Cari amici del PD,
ma cos’è tutto questo psicodramma sull’incontro di Arcore? L’incontro tra il Presidente del consiglio ed il Sindaco di una città fascinosa e problematica come Firenze!
Davvero qualcuno pensa che il giovane e ambizioso Matteo Renzi non sia in grado di districarsi dalle maniere avvolgenti di una vecchia volpe?
No, so bene che nessuno di voi lo pensa.
E allora sono io a pensare qualcosa su tutto questo casino che mi sembra sbagliato e soprattutto autolesionistico. Molti hanno voluto cogliere l’occasione per dare addosso al sindaco delle primarie. Nel modo peggiore che, poi, spiega le ragioni di tanto insuccesso del PD. Cioè si è censurato Renzi per essere andato in una delle case di Berlusconi per incontrarlo, nientedimeno che ad Arcore.
“Sarebbe dovuto andare a Palazzo Chigi”. “Gli incontri istituzionali si fanno nei luoghi istituzionali”.
Ma non vi rendete conto di quanta pretestuosa ipocrisia ci sia in questa censura, e quanta burbanza politicante e ammuffita?
Vi svelo il segreto di Pulcinella, o, se preferite, di Stenterello che è un po’ il corrispettivo fiorentino del primo.
Renzi ha mille difetti ed altrettanti pregi. Solo in parte ha già disvelato gli uni e gli altri. Ma da politico vero ha capito l’importanza di rompere, nei comportamenti e nel linguaggio, coi riti triti e ritriti. E’ la ragione più forte del suo successo, la sua spinta propulsiva. Il rispetto delle Istituzioni vuole prove assai più importanti che non imboccare l’autostrada in direzione sud piuttosto che nord.
Piuttosto che perdervi nell’ennesima matassa di lana caprina, cari amici del PD, affrontate il tema vero della crisi del vostro partito.
Il PD è stato costruito per essere uno dei due punti di riferimento del sistema bipolare che volevate contribuire a instaurare in Italia. Dunque, perché non vi concentrate sul “core business”, ovvero sulla questione più importante, o, meglio ancora, sulla ragione stessa della vostra esistenza?
Un anno e mezzo fa, a furor di primarie, avete scelto il vostro segretario nazionale Pier Luigi Bersani. E da allora, dopo averlo incoronato, praticate quasi esclusivamente la pratica della sua delegittimazione. Non solo le recenti primarie ed il vostro statuto, ma soprattutto la logica vorrebbero che attorno a Bersani candidato premier costruiste la sfida per l’alternativa a Berlusconi.
Su Pensalibero abbiamo lanciato la proposta di primarie obbligatorie per legge per decidere le candidature. Lo abbiamo fatto (e torneremo a lavorarci quando saranno più chiari gli sviluppi della crisi politica) per mettere almeno una toppa allo scippo di sovranità popolare operato dalla legge elettorale. Ma la discussione che vi dilania sulle primarie per designare il candidato premier ( di partito o di coalizione) è surreale. Il PD è l’architrave (o dovrebbe esserlo) dello schieramento alternativo. E sarebbe un partito moribondo se non esprimesse il candidato alla presidenza del consiglio ( salvo il ritorno ad un sistema proporzionale vecchia maniera).
Ecco: al diavolo il pelo nell’uovo di Renzi ( lasciatelo crescere in pace, che vi serve, eccome!). E al diavolo le disquisizioni (un tantino masturbatorie) sul candidato premier.
Mettetevi dietro a Bersani, dategli un programma, lasciate perdere Fini, Casini, Rutelli, soprattutto Di Pietro, Vendola e tutto il resto. Come sempre, l’intendenza seguirà. In politica, poi,…. dove deve andare?
Nicola Cariglia

Caro Marzio, ho controllato, “sindachino” non l’ho mai scritto. Detto questo, non puoi stupirti se nellla mia formazione liberale, proprio perchè fondata sul riconoscimento delle posizioni individuali, il trasversalismo, inteso non come giulebboso volemose bene siamo tutti fratelli, ma come pragmatica coagulazione di risorse diverse intorno ad un problema comune da risolvere, sia per me l’unica possibilità di fare davvero politica. Al liberale non appartengono le ideologie, nè tantomeno gli ideologismi, perchè quelle sì sono di parte e soffrono di un approccio strabico ai problemi che non permette di considerarli ed affrontarli nella loro interezza.
Cara Chiara,
non ho voglia di perdermi negli archivi di Pensalibero ma ricordo bene che ancor prima che fosse eletto parlasti al futuro di Renzi come “sindachino” di Firenze. Cosa abbia determinato questo mutamento di giudizio Renzi deve ancora dimostrarcelo. Quanto al resto non concordo. Che neo fascismi e neo comunismi novecenteschi siano morti è ovvio, ma questo non significa che siano morte le ideologie, che invece sono in fase di identità e ricerca dell’avversario. Le ideologie c’erano anche prima di Marx e prima dell’89. Si deve capire come il mercato confonda le acque facendo credere che il surplus produttivo abbia instaurato l’eden planetario della fratellanza universale in cui atei bestemmiatori e vaticanisti sfegatati sguazzano a braccetto. Per dirla col filosofo, e usando definizioni che sembrano desuete, si deve capire perché servi e signori stiano confondendo le maschere, ma i servi restano servi e i signori signori. E non c’è trasversalità che possa reggere questo trucco, e molto mi stupisce che dopo tanto sbandiaramento di liberalismo, di diritti e di individualismo ti appelli alla trasversalità che è solo ennesimo integralismo cattolico, la maledetta deflagrazione postconciliare che ha instaurato l’arterosclerosi di massa e che per imitare un’Inghilterra mai esistita e da operetta ha trasformato la politica in educazione per omini e donnine sereni.
Caro Marzio, per amor di precisione, non ho mai definito Renzi “il sindachino di Firenze”, per cui mi fai credito di una definizione che non è mia. Dai tempi delle primarie, ho seguito con interesse la sua ascesa, ed il mio interesse nasceva, questo sì l’ho sempre scritto e detto, anche a lui, dalla capacità che dimostrava di essere trasversale, infatti ha vinto pescando voti anche nel centrodestra. Credo, è l’ho detto più volte tanto da rischiare di essere noiosa, che la trasversalità sia l’unica strada sensata da seguire oggi, le ideologie e le nefaste derivazioni degli ideologismi sono morte con il Novecento, solo in Italia le teniamo ancora in vita artificialmente ed a prezzo di una paralisi che stiamo pagando a caro prezzo. Riguardo alla vicenda di Arcore, ne scriverò nella mia rubrica settimanale, ci incontriamo lì se ti va.
Prima della battaglia dello Jutland nel 1917 flotta tedesca e inglese s’erano studiate per mesi, poi finì in un’ecatombe d’uomini e navi ma senza vincitori. La visita di Renzi ad Arcore rientra nelle manovre furbe quando gli schieramenti ondeggiano. Nicola ha evidenziato le critiche da sinistra, e perché non dare spazio alle opportunità offerte a destra dal sindachino di Firenze, come lo definì Chiara? Anche un boy scaut post conciliare può sognare di cantare Erlkonig accando al fuoco. Il finto agnello Renzi è andato nella tana del finto lupo Berlusconi, come appunto allo Jutland, ammiragli mediocri per manovre opportunistiche fatte passare per ansia di buon governo centrale e locale.
Grazie Nicola,
avendo dato il mio voto alla Lega, sono già stanco del loro essere al Governo, immaginati Berlusconi alla sua età, se solo creano, come tu insegni, una sinistra decente e civile, persino lui e non tanto di nascosto, comincia a sostenerli, un sistema bipolare funziona bene se come le gambe quando si cammina, prima avanti una, poi l’altra…
Nicola condivido in pieno quanto da te asserito.
Credo che la sinistra avrebbe bisogno di più politici come Renzi e, come dici tu, dovrebbe liberarsi di zavorre del genere di Di Pietro e personaggi similari!!!
Caro Nicola, condivido in pieno. La sinistra post-comunista e illiberale, che mai ha sognato di diventare autenticamente riformista, dà voti, elogi o bacchettate a seconda dei propri interessi senza a sua volta dire qualcosa che faccia sognare e nel mentre difende la gerontocrazia costituita. Guai a far pensare che oltre “loro”, dentro o fuori, possa esserci qualche altro migliore. Ciao, Vittorio.
Caro Nicola, condivido in pieno, e certe cose noi le scriviamo – compresa l’apertura di credito a Renzi – da tempi non sospetti.