C’è stata una grande manifestazione di democrazia che non può non colpire anche chi, come me, non ha condiviso il progetto. La partecipazione è stata alta ed è questo il dato che deve far riflettere tutti.
L’operazione Partito Democratico è nata a tavolino (come la Costituente Socialista), ma lungo la strada ci sono stati dei correttivi, addirittura degli, sconvolgimenti che vanno esaminati.
E’ indubbio che l’operazione è nata con un “candidato della Corona”, con il solito “candidato unico” di sovietica-comunista memoria o reduce dai passaggi sottobanco di memoria (mai cancellata) democristiana. In fondo il partito che nasce li unisce insieme e non poteva che unire i difetti.
Ma tutto possiamo dire, ma non che non c’è stata una consultazione vera perché almeno due candidati su tre hanno portato elementi di differenza politica tali da caratterizzare la consultazione in modo ben diverso dalle precedenti primarie che videro Prodi candidato non meno unico di Veltroni, ma con una serie di candidati “contro” di pura facciata.
Letta e la Bindi invece hanno portato avanti, sin dall’investitura, progetti diversi rispetto a Veltroni con delle differenziazioni squisitamente politiche.
Per queste ragioni la consultazione è tutt’altro che di cartone.
La Bindi ha voluto catalizzare a se quella parte del popolo dei Democratici che vuole restare fedele al mandato elettorale dato all’Unione a fronte dei propositi del Veltroni che ci ha lasciato capire che non disdegna le solite soluzioni all’italiana, fossero anche le c.d. larghe intese, quell’eterna ricerca del compromesso sotto banco che ci allontana sempre di più dall’Europa.
Letta ha battuto il tasto sul rinnovo della classe politica del tutto disatteso da Veltroni che ha alle spalle il solito apparato post-comunista e post-democristiano ove i più giovani si avvicinano già ai sessantanni.
Che vinceva Veltroni era indubbio grazie alla macchina comunista (mai smantellata) nella cintura rossa unita ai cattocomunisti rimasti in giro per il resto d’Italia e ben solidi nelle posizioni di potere, ma sarà importante andare a studiare la partecipazione in alcune zone del Paese perché è lì che si giocheranno i margini di differenza elettorali delle future partite elettorali.
Sarà bene capire che partecipazione c’è stata, e che consensi al Veltroni, nell’Italia Nord e soprattutto ove impera il combinato Lega+Forza Italia, da Varese a Verona senza trascurare Milano. Ed anche in realtà in grande fibrillazione politica e sociale come Napoli o la Sicilia.
Un’ultima osservazione sulla consultazione va detta riportando una denuncia di una cittadina extracomunitaria che vive in Italia: si è sventolato in lungo e largo che potevano partecipare anche gli extracomunitari con regolare permesso di soggiorno.
Chi ha introdotto questa limitazione vergognosa non è a conoscenza che clandestini in Italia si diventa perchè c’è una legge stranissima che questo centrosinistra non sa cambiare e NON PERCHE’ l’EXTRACOMUNITARIO VUOLE ANDARE CONTRO LA LEGGE e TANTOMENO CONTRO L’ITALIA.
A fronte di questa ignoranza mi propongo di tornare a breve su tutta la problematica che ormai è una mina sociale.
Gino Di Maro

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