Eterogenesi dei fini, si dice. Era fin troppo facile prevedere che sarebbe stato così con Beppe Grillo. Troppi gli esempi del passato di moralisti e stregoni pasticcioni, dalle cui mani sono stati generati i mostri che si diceva di voler combattere. E sta andando così anche con il “comico” genovese, appena una settimana dopo il bagno di folle plaudenti in varie piazze italiane. Grillo, che si proponeva di combattere e distruggere i partiti, ne farà nascere una miriade di nuovi, sui quali, è facile previsione, si riverseranno gli appetiti di tutti gli emarginati e gli sconfitti all’interno degli attuali partiti. Animati, come è ovvio, da sete di rivincita. Tanto per cambiare si parte dal basso, per confondere le acque.
«I Comuni” ha sentenziato Grillo- “decidono della vita quotidiana di ognuno di noi. Dai Comuni si deve ripartire a fare politica con le liste civiche. Le liste che aderiranno ai requisiti che pubblicherò sul blog tra qualche giorno avranno la certificazione di trasparenza ‘beppegrillo. it’».
Insomma, un marchio di garanzia: come per il vino, le ciliegie, le patate e le mele. Naturalmente
«Tra i requisiti ci saranno il non essere iscritti a partiti ed essere incensurati. Le liste potranno comunque chiamarsi come gli pare ed essere autonome nella loro azione. Ci potranno anche essere più liste in una stessa città. Le liste certificate saranno pubblicizzate dal blog e messe in condizione di scambiarsi informazioni ed esperienze attraverso una piattaforma comune online che sarà messa a disposizione, sempre attraverso il blog». L’ultimo ad appellarsi alla cosiddetta società civile in nome dei valori sacri della trasparenza e naturalmente dell’onestà era stato Di Pietro, le cui liste furono prese d’assalto da pluririciclati di destra e di sinistra. Accadrà la stessa cosa con Grillo che però, per ora, furbescamente ha preannunciato che personalmente non entrerà in alcuna lista. Meglio aspettare, anche perché questi fenomeni, quasi sempre, durano poco.

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