A pensarci bene la questione delle radici ideologiche del nuovo PD fa ridere. Non tanto perché Ds e Margherita cercano, del tutto legittimamente, di tirare ognuno l’acqua al proprio mulino, quanto perché nel disinteresse quasi generale il nuovo soggetto sta nascendo ancorandosi a radici molto più profonde e reali di quelle rappresentate da illustri uomini del passato: quelle cioè del potere economico e finanziario italiano. L’ultimo esempio in Toscana. La Cassa di Risparmio di Firenze e sue collegate sta per essere inglobata dal colosso Intesa San Paolo. Parlano di fusione ma inglobamento è il termine giusto, viste le dimensioni dei due gruppi bancari. Così in Toscana avremo due grandi poli bancari, uno vicino ai Ds, rappresentato dal Monte dei Paschi, l’altro vicino alla Margherita, anche se la quota Ds in Intesa San Paolo non è certo secondaria. E come in Toscana in tutta Italia.Si può dire senza tema di smentite che la classe di riferimento del nuovo PD è rappresentata da tutti, ma proprio tutti, i poteri forti economico-finanziari di questo paese, ovviamente grande stampa compresa. Non si tratta di amore ma di interesse. Nel gotha economico internazionale i nostri “grandi” industriali praticamente non esistono. Senza una forza politica di copertura che permetta loro di fare e disfare, almeno fra le quattro mura di casa, non andrebbero proprio da nessuna parte. La storia delle privatizzazioni di questi ultimi anni ne è la dimostrazione. La vicenda Telecom ne è l’emblema. Prima Colannino poi Tronchetti Provera hanno comprato Telecom esclusivamente con i soldi delle banche, mettendo in campo procedure che in un paese davvero liberale sarebbero state sanzionate dalla legge. Non parliamo poi di De Benedetti. L’operazione PD nasce nel salotto buono del Corriere della Sera. Del resto bastava leggere l’articolo scritto da Mieli il giorno in cui a Firenze si è aperto il congresso Ds. Questi signori non potevano certo essere garantiti da un partito come i Ds, ancorato al passato comunista ma anche ai valori del lavoro dipendente e della classe operaia. Non potevano nemmeno trovare sostenitori in forze come quelle del centro destra che traggono alimento da piccoli artigiani, piccoli imprenditori e gente comunque abituata a far conto più sulle proprie forze che su quelle della mano pubblica. Da qui la trovata. Sfruttare la debolezza ideologica del più forte partito della sinistra e la sua voglia di mutare pelle, per metterci il cappello sopra guidando un processo di trasformazione che potesse anche, forse soprattutto, servire ai propri interessi. E’ quello che sta accadendo. E pensare che per questa metamorfosi sono bastati solo vent’anni.
PCI-PDS-DS-PD. Da partito dei lavoratori a partito dei capitalisti e tutto in solo vent’anni
L’ultimo esempio in Toscana. La Cassa di Risparmio di Firenze sta per essere inglobata dal colosso Intesa San Paolo. Così avremo due grandi poli bancari, uno vicino ai Ds, rappresentato dal Monte dei Paschi, l’altro vicino alla Margherita.

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