E in fondo, secondo me, non aveva tutti i torti, viaggiare in treno erotizza anche il sottoscritto e non perché penso di incontrare il mio grande amore ma perché spero di scoprire nuove emozioni e nuove sensazioni mentre osservo il mondo che scorre sul finestrino.
Una sorta di macchina miracolosa che riallinea la mia anima nel tempo e nello spazio.
Ecco perché, ogni tanto, per prolungare questa sorta di autoterapia, ancora mi auguro che il mio treno continui a ritardare.

*Frecciarossa Venezia-Roma
Sul Frecciarossa Venezia-Roma
un tizio, un po’ distratto, s’accorge di un tumore
un altro, un poco assorto, pensa a riparare il suo amore guasto
ce n’è un terzo, un poco stanco, che s’è perso
-finanche senza saperlo-
perfino tutto il lavoro e forse pure una casa.
Un quarto, povero disgraziato, s’è beccato
-tra un sorriso e una bestemmia-
tutti e tre questi malanni nel giro di pochi giorni.
…
Eppure scorre il Frecciarossa da Venezia fino Roma.
…
E s’accumulano i minuti, in un ritardo lungo e
denso, che rallenta sì la vita ma anche le disgrazie.
Un ritardo un po’ salvifico, che non cura dai malanni
ma si perde in sorriso che si chiama Santa Speranza.
Quella Cosa, forse sciocca, che ti convince
-nonostante tutto-
d’arrivare (pure vivo) fino a fine corsa.
++++
*Versi inediti di Zairo Ferrante @2025; tutti i diritti riservati.
…
.

Lascia un commento