Le pouvoir des paroles écrites devient de plus en plus une prison pour le développement d’un esprit critique.
Elles ont le charme séducteur et agréable d’un chant de sirènes. Elles nous font obéir à l’ instinct de prouver plaisir à nous laisser emporter par les vagues de la mer, et peu importe sur quelle inconnue plage perilleuse elle vont nous déposer. C’est sur cet instinct que la majorité des moyens d’information ont construit leur pouvoir: le pouvoir de décider arbitrairement quels faits diffuser, lesquels obscurer, lesquels altérer.
Cette-ci n’est pas de l’information,; c’est de la manipulation! A cause de cette gestion sans conscience de l’information, aujourd’hui le role de la communication est dévalorisé . On vit dans un système d’omnipotence médiatique, où le déstinataire de l’information est passif, conditionné, manipulé, empeché de penser avec sa propre tete. Le conformisme de la pensée et des comportements, des styles de vie, est l’un des syntome de cet état de choses.
Pour vivre dignement il faut penser avec sa propre tete, c’est la seule manière pour etre acteur de sa vie et responsabile du propre role d’individu à l’intérieur de la collectivité. Créer un nouveau rapport entre celui qui possede l’information et le déstinataire pourrait-etre un défi pour revaloriser la communication. Le journal on-line “pensalibero” est nait avec cet esprit.
A la fin de chaque article publié sur pensalibero, il y a une écriture en orange: “lasciaci un tuo commento”, c’est à dire lasse-nous ton commentaire. Le lecteur donc après avoir lu l’article peux laisser un commentaire, donner son avis, positif ou négatif qu’ilsoit. Il peux proposer des sujets, écrire ce qu’il pense librement. Le journal ainsi devient un terrain d’échange, de comparaisons d’idées actif et démocratque, où tout le monde peut participer directement. Il ne faut pas oublier que le droit à l’expression, n’est pas seulement un droit qui concerne celui qui écrit, mais aussi celui qui lit. Et l’échange entre ces deux droits doit etre toujours réciproque, autrement on tombe dans le risque d’une communication gerée par les pouvoirs forts.
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<b<“pensalibero”: un terreno di confronto di idee attivo e democratico
Quanto possono le parole scritte! Hanno il potere seduttivo di un canto delle sirene che è piacevole seguire, perché assecondano quell’istinto a lasciarsi trasportare dalle onde del mare, abbandonati alla sua mercè, non importa verso quale ignoto lido. Su questo istinto a farsi sedurre, la maggior parte degli organi di informazione hanno costruito il loro potere. Potere di decidere arbitrariamente quale verità diffondere, quale oscurare, quale addirittura alterare. Questa non è informazione, è manipolazione, che oggi, svilisce il ruolo della comunicazione, riducendola a un sistema di onnipotenza mediatica, dove i destinatari dell’informazione sono cestini vuoti da riempire. Il lettore è alla mercè di chi pensa per lui. E poi ci si lamenta del conformismo dilagante in tutti gli aspetti della vita! Vivere è pensare con la propria testa, solo così si può essere attori della propria vita e responsabili del proprio ruolo di individui all’interno della collettività. E per farlo, è necessario ricreare il rapporto tra chi informa e chi è informato Animati da questo spirito di democrazia attiva dell’informazione, il periodico on-line “pensalibero”, ha apposto alla fine di ogni articolo la scritta:”lasciaci un tuo commento”. In questo spazio il lettore, dopo aver letto l’articolo, potrà scrivere quello che pensa, dare un parere, un suggerimento, una smentita, segnalare un problema nuovo che a suo parere meriterebbe un maggior approfondimento ecc..Questo spazio riservato ai lettori, è un terreno di confronto di idee attivo e democratico, fa diventare il giornale un luogo di scambio e di partecipazione attiva a cui tutti possono accedere, facendo sentire la loro voce. Il diritto all’ espressione è una delle più grandi conquiste dell’umanità, ma non appartiene solo a chi scrive ma anche a chi legge. Lo scambio tra questi due diritti deve essere sempre reciproco, altrimenti si creano gli squilibri e i difetti della comunicazione strumentalizzati dai poteri forti.
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