Mentre assistiamo alle scene di guerriglia urbana che si svolgono a Terzigno, il pensiero corre inevitabilmente ad un modello virtuoso di smaltimento dei rifiuti che abbiamo sotto gli occhi ormai da anni e la cui riuscita ha fatto il giro del mondo come esempio di perfetta integrazione fra le esigenze di una comunità, il rispetto delle leggi, l’utilizzo di tecniche all’avanguardia e la ricaduta positiva in termini economici sui cittadini. Stiamo parlando di Peccioli, comune della Toscana da anni alla ribalta delle cronache grazie alla Public Company che gestisce la discarica per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Il Presidente della Belvedere Spa è Renzo Macelloni, ex sindaco di Peccioli che per primo concepì l’idea di una gestione partecipata fra comune e cittadini per la discarica e si adoperò con ogni mezzo perché questa proposta fosse capita, accettata e condivisa dagli abitanti di Peccioli, per poi procedere alla sua realizzazione. Abbiamo parlato con Renzo Macelloni per portare una volta di più all’attenzione degli italiani l’esempio concreto e positivo di un corretto smaltimento dei rifiuti che diventa poi un concreto strumento di benessere per una intera comunità, con la speranza di portare un contributo costruttivo al dibattito che i fatti di Terzigno hanno riacceso in questi giorni.
Presidente, come è nata e come si è costituita la Belvedere Spa?
“L’idea nacque dalla consapevolezza che per una corretta gestione di un impianto di discarica così come intendevamo realizzarlo, era non solo importante ma necessario avere la collaborazione di tutti, tenendo ben fermi due principi fondamentali: una corretta gestione ambientale, e la condivisione dei cittadini. Ci sembrava chiaro che il modo migliore per neutralizzare facili polemiche fosse quello di creare un modello virtuoso che integrasse la valenza ambientale con l’importanza economica che tale progetto avrebbe assunto a beneficio del comune, e questa è stata la strada che abbiamo seguito per giungere al coinvolgimento dei cittadini. La Belvedere Spa è una Public Company costituita al 48% dall’azionariato popolare, ovvero dagli abitanti del Comune di Peccioli, ed al 52% dal Comune stesso”.
Ci fornisce qualche cifra e maggiori particolari sulla vostra attività?
“La discarica smaltisce 1.300 tonnellate di rifiuti al giorno, e produce un fatturato annuo di 17 milioni di euro. Naturalmente gli azionisti, quindi Comune e cittadini, partecipano alla distribuzione degli utili, e questo è già un beneficio, ma la corretta gestione dell’impianto consente ai cittadini di pagare una tassa sullo smaltimento dei rifiuti che si aggira sui 40 euro l’anno, dunque un ulteriore vantaggio se si considerano le cifre molto più alte pagate dagli abitanti della maggior parte dei comuni italiani. Inoltre, grazie al procedimento che abbiamo adottato, la discarica è in grado di produrre energia che noi vendiamo, ricavandone dunque un guadagno, oltre che un beneficio”.
Come si produce energia dai rifiuti?
“Si sfrutta il biogas, ovvero quello che noi percepiamo dall’odore dei rifiuti quando non sono correttamente gestiti e vengono lasciati a decomporsi all’aria aperta. Il biogas è ad alto contenuto di metano, noi interriamo i rifiuti e, quando sono compattati, grazie al drenaggio convogliamo il metano verso i cogeneratori, ovvero motori che vanno a metano 21 e producono l’energia che poi vendiamo. Il tutto con un sistema di controllo rigoroso, una tecnologia innovativa e la garanzia della massima sicurezza per i cittadini, sia grazie alla realizzazione dell’impianto che è stata eseguita con criteri specifici sia grazie alla professionalità ed alla costante attenzione di tutti coloro che qui lavorano”.
Lei cosa pensa di quanto sta accadendo a Terzigno?
“A Terzigno si è creato un circuito negativo fra i cittadini che hanno subito per anni le discariche abusive della camorra, senza protestare, e che ora di quelle realizzate dallo stato non si fidano, e le istituzioni che non assolvono il loro compito, ovvero non riescono a coinvolgere i cittadini nella condivisione di un progetto importante come quello della discarica. Se non si instaura un circolo virtuoso che colleghi l’aspetto prettamente economico del problema, chiarendo che comporta una ricaduta positiva sulla comunità, e la buona gestione, che significa prima di tutto la condivisione dei cittadini e poi la realizzazione e la gestione di un impianto con tutte le garanzie di sicurezza e di perfetto funzionamento, non si risolve il problema”.
ChiBo

Infatti si è creata una situazione di terrore quando si parla di rifiuti e invece non è così. Esiste anche una parte dell’Italia che funziona ed è bello sapere che abbiamo un esempio qui in Toscana grazie al Sig. Renzo Macelloni e alla Belvedere…
il problema qui da noi è la scarsissima qualità della classe dirigente e politica locale, che ignora completamente le leggi, non è formata ed è disinformata in maniera colpevole.
alla fine si dice no a tutto perchè “la politica” non è capace di operare scelte consapevoli, favorendo cosi la criminalità che è ben più capace di coinvolgere la credulità dei cittadini e di fare affari.Bisogna, applicando le vigenti norme, sciogliere i consigli comunali che non hanno garantito i livelli minimi di raccolta differenziata previsti, solo così si potrà sperare in una effettiva responsabilizzazione delle comunità locali!