale faccia hanno il coraggio di raccontarci le stesse favole. Purtroppo, non possiamo fare a meno di citare un esempio per tutti. Il leader dei radicali Marco Pannella. Era quello che non si contentava del semplice bipolarismo. Ricordate? Lui voleva il bipartitismo secco all’americana. Lo ha ripetuto ossessivamente, scagliandosi con la consueta violenza verbale contro ogni forma di proporzionalismo: la genesi di ogni male.
Ora, non solo si appella alla interpretazione più esasperatamente proporzionalista per reclamare quattro senatori. Si è addirittura impadronito della bandiera che esorta al “voltagabbanismo” pur di tirare a campare. Per un Prodi bis, si è appellato a possibili transfughi; li vuole, li cerca. “Penso alle dichiarazioni di Raffaele Lombardo – ha detto Pannella- penso a Bruno Tabacci, al Nuovo Psi, a Marco Follini e agli
autononimisti… Insomma, quella gente che dice ‘Prodi non e’ un
problema. Ecco, sei mesi fa non l’avrebbero detto”.
Pensiamoci bene: iniziative come la Costituente Laica Liberale e Socialista e l’appuntamento di Bertinoro cadono in questo clima. In un momento in cui alla ripresa economica fa da contraltare una crisi del sistema politico mai così profonda. Per essere veramente protagonisti e artefici di un nuovo progetto occorrerà tenerne conto. Non è consentito volare basso.
(n. c.)
Bipolaristi del menga!
Caccia convulsa al senatore disponibile a “cambiare fronte”. E’ lo spettacolo cui stiamo assistendo in queste frenetiche ore. E i cacciatori più impegnati sono proprio coloro che più si esercitavano a dare lezioni: i ”duri e puri” del bipolarismo. A cominciare, purtroppo, da Pannella….

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