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Patto di consultazione: il documento

“Patto di consultazione tra le forze laiche socialiste liberali e repubblicane della Toscana”

di Redazione Pensalibero.it | 15 Dicembre 2006

Dal superamento del sistema politico-istituzionale formatosi nel secondo dopoguerra, l’Italia non ha ancora trovato un equilibrio che permetta il sereno confronto tra compiuti e alternativi progetti di governo del Paese. I partiti e le coalizioni oggi sulla scena esprimono culture politiche confuse, perennemente in bilico tra riferimenti storici approssimativi e un nuovismo indefinito, attraversate dalla necessità di avere un nemico più che sorrette da idee e valori.
Approssimazione, demagogia e populismo, sembrano caratterizzare il “laboratorio italiano” che, a differenza del resto d’Europa, non pare in grado di puntare alla creazione dei due poli classici: quello popolare o conservatore e quello socialista riformista , rivisitati nei loro programmi alla luce dei profondi cambiamenti prodotti dalla globalizzazione economica e finanziaria.
L’alternanza confusa delle coalizioni alla guida del paese, l’intrinseca debolezza dei poli imputabile al persistere delle forze radicali, il continuo proliferare di nuovi partiti e di sigle a presidio, politico o d’interesse territoriale, di settori dell’elettorato, rappresentano ulteriori spie del disordine originatosi con il declino della cosiddetta prima repubblica e la scomparsa dei vecchi partiti.
Mai maggioritaria in Italia, la cultura laica e socialista, pur capace dal XIX secolo in poi di visione della società e forti intuizioni riformatrici, di dispiegare politiche municipali e di governo orientate a creare equità e solidarietà, sviluppo e diritti, non ha trovato ancora la “casa” adeguata dove trapiantare i propri valori e proporre soluzioni per rendere il paese più ricco e più giusto. Per progettare un sistema che garantisca pari opportunità di partenza, valorizzi il talento individuale e si faccia carico dei bisogni reali. Un paese laico e una democrazia vera, costruita sulla divisione e l’equilibrio dei poteri, sulla tutela del diritto d’intrapresa come dei cittadini utenti, consumatori, risparmiatori.
Pur guardando con interesse alle riflessioni che puntano al supermento dell’attuale babele di sigle e alla costruzione di grandi partiti nazionali, riteniamo doveroso ed utile rilanciare l’idea di un soggetto laico e democratico, socialista e liberale, che racchiuda le esperienze originatesi dal 1993-94 in poi e si apra, contemporaneamente, alle associazioni, ai clubs, alle singole personalità che intendano misurarsi nella elaborazione di un riformismo moderno, forte, netto. Un soggetto che incarni radici, tradizione e innovazione e aspiri a rappresentare quell’elettorato sensibile alla necessità di rendere dignità e forza alla politica, slancio e prospettive alla società. Un soggetto che voglia e sappia iscrivere nell’agenda politica e del governo i tanti problemi irrisolti del passaggio ad una diversa fase della vita repubblicana.
SDI, NPSI, PSDI, Socialisti, Gruppo 101, PLI, PRI, RE, Repubblicani Democratici, Associazione per la RNP, Radicali Italiani decidono di dar vita ad un comitato di coordinamento regionale per sviluppare un’azione tesa a ribadire la comune (appartenenza alla sinistra) ispirazione alla cultura laica e democratica, socialista e liberale, inconciliabile con la sinistra autoritaria e massimalista.
In questa prospettiva SDI, NPSI, PSDI, Socialisti, Gruppo 101, PLI, PRI, RE, Repubblicani Democratici, Associazione per la RNP, Radicali Italiani svilupperanno una iniziativa comune a partire dai seguenti temi:

1 – Grande riforma istituzionale e costituzionale;
2 – Laicità dello Stato e diritti individuali
3 – Lavoro e Sicurezza Sociale;
4 – Politica Internazionale;
5 – Infrastrutture regionali;
6 – Rilancio di Firenze, “capitale” della Toscana.

Gli aderenti al patto pongono altresì, quale obbiettivo, il recupero e la valorizzazione del principio della sovranità popolare e, quindi, della capacità di ogni singolo cittadino di influenzare le scelte amministrative e politiche.
Fondamentale a questo scopo è che i partiti tornino ad essere luogo di libero e democratico dibattito, aperto a tutte le espressioni della società. Le regole della democrazia infatti non saranno mai attuate pienamente se in primo luogo non ispireranno l’azione dei partiti che della democrazia sono lo strumento organizzato.
Proprio al fine di garantire una costante apertura alla società, gli aderenti al patto di consultazione si impegnano a favorire la partecipazione ai processi decisionali di tutti i cittadini ancorché non iscritti ai partiti ed alle associazioni che ne fanno parte.
Tali istanze debbono poter avere voce soprattutto nelle istituzioni a partire dal Consiglio Regionale, dove questo prezioso patrimonio di culture politiche non è rappresentato.

Il presente documento è stato sottoscritto da:
GRUPPO DEI CENTOUNO, ASSOCIAZIONE PER LA ROSA NEL PUGNO, SDI, NUOVO PSI, SOCIALISMO E’ LIBERTA’, I SOCIALISTI, PSDI, PRI, MRE, PLI.

Pubblicato in : Primo piano

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Commenti

  1. Federico Baldini

    21 Dicembre 2006 alle 09:50

    Condivido ogni parola dell’amico Mercanzin. L’Italia oggi ha bisogno di una nuova liberazione democratica e liberale: deve essere liberata da un sistema politico che ha tolto il potere ai cittadini di scegliere chi dovrà rappresentarli, deve essere liberata dalle mille corporazioni che uccidono lo sviluppo economico e che mortificano chi ha delle capacità, deve essere liberata da tutti coloro che vogliono dirci cosa dobbiamo pensare e impedirci persino di curarci o morire come meglio crediamo, ed infine deve essere liberata dal conformismo e dalla mediocrità figli del frullato tra i cattolici di sinistra e i postcomunisti. E’ ora di perciò di mettere al bando i nostri atavici settarismi e di chiamare a raccolta tutte le donne e tutti gli uomini liberi presenti nella nostra nazione.

    Rispondi
  2. Giampaolo Mercanzin

    20 Dicembre 2006 alle 15:25

    Noto con piacere il favore incontrato, compreso quello dell’amico (e compagno) Puccio, che ha sempre la battuta pronta.
    Confesso che ho pensato ad un nuovo C.L.N. “in nuce”.
    C.L.N. nel senso che potrebbe nascere una nuova era in Italia se, PER UNA VOLTA, le anime laiche, storicamente sempre divise, da piccole differenze, ma col comune senso della LIBERTA’ E DEL RISPETTO DEMOCRATICO, attuassero quel sano PRAGMATISMO necessario a condurre l’Italia nel novero dei Paesi di grande tradizione EUROPEA-OCCIDENTALE.
    Solo dopo tale conquista le differenze potranno riemergere.

    Rispondi
  3. FRANCO LEONE

    19 Dicembre 2006 alle 16:57

    i radicali ancora una volta evidenziano la propria arroganza nell’ergersi a coscienza UNICA e “VERA” dell’area liberalsocialista.

    Se l’area liberalsocialista ha tanti attori è proprio perchè tutto si erigono a pretoriani della purezza del proprio pensiero…

    Una iniziativa come questa punta proprio a rasserenare gli animi ed a consentire una approccio pragmatico, senza primedonne…

    Ottima iniziativa… ci vuole tanta umiltà e tanto dialogo per creare i presupposti per una vera area liberalsocialista!!

    Rispondi
  4. Gabriele Ariola

    19 Dicembre 2006 alle 16:10

    Certo che la direzione è giusta.Anzi.l’unica percorribile.I radicali si assumano le proprie responsabilità da primini della classe e da iperprotagonisti.
    Il punto,per me,non tanto riguarda il contenitore, è piuttosto il contenuto che và più concretamente definito.

    Rispondi
  5. Federico Baldini

    18 Dicembre 2006 alle 16:40

    Per me questa iniziativa va nella direzione giusta: per la prima volta ci si mette tutti insieme attorno ad un tavolo e aver riconosciuto quindi la necessità vitale di ritrovarsi tutti insieme mi sembra già un grosso passo avanti. Io poi sono convinto che servirebbe una grande conferenza programmatica entro la fine del 2007 con un tema molto “semplice” : Italia 2020 ovvero noi laici e riformisti che futuro vogliamo pensare e proporre per la nostra nazione? Io credo che le nostre parole d’ordine dovrebbero essere libertà, giustizia e laicità perchè da questi valori si dovrebbe ripartire. Quale idea abbiamo del ruolo che l’Italia dovrebbe avere in Europa, nel Mediterraneo e nel Mondo? Quale modello di società proponiamo? quale modello di sviluppo economico pensiamo si debba portare avanti? Se saremo in grado come lo furono i nostri padri politici di rispondere a queste domande allora il nostro mondo politico tornerà a contare in Italia.

    Rispondi
  6. Silla Cellino

    18 Dicembre 2006 alle 14:55

    L’operazione si muove né in ritardo né in anticipo rispetto alla svolta possibile ed auspicata; mi auguro rappresenti il coagulo di altre iniziative locali verso uno sbocco nazionale. Come detto nel documento, ci sono alcuni punti su cui bisogna lavorare, ma anche altri semplicemente d’attenzione, che comunque caratterizzeranno essi stessi la bontà e forse l’esito dell’operazione.

    Da lavorare:
    a) per costruire qualcosa che magari non è un programma, ma che comunque indichi una direzione o un’esigenza programmatica. Dovranno essere fissati i contenuti, ma il contenente dovrà essere precipuamente l’attenzione rivolta verso la libertà del cittadino e verso la possibilità per ciascuno di esprimere le proprie potenzialità in ogni settore della vita sociale ed economica.

    b) per costruire un’ipotesi politica nuova e diversa, contro ogni centrismo in agguato, ma in nome di una stabilità politica fondata su un’ipotesi riformatrice attenta alle garanzie di tutte quelle forze che si muovono in nome dell’avanzamento.

    Punti d’attenzione:
    a) le alleanze, da ricercare nella sinistra riformista, in quelle che si muovono in direzione diversa dal partito democratico ed a favore di un recupero socialista; ma in questa operazione si deve pretendere una netta chiusura con il passato, perché ci sono dei valori permanenti ed indissolubili su cui il movimento socialista crede e su cui non può essere sorvolato in nome di ambigue storicizzazioni.

    b) per chi comunque in questi anni ha fatto politica, magari solo di testimonianza, e tenuto alto la fiammella – ed io confesso di non essermene preoccupato – c’è anche il problema del rapporto da tenere con i combattenti e reduci della diaspora, protagonisti di altre esperienze prima opportunistiche poi fallimentari.

    Rispondi
  7. puccio cartoni

    16 Dicembre 2006 alle 01:03

    Come in ogni onorata società , i vertici siglano accordi per controllare la situazione emergente. A questo punto,secondo quel che disse il cieco , staremo a vedere !

    Rispondi
  8. Gabriele Ariola

    16 Dicembre 2006 alle 00:01

    Mio caro,vecchio Franchini,
    ti ho contagiato?
    mi hai contagiato?
    siamo due matti?
    io sì,di sicuro.Concordo con te,infatti.

    Rispondi
  9. franchini

    15 Dicembre 2006 alle 23:01

    Sono, “doverosamente” -per me e, più che per me, per la giovanile emergenza politica- polemicamente critico.
    Usando la similitudine immobiliaristica del documento, lo stesso mi appare, dalle conclusioni che pervengono al “patto di consultazione”, quale prospettazione di un contratto, peraltro verbale, di acquisto di una multiproprietà, da poi affittare stagionalmente.
    No! Le strategie del passo di lumaca dubbioso, indeciso, incerto, alternante, ipotetico non si confanno –e, non a mio avviso, bensì per una valutazione storicistica e finanche marxiana delle finalità della società globalizzata e multimediale- alle prospettive e soluzioni del futuro prossimo.
    Le dichiarazioni di riferimenti “alla cultura laica e democratica, socialista e liberale, inconciliabile con la sinistra autoritaria e massimalista.” si presentano, nel solito, vacue e quindi subenti, non innovative; nè sconvolgenti e determinanti i processi delle trasformazioni; queste già più lontane, in avanti, delle parole che vorrebbero coltivarle o imbrigliarle.
    La radicazione del conforto in sigle sparse, unitamente agli indirizzi del programma di confronto: “Grande riforma istituzionale e costituzionale, Laicità dello Stato e diritti individuali, Lavoro e Sicurezza Sociale, Politica Internazionale, Infrastrutture regionali”, palsemente svelano l’ancoraggio edulcorato di quella impossibilità o non volontà -non dico, incapacità- di compattare un grande dibattito ideale, etico/politico, finanche morale, che prospetti lo schieramento d’azione univoco, rivoluzionato, per il futuro.
    Possibile, mi chiedo e chiedo, che non siano temi fondanti per alcuna teorizzazione politica nè la robotizzazione umana, nè la gabbia dei brevetti. Le uniche vere sfide di una società che, ormai, sfugge dalle mani, mentre ci si compiace ai fraseggi.
    No! Esprimo il mio sincero dissenso. Che non mi sottrarrà, da posizioni “massimaliste” (ma cosa è il massimalismo, oggi?), da minoranza nella minoranza –già, so-, a perseguire il mio discorso nell’ambito del “polo laico“, con la lealtà, non acquiescente, delle consapevoli “minoranze maggioritarie”.
    E’ il contributo che mi accollo. Che, pure, voglio impagato.
    franchini

    Rispondi
  10. laura lodigiani

    15 Dicembre 2006 alle 19:43

    la volontà di pensare e costruire insieme è sempre positiva sopratutto se ispirata ai valori della libertà individuale di scegliere secondo propria coscienza.
    Quanto espresso non può che trovarmi concorde nell’affermazione della laicità dello stato principio principe di qualsiasi democrazia ma per fare questo è necessario quello che sostengo da tempo ,e ormai sono 10 anni ,cambiare il primo articolo della costituzione introducendo la parola libertà recuperando la proposta fatta nella costoituente dai laici repubblicani e liberali che non passò per esplicita volontà e accordo dei democristiani capeggiati da fanfani e dai comunisti di togliatti .
    il patto cattocomunista si siglò allora e da allora il mondo laico ha avuto sempre difficoltà ad affermare e portare avanti i propri valori che per modalità intrinseche sono gli unici che possono garantire la libertà di tutti ,non così quelli cattolici e quelli comunisti che da 60 anni non lasciano respiro alla nostra democrazia.
    io chiedo al nostro presidente di inserire al primo punto questo punto fondamentale .
    ricordo che nel mio http://www.lauralodigianimagazine.it si può leggere la mia proposta inoltre metto a disposizione ,per chi lo volesse, il verbale della seduta della costituente in cui fu sancito il primo articolo .

    laura lodigiani

    Rispondi
  11. Gino Di Maro

    15 Dicembre 2006 alle 17:37

    Nel momento in cui apprendo la conclusione positiva del PATTO TRA LAICI LIBERALI E SOCIALISTI DELLA TOSCANA rivolgo un plauso agli amici e compagni della Toscana, i Nostri Toscanacci, per il lavoro svolto condividendo che si deve arrivare ad “… Un soggetto che incarni radici, tradizione e innovazione e aspiri a rappresentare quell’elettorato sensibile alla necessità di rendere dignità e forza alla politica, slancio e prospettive alla società. Un soggetto che voglia e sappia iscrivere nell’agenda politica e del governo i tanti problemi irrisolti del passaggio ad una diversa fase della vita repubblicana…”.

    Gino Di Maro

    Rispondi

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