Con questo mio intervento, mi voglio rivolgere alle donne e agli uomini che hanno la volontà e l’ambizione di fare politica e che ritengono che nel nostro Paese ci sia scarsa presenza femminile nei partiti e nelle istituzioni. Noi donne vogliamo una politica più vicina alla società e alla vita di ogni giorno; siamo impegnate nella politica, nell’economia, nelle professioni, nella famiglia e negli affetti e ci riteniamo parte attiva del cambiamento silenzioso ed effettivo del nostro Paese: oggi noi donne abbiamo le capacità e la preparazione di essere dappertutto; fino a ieri non era così.
A chi dirige i settori importanti delle istituzioni e della società bisogna far capire che si devono poter costruire le condizioni del ricambio; favorire l’arrivo dei giovani , delle donne , delle persone che guardano con rispetto ed umiltà da lontano la politica e potrebbero sentirsi pronti ad affrontare questa sfida, con grandi motivazioni di valori e di ideali.
Quando io ero ragazzina il fare politica sembrava quasi essere un impegno imprescindibile dalla vita scolastica e sociale in qualunque modo la si pensasse , ora per i nostri figli non è così , sono lontani da questo impegno , sono sempre più presi dai loro interessi ludici , multimediali e di relazioni di gruppo , e a volte con il gruppo vengono coltivati tutt’altri interessi e relazioni, come purtroppo recentemente le cronache ci raccontano.
Anche se ritengo che ci siano delle nicchie di gioventù impegnata nel sociale , sensibile alle problematiche delle persone, che si trovano nel bisogno, vi invito ad una riflessione per trovare il modo di coinvolgere i giovani nei nostri progetti politici , facciamo uno sforzo di gettare un ponte verso i nostri ragazzi , forse potremmo raccogliere dei frutti meravigliosi. Ripeto sta a noi gettare quel ponte non viceversa, è importante , non aspettiamoci nulla da loro , come ben sappiamo dalla nostra esperienza di genitori.
E tale impegno potrà avere successo se saranno di più le donne impegnate in politica.
Siamo ancora in poche ad impegnarci, ma è importante che nessuna di noi si senta più sola.
Credo di interpretare il volere di tutte , sottolineando l’esigenza per la quale, l’esperienza che ognuna di noi sta facendo sia condivisa, comunicata, scambiata, perché costituisca una ricchezza per improntare un clima di collaborazione fra di noi e verso quelle donne che vogliano impegnarsi nel rilancio di un’area realmente riformista, che affronti le reali esigenze della società.
Dell’esperienza storica del riformismo italiano fanno parte i successi, certo, ma anche le battute d’arresto , ma io mi auguro che il percorso da compiere insieme sia ancora lungo ed entusiasmante. Certo lo sarà se sapremo fare ricorso alle esperienze di ciascuna di noi , al come via via ci siamo inventate i modi per far fronte alle difficoltà e agli ostacoli – anche quelli interiori – che ci è capitato di incontrare.
L’Italia ha bisogno di regole certe, che allarghino la partecipazione e garantiscano la competizione.
Per questo motivo mi auguro che ci sia più democrazia e trasparenza nella selezione di chi si candida alle elezioni e di chi governa.
Basta con i tavoli in cui pochissimi decidono chi rappresenterà tutti.
E più spazio alle donne!
Nonostante l’attivazione di ministeri importanti come quello delle pari opportunità il nostro governo si presenta ai cittadini e alle cittadine italiane con un numero irrisorio di donne nei posti decisionali e con partiti che sembrano club per soli uomini e che non reggono il confronto con il resto d’Europa.
Infatti, sia i socialisti in Francia che i laburisti in Inghilterra hanno vinto raddoppiando il numero delle elette.
Tony Blair è riuscito a portare 101 donne in Parlamento .
Nessuna meglio di una donna può rappresentarci , facendo tesoro delle proprie esperienze e dei propri dolori, senza inutili lamenti, senza più ripetere ossessivamente che tutto il mondo va male, che nessuno ci capisce e che nessuno ci tutela, dobbiamo mettere in gioco le nostre infinite possibilità tirandoci su le maniche della camicia, dimostreremo una per una la nostra personale capacità nell’affrontare i veri problemi della nostra vita, che è poi la vita di tutti gli italiani : figli, mariti, genitori, conoscenti. Potremmo trovare insieme cosa dire e fare contro il silenzio assordante sulla violenza di genere verso le donne e i bambini, e la conseguente crudele e lunga trafila del processo per la condanna del colpevole.
Potremmo parlare all’infinito sulle problematiche ed iniziative sulla tutela del nostro corpo e della nostra salute mentale .
Potremmo anche considerare approfonditamente la nuova piaga della povertà femminile, sono infatti allarmanti i dati di richiesta di aiuto agli sportelli dei sindacati di base da parte di donne, che arrivate alla piena maturità si ritrovano sole per vari motivi, con figli da mantenere e senza nessuna fonte di reddito , senza lavoro, senza nessuna professionalità e sopravvivono in condizioni di povertà allarmanti.
Noi che siamo impegnate nella vita politica del nostro territorio di appartenenza e crediamo nella libertà, nella democrazia, nella giustizia sociale , noi donne dobbiamo entrare in ascolto. L’ascolto è un passo importante nell’esperienza politica , ascoltare le voci non solo delle donne , ma anche dei giovani e degli anziani che vivono con delle pensioni minime, dimenticati, maltrattati e di quella parte della nostra società che ha dei bisogni.
Occorre cercare di attuare la comprensione e l’accoglienza di queste problematiche per poter essere di effettivo aiuto.
Ascoltiamo anche le voci di chi tutti i giorni si alza dal letto al mattino presto e produce nel commercio, nell’industria, nell’artigianato, settore così bistrattato da tutti i governi ma che tutto il mondo ci invidia con il marchio “Made in Italy” , e nei servizi così essenziali ; sono persone impegnati nella vita economica locale e nazionale , uomo o donna che siano con le stesse problematiche e gli stessi sacrifici .
Dunque, voterei una donna purché sia?
In questo momento sì.
Quando la presenza femminile sarà tale da permettermi di scegliere, mi comporterò di conseguenza.
Non sono dalla parte del “partito delle donne“; posso dire che a me piacerebbe nell’immediato futuro un Partito dove la presenza e l’intelligenza femminile fossero considerate indispensabili.
E non un optional.
Per concludere chiedo che qualcosa sia realmente fatto a favore delle donne e mi complimento con tutte quelle, che nonostante i loro impegni familiari e di lavoro, ce la faranno ad essere presenti a Bertinoro, per testimoniare un impegno e una speranza.
Carla Peruta
carlaperuta@virgilio.it
Verso Bertinoro – Il contributo delle donne per una svolta riformista.
di Carla Peruta

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