L’associazione “Per la Rosa nel Pugno”, verificato l’esito deludente dell’ultima direzione della stessa RnP, si appresta a dare vita ad una costituente per un nuovo soggetto politico.
Recentemente per verificare la possibilità della prospettiva di una Costituente Socialista si sono avute consultazioni tra gli esponenti del Cantiere del Bene Comune, del “Social_Lab” e dei “Socialisti per le Libertà” .
Nicola Cariglia, presidente del Polo laico liberal/socialista, in diversi articoli sul sito archiviostorico.pensalibero.it , chiede da mesi un soggetto dei laici e liberal/socialisti e che gli stessi si rivolgano “senza pregiudizio alcuno all’una e all’altra parte” e ci interroga se può esistere un altro centrosinistra.
Movimenti e gruppi di varie provenienze laiche, liberal/socialiste ed anche senza riferimenti ideologici, in tutta Italia si organizzano per una politica diversa rispetto all’attuale bipolarismo.
È un fiorire di iniziative volontaristiche, animate di buona volontà, ma frammentarie finalizzate ad un modo diverso di far politica ed in più casi per un centrosinistra più dinamico ed attento alle problematiche del paese.
Ai soggetti destinatari di questa lettera aperta che riteniamo potenzialmente idonei ad una azione convergente, viene prospettata, nell’imminente campagna elettorale, un lavoro comune quale auspicio per future e più ampie convergenze politiche.
Apriamo il dibattito ponendo a tutti le seguenti domande:
– crediamo che si possa lavorare con un VERAMENTE DIVERSO centrosinistra?
– in caso affermativo saremmo disposti di conseguenza a presentare candidati in una o più liste, neutra/e e funzionale/i, collegata/e al centrosinistra, ma ove l’impegno è ad operare in antitesi chiara al PD e per una politica diversa dalla Sinistra radicale, per un veramente diverso centrosinistra, a livello nazionale e nelle realtà locali, operando un ruolo condizionante?
Mentre invitiamo tutti ad una discussione franca ed a una scelta coraggiosa, se la risposta è positiva, per essere credibili bisogna tener conto anche di tre ulteriori esigenze politiche ineludibili e precisamente:
A) al primo posto l’esigenza del rinnovo generazionale, se veramente lo si vuole e non a parole. Esso è tecnicamente possibile con la presentazione di candidature in massima parte di giovani al di sotto dei 40 anni e, ove necessario, saranno presentati dei Senior, quali candidati di riferimento e candidati d’Onore, che valuteranno l’esigenza politica di dimettersi se eletti.
B) la proposta per essere un punto di riferimento dell’elettorato socialista, riformista moderato e riformista di sinistra, nonchè dell’elettorato laico e liberal/socialista, deve esprimere una chiara rottura verso lo SDI ed il NPSI, verso Boselli e De Michelis, che hanno danneggiato e compromesso gravemente lo sviluppo dell’area socialista, per cui, di conseguenza, nessun patto (neppure elettorale locale) con gli stessi è possibile e soprattutto nessun riferimento nella/e lista/e (sia simboli che loghi) è immaginabile dello SDI e del NPSI perché ormai non hanno presa elettorale. Ciò non esclude che rapporti siano possibili direttamente con gli iscritti a questi due movimenti o con gruppi locali degli stessi, secondo un’attenta valutazione caso per caso, come si è concretizzato con il “Patto di consultazione” in Toscana.
C) Ultima esigenza, in ordine descrittivo ma non ultima per importanza, è che nessuna collocazione possa avvenire in terzi poli (inesistenti quantomeno elettoralmente) che si traducono nelle solite listette socialisteggianti. La scelta deve essere netta ed a carattere generale: o con il centrosinistra, se possibile ed in un ruolo determinante, o all’opposizione di “questo centrosinistra”.
Cordialità
Achille Canzi
Gino Di Maro

Caro Compagno Gino Di Maro, io ho rispetto di te e del tuo progetto ma temo che tu lo abbia sopravalutato.
Mi spiego: è in atto (parlo di Parma ma potrei parlare dell’Italia intera) uno sconvolgimento irreversibile in tutta la sinistra, dallo Sdi ai Ds.
Io come altri, senza porre lo steccato (ma qualche paletto si, soprattutto a destra come per esempio per gente molto volubile alla Del Bue) laico, riformista e liberalsocialista che hai posto tu, stiamo lavorando per unire quelle “emoragie” del tutto fisiologiche di Socialisti che daranno battaglia nello Sdi in quanto stufi delle piroette di Boselli e che non rinunciano a rimanere Socialisti, dei Socialisti del Ds che non finiranno nel melmoso minestrone Pd e di tutto quel variopinto elettorato non intruppato che ad ogni tornata elettorale, non avendo a disposizione un serio Ps, vota il meno peggio (io compreso).
Caro Compagno, una federazione, tra l’altro datata visto che non sarebbe il primo tentativo, non andrebbe oltre (e sono di ultra manica larga guardando a quanto hanno preso singolarmente alla ultima scadenza elettorale Psdi, Pri, Npsi, RnP, Pli ecc, ecc) il 3-4%, massimo il 5%, in quanto, gia come si pone, esclude tanti compagni che com me, sono Socialisti ma che ad esempio con Liberali o Repubblicani hanno molto poco in comune e molto che li divide.
Premesso che mi troverei a disagio al fianco, nello stesso partito o federazione con chi per 13 anni (vedi De Michelis o La Malfa) è stato con Berlusconi e ora si riscpre come per magia “liberalsocialista” o laico di sinistra dopo essere stato con disinvoltura alleato per anni con la nipotina di chi fece assassinare proprio i fratelli Rosselli (se non sbaglio sono stati i padri del Socialismo Liberale e di Giustizia e Libertà), ricordi quando come partito fummo chiamati a difendere uniti la legge Martelli sull’immigrazione (di cui ho una copia in quanto ai tempi ero responsabile diritti umani e civili dell’Mgs E.Romagna, e che leggendola si capirebbe come è stata cestinata una legge che anche oggi sarebbe validissima in molti dei suoi punti) contro i Repubblicani di La Malfa che non ne volevano sentir parlare e che da un lato strizzavano un occhio alla Lega di bossi e dall’altro minacciavano la crisi di governo.
Scusami anzi, scusate l’intromissione ma, mai come oggi ci sono state le condizioni per realizzare (guardate cosa vi dice un Lombardiano) il sogno di Craxi: vedere tanti ex Comunisti sposare la causa Socialista!
Compagni, il flusso dei voti risponde alla legge dei vasi comunicanti; se dopo il 1992 li abbiamo persi un pò troppi a destra e un pò a sinistra, il nuovo soggetto ingrosserà attirando consensi che non andranno ne a Rifondazione, ne al Pd, dall’ormai logoro partito dei Ds, dalla maggior parte dello Sdi, dai cani sciolti come me e da tutti coloro che da anni aspettano la rinascita di un Psi degnio di questo nome.
Certo, tutta questa “manna” dovrà trovare noi preparati ad accogliere questo nuovo flusso di energie che, permettetemi, nella quantità, sarà di gran lunga più sostanzioso delle vecchie gloriose sigle elencate precedentemente, sigle di una storia nobile ma dal futuro segnato. Chi è realista lo sa: il Socialismo non ha esaurito il suo compito mentre i nobili valori fondanti liberali e repubblicani sono ormai patrimonio di tutti o quasi sia a destra che a sinistra e chi si ostina a farli vivre con un partitino fa solo una battaglia di retroguardia e può solo avere risultati da prefisso telefonico. Non me ne vogliano gli amici liberali ma dovrebbero essere contenti se le loro idee laiche e libertarie sono ormai patrimonio comune.
Sempre Avanti! per il Socialismo
Per Uniti per il Socialismo
Stefano Longo sempre insuscettibile di ravvedimento.
Caro Paolo,
io chiedo, e lo chiederò fino in fondo, un soggetto federale, con un forte collante programmatico, che unisce l’area socialista riformista moderata, laica e liberal/socialista con l’area dichiaratamente socialista e dichiaratamente riformista di sinistra.
Questa federazione avrà un’area politico/elettorale che è compresa (e compressa) tra la Sinistra radicale e quello che è già ormai il PD, ma in quest’area può prendere un mare di voti.
Quest’area va dai settori del N.PSI che hanno lasciato il centrodestra (Del Bue, Battilocchio ed altri) fino, dall’altro versante, a quei settori dei DS che si apprestano a lasciare lo stesso DS passando per i vari soggetti ed iniziative dell’area liberal/socialista senza trascurare gruppi locali anche dello SDI o del N.PSI.
La possibilità di successo politico sarà dovuta all’abilità di mettere in questa federazione tutti o almeno chi ci sta. Sarebbe un errore prevedere a monte esclusioni ideologiche o figlie di mal di pancia.
Caro Paolo, rendiamoci conto che se non nasce questa federazione, o se le iniziative liberal/socialiste partoriscono le solite listette, c’è il rischio che quel mare di voti va alla Sinistra radicale o si riversa nell’astensionismo o in liste civiche locali.
Apprezzo il vostro movimentismo, ma credo di capire che, diversamente da quello che ci eravamo proposti, partendo da esperienze diverse, approderemmo ad un altro soggetto che anziché unire, divide ulteriormente.