Quale augurio al Partito Socialista che ha aperto ufficialmente la sua Costituente il 5 e 6 ottobre? Quid agendum? I grandi giornali che hanno negato spazio (attimi fuggenti dalla RAI!) alla due-giorni dell’evento,gli stessi che vollero il’92 ed ora definiscono(E.Berselli-Espresso) “imputridita” la seconda Repubblica,riconoscono (Corsera) che “il quadretto”,cioè la situazione, sia “proprio quello del ‘92”.Ma non collegano l’evento al quadro,nemmeno per rispondere all’interrogativo che li orienta al cambio di Prodi!
Evidentemente si accetta il regime;e l’attenzione resta sul rapporto tra opinione pubblica e politica,cioè sulla caccia al consenso,primo dei due cardini “culturali” del Berlusconismo, insieme alla “legalizzazione” dell’uso privato delle istituzioni (per aziende o per più modeste..indennità).Se invece fosse sopravvissuta la “figura ..del Segretario democristiano” ,rimpianta da Amato,la preoccupazione sarebbe stata per “la dissoluzione dell’ordine sociale (e) la disgregazione dell’ordine politico”,come riporta di Moro,nel 1977,il Presidente Napoletano nel Suo ultimo libro.Dove si sottolinea come,il decennio della rivoluzione studente- sca,della strategia della tensione,dell’attacco armato allo Stato,dei Corpi separati e dei Settori deviati; dell’inflazione verso il 20% , della “caduta della lira e del grave deterioramento dei …pagamenti”,fu superato perché innanzitutto il PCI di Berlinguer,pur fuori dal governo,s’impegnò fino alla Solidarietà Democratica, in “un’assunzione di responsabilità”che impose prezzi altissimi,in vite e costi sociali,a rischio di deludere la Base. Altro che questua di consensi ed interessi privati!!
Con la Seconda Repubblica, è invece questo che conta;non più il sistema fondato sulla partecipazione dei cittadini,garantita “con (il) metodo democratico”!Perciò la riduzione soft del diritto di voto(diciamolo chiaro,”bloccando” già attraverso l’uninominale alla Camera !) ed il regime oligarchico a tutti i livelli.
Tanto che ad Annozero s’irride sulla paternità piduista del disegno istituzionale in via di consolidamento!
Si litiga sul modo di renderle al grande pubblico e non sulla disoccupazione o criminalità organizzata o disgregazione a Sud che ne sono l’oggetto!Del resto,se non fosse questo il “quadretto”,perché il “pericolo del’92”, la paura del “precipizio”? Perché c’è la disaffezione dell’opinione pubblica ,che,invece,negli anni di piombo,si strinse intorno allo Stato, pur mentre imponeva “decisioni impopolari ..sacrifici”?
Fanno paura i comici? Ma perché sono “finiti i partiti democratici” (Baget Bozzo) che,sebbene da riformare, sapevano indicare valori ed orientare ad essi. Ci fosse stata l’Unificazione nel ’92,sarebbero prevalse le bussole della Tradizione,della politica e delle istituzioni per realizzare lo scopo fisso della democrazia compiuta E non avremmo la deriva centrista come fusione fredda d’apparati vecchi e nuovi,ben rodatisi, nell’Ulivo e prima, a fare l’asso-piglia-tutto;capaci e pronti a giocar duro:certamente a Sud. Mentre il Nord sta con Grillo e Bossi ed il resto col Cavaliere? Che bell’alternanza “a perdere”! Perciò,niente illusioni che cada a pezzi,da sola,gentilmente;né astuzie di collaborazioni nel contesto berlusconiano!
Regole(e controlli)attuativi (finalmente!) dell’art.49 C.C.,per credibilità,fiducia e garanzie ai e dai cittadini ; Solidarietà Socialista per un’azione incisiva che autorizzi speranza e mobiliti entusiasmi,che possa incidere;
rilancio della democrazia partecipata con una legge elettorale per la Camera che consenta preferenze e sbarramento (collegi di 13/15 seggi),partecipazione dei minori (con riserva?) ai resti nazionali e governi fondati sui programmi.Cioè,con la cultura politica di Sinistra,nel Socialismo Europeo. Che da subito si dia un patto di consultazione che prepari l’azione,dal Centro alle Periferie.
Sarà difficile e certamente complesso,ma non si tratta di sopravvivere ..con le briciole e nella concorrenza tra cantieri limitrofi ridotti a.. cantucci.Non si può più sfuggire alla necessità di una Sinistra come “bene di tutti e responsabilità di ciascuno”. A meno che non debba davvero bastare un diluvio di..risate!!
Nicola Savino
già deputato PSI
Per un governo fondato sul programma
Sarà difficile e certamente complesso,ma non si tratta di sopravvivere ..con le briciole e nella concorrenza tra cantieri limitrofi ridotti a.. cantucci.Non si può più sfuggire alla necessità di una Sinistra come “bene di tutti e responsabilità di ciascuno”. dI Nicola Savino

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