Casini se ne va con Fini, ma il trio Bersani-Letta-D’Alema rigetta le avances di Di Pietro e va a comprare fiori per gli udicini. Perfino oggi che Casini è finalmente uscito dall’ambiguità e si è presentato in pubblico a braccetto con Fini, Rutelli e quelli della Mpa. Perfino oggi che ha finalmente visto la luce il Terzo Polo, il Pd ha deciso di rimanere fuori dalla porta col cappello in mano in attesa di tardivi ripensamenti. Come un eterno innamorato che non accetta il rifiuto della sua amata.
Sarà dura da accettare, ma la nascita del Terzo Polo sancisce il fallimento della strategia seguita dal Pd negli ultimi due anni. Ora, nessuno può essere così ingenuo da chiedere le dimissioni degli artefici di tale strategia in questo Pd, ma sarebbe realistico pretendere che almeno si smetta d’insistere in una direzione sbagliata. Crollata la possibilità di un governo di responsabilità nazionale, è venuta meno l’occasione per abbracciarsi al centrodestra in nome di un nemico comune. Si va verso le elezioni, senza Casini.
Ma allora perché insistere. Forse Rutelli non è riuscito a portarsi dietro abbastanza post democristiani? E non si è quindi risolta la spinta verso il centro all’interno del Pd? O forse si tratta solo di un diversivo: parlando d’illusorie alleanze e strategie non si parla dell’incapacità di questa classe dirigente di smuovere il partito da un misero 24%. La campagna porta a porta, le maniche tirate su, che non hanno portato a nessun risultato. Le sempiterne lobby che si agitano, i rottamatori che scalpitano.
Oggi Bersani sostiene di essere disposto anche a mettere in discussione le primarie pur d’interagire col Terzo Polo. E cioé di far saltare l’unica innovazione politica vincente prodotta dal centrosinistra negli ultimi anni, pur di convincere l’amato Casini ad aprire la porta. Una posizione d’imbarazzante debolezza verso gli altri partiti, ma soprattutto verso il popolo del Pd. Difficile capire perché con SEL in forte ascesa e un Idv solida, il Pd insista a sbattere la testa al centro. Come se non credesse in partenza né a se stesso né alla sua area politica naturale. Il problema è che se al Pd, e al centrosinistra, non ci crede nemmeno la sua classe dirigente, come fa a crederci il popolo?
www.tommasomerlo.ilcannocchiale.it

Lascia un commento