Chi intendesse comprendere quale strada imboccherà il Partito Socialista di Riccardo Nencini, non ha che da osservare le vicende del partito in Toscana. E’ in questa regione che vive il segretario del PS che vi ricopre l’incarico di presidente del consiglio regionale con un piglio e un attivismo che gli hanno consentito di conquistare spesso la ribalta nazionale. Ed è in questa regione che il PS, al di la delle dimensioni, si è organizzato in una falange stretta attorno al segretario nazionale ed al segretario regionale, Pieraldo Ciucchi.
I due operano in stretto sodalizio fino dall’epoca del vecchio PSI ed assieme hanno affrontato, con successo personale, i marosi della cosiddetta seconda repubblica.
Ecco perché ha suscitato scalpore il voto favorevole espresso dal gruppo consiliare socialista alla regione toscana alla nuova legge elettorale che prevede l’innalzamento al 4% della soglia di sbarramento. In molti vi hanno visto l’atto preparatorio alla confluenza del PS nel PD, tanto che Lanfranco Turci si è addirittura dimesso dalla Direzione del partito lamentando che nessuna discussione ci era stata per una decisione tanto importante. Pochi giorni fa un’altra decisione clamorosa: le dimissioni dall’incarico di segretario provinciale fiorentino di Tommaso Ciuffolotti alle cui riconosciute capacità erano state affidate le speranze di risalire la china.
I timori di Turci e Ciuffolotti e, sul versante opposto, le speranze di chi condivide la prospettiva della confluenza nel PD trovano ora riscontro in una dichiarazione alla stampa diffusa da Ciucchi: «In Toscana, da parte di alcuni settori della sinistra e dei Verdi, anziché sviluppare un confronto volto a sciogliere i nodi di una eterogeneità di posizioni rispetto a temi ritenuti da noi essenziali per dare una chiara identità ad una sinistra moderna, si punta costantemente il dito verso i socialisti, rei di aver gettato, con il voto a favore della nuova legge elettorale regionale, le basi per una chiara alleanza con il Partito Democratico per il governo della Toscana. Vorrebbero spingerci da un lato sulla strada della conflittualità con il Pd, dall’altro a dare accelerazione ad un’idea che si trasforma in partito senza definire prima i contenuti di un progetto politico e di un programma di governo. Tutto ciò non va bene». Dalla medesima dichiarazione apprendiamo che “ Sinistra e Libertà non diventerà un partito” e che “Saranno i prossimi mesi a dire se da un’aggregazione elettorale potrà prendere corpo un progetto politico” che dovrà avere “il volto riformista della sinistra del futuro”.
Poiché alle elezioni regionali mancano pochi mesi, e considerato il voto favorevole dato in Toscana alla soglia di sbarramento del 4%, appare del tutto evidente l’intenzione di correre assieme al PD. E la nostra è solo una constatazione.
PARTITO SOCIALISTA: ADDIO SOGNI DI AUTONOMIA
Poiché alle elezioni regionali mancano pochi mesi, e considerato il voto favorevole dato in Toscana alla soglia di sbarramento del 4%, appare del tutto evidente l’intenzione di correre assieme al PD. E nel partito il dissenso sfocia in dimissioni a catena.

La constatazione,allargando il discorso , illustra chiaramente la tendenza a mantenere la posizione personale ( non politica ) dei due mammasantissima Ciucchi e Nencini ,grandi maestri nello schierarsi in prima linea a parole ,ma attenti a restare allineati e coperti nella sostanza . Abilissimi a curare la propria linea di galleggiamento . Quello che stupisce è che – nonostante tutto – ci sia sempre qualcuno che ,quando sente parlare di sinistra ,di socialismo e di laicità ,si getta al seguito colmando le defezioni continue del “partito”. Stavolta siamo al redde rationem ,però : e la zattera che assicura il galleggiamento è a portata di mano.