Confluendo assieme allo SDI del buon Borselli nella Rosa nel Pugno, i Radicali hanno compiuto una scelta sicuramente coraggiosa, hanno scelto di schierarsi con una parte politica che sicuramente non li rappresenta e che non ha idee politiche ed economiche simili alle proprie. Come possa la Bonino stare cinque anni a fianco dei vari Bertinotti, Pecoraio Scanio, Diliberto e compagnia bella nessuno lo sa, e sicuramente ne vedremo delle belle all’interno di una coalizione che, in caso di vittoria, sembra unita solo dall’odio verso il Premier.
Al di là della convenienza elettorale c’è da chiedersi però cosa realmente abbia spinto i Radicali, che da sempre sono in difesa di una visione libertaria e atlantista della società italiana, a stare con la coalizione di Romano Prodi e della componente dura e pura che è parte integrante di quello schieramento.
Nell’analizzare la propaganda politica radicale di queste ultime settimane, quello che viene alla luce non è un avversione a tutto tondo contro le politiche del governo italiano, e per dir la verità neanche un’accentuata critica ad alcune idee teocon che germogliano nel centrodestra, semmai l’avversione è figlia di quelle politiche del contratto con gli italiani rimaste ferme ai nastri di partenza. Appare dunque una diffidenza verso il centrodestra che si è via via rafforzata fino a diventare piena avversione politica, al galoppo di un odio verso un “amore” tradito, un idea di liberalismo berlusconiano che il premier e i suoi alleati non hanno saputo o voluto mettere in atto e che ha spinto la componente radicale a scendere in campo a fianco di partiti che hanno ancora la falce e il martello nel loro simbolo. E’ un’anomalia tutta italiana, l’ennesima direi, ma che fa capire come chi, pur avversando molte idee del centrosinistra in materia di lavoro, politica estera e politica fiscale, decide di turarsi il naso e di schierarsi dalla parte del nemico storico per battere un berlusconismo opprimente che a parer loro non porterà l’Italia più da nessuna parte.
Probabilmente questa scelta pagherà molto bene al neonato partito, ed i sondaggi sembrano dimostrarlo, ma a che prezzo tutto ciò? Davvero le idee che sono da sempre nel cuore dei radicali come il liberismo, la centralità dell’individuo, il mercato libero, la società aperta, l’occidentalismo riusciranno a stare a fianco dei partiti delle tasse e dello statalismo? Amici radicali non avrete osato un po’ troppo?
Angelo Marinazzo

Avessero osato di più.. che peccato così. Disperdere i loro voti [laici] al chierico Romano..