Come far uscire il Partito socialista dal ‘cono d’ombra’ dei partiti più grandi
La verità è che il PSI anche da chi gli è politicamente più vicino viene considerato per quel che elettoralmente è, ossia una piccola forza che si può nominare o ignorare, illuminare od oscurare a volontà.

Se ne è avuta una prova (e che prova!…) nella campagna elettorale e segnatamente nel suo momento mediano: mi riferisco al modo come sono stati gestiti e l’accordo elettorale della coalizione PD, PSI,SEL, e quello riguardante la presentazione di candidati socialisti nelle liste del PD.
Preciso. Sono uno di quelli, ritengo i più, che hanno approvato l’accordo per la presentazione di candidati socialisti nelle liste del Partito Democratico. Coi dubbi, molto fondati, sulla possibilità di superare il 2% e contemporaneamente di superare l’altra lista – quella del Centro Democratico, CD, – apparentata, non c’era altra scelta. In alternativa, unica certezza per il PSI sarebbe stata la sua definitiva scomparsa dal panorama politico nazionale.
Non intendo lamentarmi, dunque, dell’accordo sottoscritto dai dirigenti centrali, ai quali deve andare tutta la nostra fiducia e il nostro plauso per la tempestività e la dignità con cui hanno difeso le ragioni del partito.
Devo dire, però, che mi ero illuso su due cose: il rispetto della “carta d’intenti” e dell’accordo col PSI da parte del PD, e la partecipazione di rappresentanti socialisti alle trasmissioni che la TV dedica alle elezioni.
Su ambedue ho provato una grande delusione. Si è avuta prima la dimenticanza degli impegni sulla posizione dei candidati socialisti nelle liste comuni e sulla autonomia dei futuri eletti. Dimenticanza spiacevole, immediatamente svelata facendo tornare la memoria a chi mostrava di averla perduta, ma che ha prodotto una brutta impressione a pochissimi giorni dalla presentazione delle liste e con la difficoltà che poteva conseguirne, forse insormontabile, di una eventuale raccolta di firme per la presentazione di nostre liste a pochissimi giorni dalla scadenza fissata dalla legge. L’intervento dei dirigenti socialisti, fatto con prontezza ed energia, ha permesso di rimediare.
È certo che le simpatie nei confronti di chi, alleato, aveva mostrato così debole memoria sono scese a livelli molto bassi.
Più recentemente altra dimenticanza. Mi riferisco a quanto avvenuto all’interno della coalizione di centro-sinistra, dove un patto a tre è improvvisamente divenuto a quattro con l’ingresso ufficiale del CD.
A quello che si poteva considerare un ampliamento (non sappiamo se collegialmente discusso e concordato) è seguita una contrazione con l’espulsione nei fatti del PSI, non più invitato né nominato per la presentazione del centro-sinistra in TV. Ed è stato per noi della base inevitabile, a questo punto, pensare che il pelo si può perdere, ma è difficile perdere il vizio.
La cosa, in sé grave, ha avuto conseguenze immediate relativamente alla presenza di uomini del PSI in TV. Hanno colto la palla al balzo i giornalisti per estendere ulteriormente l’esclusione dei socialisti dalle trasmissioni, sì che, se prima le rade apparizioni potevano attribuirsi alla piccolezza del PSI, per cui era sufficiente invitarlo “a ogni dimissione di Papa”, ora la sua scomparsa dagli schermi farà pensare alla sua definitiva uscita di scena.
Perché tutto questo? Ci piaccia o no riconoscerlo, la risposta sta nella debolezza del partito sotto l’aspetto elettorale.
Ci riferiamo spesso alla storia gloriosa del PSI come nostra forza. Giusto farlo, ma senza dimenticare che nel rapporto tra i partiti e con la gente il peso del partito non può fondarsi solamente su di essa, perché i più l’hanno ormai dimenticata, le giovani generazioni non la conoscono e ai partiti “alleati” interessa che sia ignorata.
La verità è che il PSI anche da chi gli è politicamente più vicino viene considerato per quel che elettoralmente è, ossia una piccola forza che si può nominare o ignorare, illuminare od oscurare a volontà. Solo la corposità può impedire che l’ombra dell’uno copra interamente l’altro sottraendolo alla vista. Guardando al domani e volendo garantirlo anche al nostro partito dobbiamo lavorare molto tra la gente per convincerla.
C’è una infinità di persone (l’ho detto altre volte) che ne sconoscono l’esistenza, che non sentendolo nominare e non vedendo i suoi dirigenti pensano che sia morto e sepolto.
Noi tutti abbiamo allora un preciso dovere: scendere nelle piazze, andare tra la gente, parlare, spiegare, riferendosi sempre ai concreti problemi, quelli del lavoro, dei giovani e del fisco più in particolare, che sono i più sentiti e che prioritariamente – rispetto ad altri che direi “elitari”, più propri di altre formazioni politiche – devono interessare i socialisti. Solo questo potrà salvare il Partito Socialista e ancorarlo saldamente al domani.

domanda: ma questo tal psi è rappresentativo (in progetto) del Socialismo e del movimento Socialista? … e la presenza parlamentare val più delle idee e degli ideali? … tal psi “sopravvive” per l’estetica o per l’etica della Politica?