Agli elettrori , votazioni per il Senato della Repubblica.
Le elezioni politiche dell’Aprile 2006 offrono come novità la possibilità di operare una scelta di merito anziche di campo .
Il Partito Socialdemocratico si ripresenta agli elettori con l’identico simbolo e l’identico bagaglio di ideali che sono stati, per l’Italia, portatori delle più importanti e sofferte riforme, socialmente rilevanti, dagli anni ’60 in poi.
All’indomani dell’ascesa alla Presidenza della Repubblica Italiana di Giuseppe Saragat i Socialdemocratici proposero il più importante programma riformatore del dopoguerra.
Malgrado questo fosse osteggiato sia dalle sinistre che all’epoca disprezzavano il riformismo, e sia dal centro-destra che paventava una aggressione alle istituzioni, quella Socialdemocratica fu la linea vincente dei pur numerosi governi di centrosinistra .
Quel programma, che scaturì dal congresso dei primi anni ’60, fu la linea guida delle socialdemocrazie europee, offrendo una prospettiva di medio termine alla quale vorremmo oggi richiamare la politica nazionale.
I punti cardine semplici e lineari derivavano dalla applicazione di una tassazione tale da non impoverire chi poco aveva, e tale da non spaventare chi produceva ; dai proventi si voleva attingere per realizzare :
• Un programma di istruzione, pubblica e gratuita
• Un programma di sanità, pubblica, efficiente e gratuita
• Un programma di trasporti ( stradali, ferroviari, urbani e oggi navali ) ben funzionanti ed economici
• Un programma di edilizia popolare
Questa, senza volerne attribuire tutti i meriti al PSDI salvo quello determinante di avere avuto il coraggio di formularla, è stata la linea lungo la quale si sono mossi i governi di centro-sinistra fino al crack giudiziario della prima repubblica ; quanto sia stato disfatto da tutti i governi successivi è sotto i nostri occhi .
Ringraziando la Sinistra che ci ha dato la possibilità di renderci visibili torniamo al voto per chiedere agli elettori il rilancio della vecchia idea, senza la velleità di restaurare alcunchè ma la decisione di cercare di recuperare dal passato quanto di buono e di socialmente determinante è stato, storicamente, fatto.
Punto ; e a capo.-
Per i Socialdemocratici Livornesi – Salvatore Favati

Non condivido la scelta del PSDI di schierarsi con i maggiori reponsabili del “commissariamento della democrazia” che c’è stato in Italia negli ultimi 15 anni.
Ma sono felice per il ritorno sulla scena di un simbolo che si riallaccia alla gloriosa tradizione di Saragat. Sono certo che dopo le elezioni i socialdemocratici sapranno recuperare la loro intransigenza verso i valori della democrazia. E unirsi, magari, ai laici nella prossima assemblea per il polo laico, liberale e socialista.
Ringraziare la Sinistra ( con la maiuscola,come si usa per le divinità) per una possibilità di “visibilità “ mi appare ad un tempo vuoi espressione di sudditanza ,vuoi dimostrazione e riconoscimento di scarsa capacità personale (Bobo,il figlio di Bettino Craxi docet…) . Con tutto il rispetto per posizioni e personaggi storici che non riescono a trovare riscontro e conferma nella realtà odierna………
Punto ! Ed a capo !